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apprezzare la sua incredibile offerta; altri ancora mandano in giro i garzoni ad abbordare i clienti e offrono birra a chi si trattiene per contrattare. Molte famiglie girano aggrappate a una corda, nel timore che il marasma trascini via qualcuno.
Elias scruta la folla. Nella zona dei mercanti di stoviglie ha gia' riconosciuto quelli di Allstedt. Un'occhiata dalla parte dei vetrai conferma l'arrivo dei contadini dell'Hainich. Piu' in la', quelli che salutano alzando la Bibbia dovrebbero essere di Salza.
Ottilie alza gli occhi, in attesa del segnale. Ha gia' individuato il merlo, uno del Consiglio cittadino, indicatole da Pfeiffer. Bisogna aspettare i minatori di Mansfeld, che ancora non si sono fatti vedere. Senza di loro, non si fa niente.
Un ragazzino si fa largo tra la folla: - Signore, vi serve un vestito nuovo! Venite a visitare la bottega di mio padre, vi ci porto io, signore... - Si aggrappa alla mia casacca.
Mi giro infastidito, sussurra: - I fratelli minatori sono qui, dietro a un carro di mattoni.
Strattono Elias: - Si comincia, ci siamo tutti.
Lascio cadere una moneta sul palmo teso del piccolo messaggero, una carezza sulla fronte, e mi preparo a godermi la scena.
Ottilie si avvicina al suo uomo, nel punto di maggior folla, di fronte a un liutaio. Gli si piazza dietro e preme leggermente il seno sulla schiena di lui, bisbiglia qualcosa accostando le labbra al suo orecchio e lasciando che i capelli biondi gli striscino sulla spalla. Poi, con una mano, comincia a lavorarlo in mezzo alle gambe. Vedo la nuca del povero coglione diventare color vermiglio. Si liscia la barba nervoso: non resiste. Restando voltato si piega leggermente e comincia a infilarle il braccio sotto la gonna. Quando ha ormai raggiunto le zone alte, Ottilie leva la mano tentatrice, si tira indietro e, bloccandogli il braccio in quella scandalosa postura, comincia a gridare, mentre con l'altra mano lo schiaffeggia a piu' non posso.
- Bastardo, verme, verme schifoso, Dio ti maledica!
e' il segnale. Intorno a Ottilie si accende la mischia, mentre dai quattro angoli della piazza cominciano ad avanzare compatti i nostri fratelli. Rovesciano la merce, malmenano i mercanti, calpestano i birrai.
- Infilare le mani sotto le sottane, e' questo che sanno fare i signori di Mhlhausen?!
Il primo a raggiungerci e' un contadino, che si e' aperto un varco come un ariete, afferrando i borghigiani che gli capitavano a tiro per il bavero e spaccandogli la faccia a craniate. Subito dopo arriva uno dei minatori, con un fascio di archibugi, bastoni, e coltelli rubati a un armaiolo.
- Queste per voi, - dice. - E ce ne sono ancora parecchie!
- Maledetto birraio, - continua a urlare Ottilie. - Lo riconosco: e' uno del Consiglio!
Urlo a squarciagola: - Ci hanno venduti ai mercanti di birra!
Le voci si moltiplicano e aumentano di volume: - Consiglieri bastardi, venduti, fuori da Mhlhausen!
Molti di quelli che urlano non hanno nemmeno assistito alla messa in scena e pensano si tratti di un tumulto di piazza per soppiantare il Consiglio. E hanno ragione.
Tutto avviene con la massima rapidita'. La marea, come attratta da un misterioso magnete, comincia a inondare la Kilansgasse, che dalla piazza del mercato conduce fino al Municipio. Rivoli si disperdono qua e la': anime pie bisognose di far visita alle chiese.
A un tratto mi guardo intorno e scopro di essere rimasto solo; Elias, Heinrich e Ottilie sono spariti. Un contadino di fianco a me atterra il suo avversario, vestito fin troppo bene, con una gomitata alla mascella e un pugno sotto le costole.
- Si', fratello, pestiamo gli empi come cani! - gli urlo esaltato.
Le guardie stanno ben attente a non farsi vedere. La citta' e' nostra.

***

Suona la prima campana del coprifuoco. Ritrovo gli altri al Pozzo dell'Arcangelo, dove ci siamo dati appuntamento nel caso ci si fosse persi di vista. Ci sono altri due che non mi pare di conoscere.
Pfeiffer fa gli onori di casa: - Oh, eccolo qua, il nostro studente ribelle! Questi sono
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