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Spitfler, mentre usciva dalla citta' per dirigersi a Magonza. Tra i volumi le guardie del Consiglio cittadino, evidentemente gia' messe in preallarme, trovarono venti copie dell'Esplicita messa a nudo, sequestrarono tutta la partita e scacciarono in malo modo Hltzel, che aveva ricevuto dal Magister il compito di diffondere e ristampare lo scritto. Nell'arco della stessa giornata la voce sull'imminente espulsione di Denck divenne certezza. All'alba del 28 ottobre eravamo gia' tutti in arresto. Agli sbirri sarebbe occorso ancora un giorno intero per rintracciare il nostro deposito: Hergott era tornato, non aveva esitato a denunciarci e a permettere alle guardie di interrogare a lungo i due apprendisti. L'intera tiratura venne sequestrata. Solo Hut il giorno prima era riuscito a far trasferire a Bibra i fogli volanti, insieme ad alcune copie degli scritti del Magister.
Il Consiglio non voleva guai. Due borgomastri ci fecero visita a tarda sera nella cella e ci comunicarono che la decisione era stata presa: prima dell'alba ci avrebbero condotto fuori citta' senza dare notizia dell'arresto e dell'espulsione.
Magister Thomas, Ottilie, Pfeiffer, Denck, Hut, Elias e me. Ci ritrovammo di nuovo sulla strada, a contemplare lo spettacolo incredibile dell'alba che spuntava timidamente dietro i pinnacoli di Norimberga, tingendoli di rosa. Questa volta il Magister non sembrava affatto turbato dagli eventi: Hut ci condusse a casa sua, a Bibra, a poche miglia di cammino, un posto sicuro in cui decidere il da farsi.
Li' il Magister ci disse che era necessario separarsi e questo ci inquieto' non poco: l'aver condiviso le disavventure degli ultimi mesi ci aveva affiatato molto e sembrava assurdo sciogliere la compagnia.
Ricordo la determinazione nei suoi occhi: - Lo so, ma noi sette dobbiamo fare il lavoro di cento - disse - e se resteremo tutti uniti non ci riusciremo mai. Ci sono compiti che hanno la priorita' assoluta e che dobbiamo suddividerci. Il tempo e' maturo, gli empi possono essere messi alle strette, mezza Germania e' in rivolta, non c'e' un attimo da perdere.
Si volto' verso Hut: - Innanzi tutto e' necessario assicurarsi che almeno i libri spediti ad Augusta siano giunti a destinazione, e cercare di diffonderli il piu' rapidamente possibile...
Hut annui' senza aggiungere nulla. La missione era sua.
Il Magister continuo': - Per quanto riguarda me, e' di vitale importanza che raggiunga Basilea. Devo incontrare Ecolampadio e verificare se davvero la situazione e' cosi' fervida come mi hanno scritto i fratelli di laggiu'. Se la piu' importante citta' della Confederazione Elvetica passasse dalla nostra parte i principi avrebbero vita dura... - il suo sguardo cadde su Denck. - Credo che tu Johannes dovresti venire con me. Hai gia' operato in una grande citta' e il tuo consiglio sarebbe di grande aiuto.
- E noi altri? - Pfeiffer sembro' preoccupato. - Dove ci andremo a ficcare?
Magister Thomas raccolse un pesante sacco di iuta e lo apri' sul tavolo, quanto basto' per rovesciare parte del contenuto davanti ai nostri occhi. I fogli volanti scivolarono sulle assi come se una mano invisibile li muovesse.
- Ecco i semi. Le campagne saranno il vostro campo.
Il mio sguardo disorientato incontro' quelli di Pfeiffer e di Elias.
Ottilie raccolse alcuni fogli: - Certo, i contadini... i contadini, - guardo' me. - Devono poter sapere, bisogna fargli sapere che i loro fratelli in tutta la Germania si stanno sollevando. E per chi non sa leggere, leggeremo noi... - Poi, rivolta a Pfeiffer: - Un esercito, Heinrich, un'armata di contadini che liberi palmo a palmo questa terra dall'empieta'... - cerca l'approvazione del Magister. - Marceremo coi contadini su Mhlhausen, la' c'e' ancora molta gente che vuole spezzare il giogo dei tiranni e dei falsi profeti!
Sentii il calore del coraggio che mi gonfiava il cuore e i muscoli, gli occhi e le parole di quella donna accesero un fuoco che pensai niente e nessuno avrebbe mai piu' potuto estinguere.
Indicandoci, Magister
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