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Thomas si rivolse a lei con un sorriso e disse: - Moglie, affido a te questi tre uomini. Fa che li ritrovi sani e salvi al mio ritorno. Dovrete essere prudenti, gli sgherri dei principi sono sguinzagliati per il contado, non fermatevi mai, non dormite mai due notti consecutive nello stesso posto, non fidatevi di nessuno il cui cuore non sia per voi come un libro aperto. E confidate in Dio, ogni momento. Sua e' la luce che illumina il nostro cammino. Badate di non perderla mai. Confido che in capo al nuovo anno ci ritroveremo tutti alla chiesa di Nostra Signora in Mhlhausen. Buona fortuna, e che il Signore sia con ognuno di voi.


Capitolo 21
Eltersdorf, capodanno 1527

Il vento picchia contro le assi della porta come un cane impazzito. Le candele sembrano vacillare anche qui dentro, come se potessero essere raggiunte dal soffio gelido dell'inverno. Cosi' i ricordi si mescolano e tremano, percorsi ancora dai brividi di quella rabbia: furono i giorni della tempesta. Giacigli al cui confronto questa branda e' un letto principesco; bambini magri e sporchi, volti dignitosi incapaci di un lamento che si riempivano della voglia di riscatto; sempre in strada, attraverso cascine, borghi, villaggi. Eravamo seminatori solerti, che accendevano la scintilla della guerra contro gli usurpatori della gloria di Dio, i vessatori del Suo popolo. Vidi falci trasformarsi in spade, zappe divenire lance e uomini semplici lasciare l'aratro per mutarsi nei piu' impavidi guerrieri. Vidi un piccolo falegname incidere un grande crocifisso e guidare le schiere di Cristo come il capitano del piu' invincibile esercito. Vidi tutto questo e vidi quegli uomini e quelle donne raccogliere la propria fede e farne bandiera di rivincita. L'amore stringeva i cuori in quell'unico fuoco che avvampava dentro di noi: eravamo liberi ed eguali nel nome di Dio e avremmo spaccato le montagne, fermato i venti, ucciso tutti i nostri tiranni per realizzare il Suo regno di pace e fratellanza. Potevamo farlo, finalmente potevamo farlo: la vita ci apparteneva.
Themar, Unterhof, Regendorf, Swartzfeld, Ohrdruf, mai due giorni nello stesso posto. A meta' novembre decidemmo di fermarci in un minuscolo paesino di nome Grnbach, poco piu' di una giornata di cammino da Mhlhausen. Il villaggio era abitato esclusivamente da contadini al servizio del cavaliere di Entzenberger, presso il quale anni prima il poliedrico Pfeiffer aveva svolto funzioni di cuoco e di confessore. Ci assicuro' che il cavaliere era un nemico giurato della citta' imperiale e che non avrebbe certo impedito la nostra azione di evangelizzazione nei suoi possedimenti.
In cambio di un aiuto nei lavori piu' pesanti, trovammo sistemazione in una vecchia stalla in disuso, accanto alla casupola di una vedova di nome Frida. Come letto paglia e coperte di lana grezza. La donna si dimostro', fin dal mattino del nostro arrivo, molto lieta di ospitarci, sostenendo che per tutta la settimana precedente aveva avuto presagi di ogni tipo sull'arrivo nella sua casa di persone di grande riguardo. Per la prima volta provai la strana sensazione di ascoltare una persona parlare la mia lingua senza capire alcunche' di quello che stesse dicendo. Escluso Pfeiffer, che era nato da queste parti, l'unica ad afferrare qualcosa di quello che disse l'anziana contadina fu Ottilie, che nel suo girovagare insieme al marito aveva cominciato a fare l'orecchio ai mille modi in cui puo' essere storpiato lo stesso vernacolo.
La vedova Frenner aveva una figlia, di circa sedici anni, che si occupava delle mucche del padrone e le mungeva tutte le mattine. La ragazza era la piu' piccola di sei fratelli, finiti tutti al seguito di un valoroso capitano al soldo del conte di Mansfeld.
Fin dal giorno successivo al nostro arrivo a Grnbach, di buon mattino, cominciammo a visitare campi, orti e stalle e a prendere contatto con la gente, distribuendo i fogli volanti e annunciando l'imminente caduta dei potenti. La concorrenza fu molto agguerrita: nella stessa giornata
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