<A HREF="Q_primaparte032"><</A>
soltanto secondo la parola di Dio.

Entriamo a Norimberga dalla porta piu' a nord. Sulla sinistra, le torri imponenti della Fortezza imperiale ci ricordano quello che gia' sappiamo: questa citta' e' una delle piu' grandi, piu' belle e piu' ricche di tutta Europa. Davanti a noi si arrampicano fino al cielo le sagome slanciate dei campanili di San Sebaldo, e ai due lati della strada pittori e scultori seguono il lavoro nelle loro botteghe. Ottilie giura che la casa del grande Albrecht Drer e' a pochi passi da qui. Quella di Johannes Denck, con il quale dovremmo incontrarci gia' questa mattina, e' invece dalle parti della Knigstrasse, all'angolo sud del rombo che delimita il cuore della citta'.
Passiamo dalla Piazza del Mercato, inebriata dall'odore di incensi, profumi e spezie delle Indie, i colori delle sete cinesi che fluttuano al sole, i sette Elettori che si inchinano all'Imperatore proprio sopra le nostre teste, sull'orologio della Chiesa di Nostra Signora.
Hans Hut, il libraio, da quando siamo entrati in citta', si attarda con il Magister subito dietro di noi, a passo volutamente piu' lento. Motivo: sostiene che a Norimberga, da qualunque porta entri, chiunque segua istintivamente il fluire della folla si trovera' presto o tardi adagiato da una corrente invisibile sulla Piazza di San Lorenzo. Cosi', per non influenzare il risultato dell'esperimento, si mantiene a distanza, dato che queste strade non hanno per lui alcun segreto. Nonostante questa precauzione, la dimostrazione viene ugualmente falsata, poiche' le torri di San Lorenzo appaiono in tutta la loro imponenza non appena attraversiamo il ponte sul fiume che taglia la citta'.

***

C'e' un via vai frenetico nella stamperia. Giornata di incontri importanti: un ribollire di contatti, dialoghi, progetti che preannunciano nuove settimane di terremoto e rivolgimenti. I contadini sono scatenati: non passa giorno senza che arrivino notizie di saccheggi, insurrezioni, banali risse che si trasformano in tumulti, di regione in regione. La rete di contatti che il Magister va coltivando con ossessiva precisione da anni, e' estesa e ramificata e non cessa mai di allargarsi e fornire notizie. In piu' c'e' la stampa, appunto; questa tecnica stupefacente, che come un incendio d'estate secca e ventosa, si sviluppa giorno dopo giorno, ci da' idee in quantita' per inviare lontano e piu' velocemente i messaggi e gli incitamenti che raggiungono i fratelli, spuntati come funghi in ogni anfratto del paese.
I due apprendisti sono furiosamente al lavoro, nella grande stamperia di messer Hergott in Norimberga. Le mani trasformano l'inchiostro sulla semplice carta in caratteri di piombo che moltiplicano le parole. Rapide occhiate e dita agili che ricompongono gli scritti del Magister: proiettili che verranno scagliati in tutte le direzioni dal piu' potente dei cannoni. Il torchio, nell'angolo, sembra dormire in attesa di imprimere il suggello finale.
Non e' stato difficile convincerli. Hergott e' fuori citta' per una settimana e la presenza contemporanea di Hut, Pfeiffer, Denck e Magister Thomas avrebbe convinto chiunque: il turbinio dei discorsi, la passione e la fede di questi uomini, persuaderebbero i morti a tornare al lavoro.
Sorrido trasognato, comunque attento al dialogo che si svolge (attorno al tavolo, sul retro della stamperia. Discutono fitti. Hans Hut e' di queste parti, dimora a Bibra, poche miglia da qui, eccellente diffusore di stampe gia' da qualche anno. Stampo' le prime parti del Vangelo tradotto da Lutero, e cio' gli valse molto credito, che pero' non riscosse ai banchi dei principi. Data l'ingente mole di lavoro sta cercando di aprire una stamperia propria, a Bibra: iniziativa importante, che forse vedra' la luce in queste settimane. In ogni caso, conosce tutte le tecniche correnti di stampa e il suo parere e' imprescindibile.
Johannes Denck dimostra i miei anni, scaltro come una faina, anch'egli di queste parti, ben conosciuto dalle autorita' locali, ma gia' da parecchio tempo in
<A HREF="Q_primaparte034">></A>