<A HREF="Q_primaparte042"><</A>
dei cani a cui sono state strappate le zanne, fratelli e sorelle. Si', i cani che con le orde dei loro soldati, dei loro esattori, ci hanno insegnato cos'e' la paura, ci hanno insegnato a ubbidire sempre, a chinare la testa in loro presenza, a ossequiarli come schiavi davanti ai padroni. Coloro che ci hanno regalato l'incertezza, la fame, le tasse, le corve'e... Costoro, oggi, fratelli miei, piangono di rabbia perche' il popolo di Mhlhausen si e' alzato in piedi. Quando uno solo di voi rifiutava di pagar loro i tributi, o di riverirli a dovere, potevano farlo fustigare dai loro mercenari, potevano imprigionarlo e ucciderlo. Ma voi oggi, qui, siete migliaia. E non potranno piu' frustarvi, perche' ora voi avete in mano la frusta, non potranno piu' imprigionarvi, perche' voi avete preso le prigioni e ne avete divelto le porte, non potranno piu' uccidervi ne' rubare al Signore la devozione del Suo popolo, perche' il Suo popolo e' in piedi e volge lo sguardo verso il Regno. Nessuno potra' piu' dirvi fai questo, fai quello, perche' da oggi vivrete in fratellanza e comunione, secondo l'ordine gradito al Signore, e non ci sara' piu' chi lavora la terra e chi ne gode i frutti, poiche' tutti lavoreranno la terra e ne godranno i frutti in comunita', da fratelli. E il Signore sara' onorato, poiche' non ci saranno piu' padroni!
Un altro boato d'entusiasmo risuona nella grancassa dell'abside e sembra il grido di diecimila.
- Mhlhausen e' pietra di scandalo per gli empi della terra, e' la premonizione dell'ira di Dio che sta per travolgerli ed e' per questo che essi tremano come cani. Ma questa citta' non e' sola. Nella strada che ho percorso per giungere qui da Basilea, dovunque, in ogni borgo, dalla Foresta Nera alla Turingia, ho visto i contadini insorgere armati della loro fede. Dietro di voi si sta formando l'esercito degli umili che vogliono spezzare le catene della schiavitu'. Essi hanno bisogno di un segnale. Voi dovete essere i primi. Fare cio' che tanti, altrove, per paura stentano ancora a fare. Ma siate certi che il vostro esempio sara' seguito da altre citta', vicine o cosi' distanti che ne ignoriamo perfino il nome. Voi dovete aprire la strada del Signore. Nessuno mai potra' sottrarvi l'orgoglio di questa impresa. Io saluto in voi la libera Mhlhausen, la citta' su cui Dio ha posato il Suo sguardo e la Sua benedizione, la citta' della rivincita degli umili sugli empi della terra! La speranza del mondo comincia da qui, fratelli, comincia da voi!
Le ultime parole vengono coperte dal frastuono, Magister Thomas deve urlarle a squarciagola. Salto anch'io in mezzo a quella gioia: non ci scacceranno mai piu' da nessuna citta'.


Capitolo 24
Mhlhausen, 10 marzo 1525

La riunione e' a casa del pannaiolo Briegel. Pfeiffer e il Magister dovranno discutere con i rappresentanti del popolo quali rivendicazioni presentare in Consiglio municipale. Hanno invitato anche me, mentre Ottilie andra' a parlare alle donne della citta'. Briegel e' un piccolo commerciante e cosi' Hlm, fabbricante di vasellame e intagliatore. Portavoce dei contadini e' il piccolo e irsuto Peter, faccia ruvida e occhi neri, spalle smisuratamente larghe, tornite dal lavoro nei campi.
Una casa umile, ma solida e pulita, ben diversa dalle stamberghe che abbiamo visto a Grnbach.
Briegel parla per primo e fa il punto della situazione.
- Dunque le cose stanno cosi'. Possiamo mettere in minoranza i rappresentanti delle corporazioni. Noi proporremo l'allargamento del voto anche ai cittadini che non fanno parte dei mestieri, purche' abitino entro le mura o nelle borgate a ridosso delle mura. Qualcuno di quei grassoni potra' anche fare un po' di chiasso, ma sanno bene che il popolo e' tutto dalla nostra parte e penso che pur di evitare la rivolta accetteranno il nuovo ordinamento.
Lascia la parola a Hlm: - Si'. Penso anch'io che sia possibile imporre il nostro programma, non vorranno certo rischiare i loro patrimoni. In fondo chiediamo soltanto che la cittadinanza possa decidere per se
<A HREF="Q_primaparte044">></A>