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incontrammo un predicatore luterano, due vagabondi che cercavano di ottenere ospitalita' e cibo spiegando la Bibbia e predicendo il futuro; e da ultimo un reclutatore di truppe mercenarie che magnificava la vita nel suo esercito, la paga generosa, i facili guadagni, la gloria.
La gran parte dei contadini che incontrammo ci ascolto' con una certa attenzione, fece domande molto puntigliose riguardo alla fine del mondo, si inorgogli' nel sentirsi chiamare popolo eletto e mostro' un certo spavento di fronte all'idea che per cambiare la loro situazione non sarebbe sceso Dio in persona a rovesciare i potenti, ma avrebbero dovuto farlo loro con falci e forconi. Alcuni di loro, grazie ai fogli che gli mettemmo in mano, fecero conoscenza con la stampa, mentre altri dimostrarono di essere in grado di leggere qualcosa e ci spiegarono di aver imparato grazie a un venditore ambulante di almanacchi e profezie. Grande successo riscuoteva la stampa dell'immagine di Martin Lutero che randella vescovi e papisti. Decidemmo cosi' che nei prossimi fogli volanti avremmo stampato piu' che altro immagini: sovrani costretti a zappare la terra, contadini in rivolta sotto lo sguardo protettore dell'Onnipotente e via discorrendo.
La sera, a Grnbach, fummo invitati nella bottega di un certo Lambert, che faceva il fabbro e accomodava gli attrezzi. La fornace spenta da poco diffondeva nella stanza il suo calore. Ci venne offerto pane condito con cumino e coriandolo ed Elias, senza dare troppo nell'occhio, convinse anche Ottilie, che odiava quei sapori, a mangiarne almeno un poco. Piu' tardi, mentre ci avvolgevamo nelle coperte ruvide, ci spiego' che soltanto streghe e stregoni rifiutano di mangiare il cumino, perche' si dice che annulli ogni loro potere.
Il fabbro Lambert lancio' una sfida di canzoni al contrario e comincio' a proporre la sua: Sono uscito stamattina che faceva gia' buio, con la falce per andare a zappare, per la strada son salito su una quercia, e ho mangiato tutte le ciliegie, e' arrivato il padrone di quel melo, mi ha detto di pagargli la sua uva.
Altri rilanciarono con filastrocche che raccontavano di lupi che belano, di gusci che trascinano lumache, di pulcini che si trasformano in uova. Ma il premio finale se lo aggiudico' Elias, con la sua voce da orco: Conosco una canzone al contrario, presto al dritto la dovro' cantare, ho spiegato il Vangelo al parroco, che s'ostinava a parlare in latino, gli ho detto il grano lo devi pagare, quel che avanza e' di chi non l'ha. Son salito da solo a palazzo, col mio amico siamo andati dal signore, in cinque gli abbiam detto che la terra e' nostra, in dieci gliel'abbiamo spiegato, in venti lo abbiamo fatto scappare, in cinquanta ci siam presi il castello, in cento lo abbiamo bruciato, in mille abbiam passato il fiume, in diecimila andiamo alla battaglia finale!
Grazie a quella canzone, che presto divento' un vero e proprio inno, ci conquistammo da subito la simpatia dei contadini di Grnbach. Elias preparava la battaglia finale: veri e propri addestramenti, tutti i giorni al tramonto, insegnando a usare la spada e il coltello, a disarmare l'avversario, ad atterrarlo e a conciarlo per le feste a mani nude. Prima di allora non avevo mai maneggiato nessun tipo di arma, e devo ammettere che i contadini si dimostrarono allievi ben piu' abili di me.
E poiche' la gente delle campagne non ama le cose astratte, dopo qualche giorno mettemmo alla prova il nostro piccolo esercito. Tuttavia non ci fu molto da combattere; il parroco si diede alla fuga non appena scorse i forconi alti sopra le teste, e non fu difficile requisire il grano dell'ultima decima per ridistribuirlo tra la gente dei villaggi circostanti.
Qualche giorno dopo organizzammo una grande festa a Sneedorf, nel corso della quale venne eletto il nuovo parroco della comunita' e per la prima volta dopo molti anni venne concesso dall'autorita' religiosa di ballare la danza del Gallo, che era stata fino ad allora proibita, per via di certe piroette molto lascive, che
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