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finestre del Municipio, a chiedere l'intervento del Consiglio. Gli otto delegati del popolo, eletti gia' prima del nostro arrivo, cercarono di convincere il Capo delle guardie di quanto fosse grave il gesto dei due borgomastri e della necessita' di cancellare al piu' presto quell'onta. Ma quello rispose che non prendeva ordini da nessuno, lui, se non dai legittimi rappresentanti della cittadinanza. E mentre ce ne andavamo a riordinare le idee nel nostro sobborgo di San Nicola, riusci' a radunare attorno a se' buona parte della popolazione, mettendo tutti in guardia da chi avrebbe voluto approfittare della difficile situazione cittadina per disporre delle forze dell'ordine a suo piacimento.
Non ci volle molto perche' sulle pareti della citta' fiorissero commenti sul genere GLI SBIRRI NON CAMBIANO MAI. Frattanto, stanchi di aspettare l'esplodere degli eventi, molti maestri del saccheggio in viaggio d'affari intraprendevano senza ulteriori indugi la loro attivita', seminando il terrore entro le mura e nelle file dei difensori del Palazzo. Noi, dal canto nostro, cercavamo di valutare con la massima precisione se ci fosse spazio per un'azione di forza. Un messaggero fu inviato a Salza per domandare ad alcuni seguaci di Magister Thomas se non fosse possibile, da parte nostra, intervenire direttamente laggiu', cosi' da farla pagare ai due fuggitivi e creare in quella citta' una situazione favorevole alla rivolta. La risposta fu un cordiale invito a farci i fatti nostri.
Mhlhausen si preparava per una seconda notte di veglia. Le ronde dei borghigiani perlustravano la citta' con le torce in mano mentre le guardie si schieravano all'ingresso della porta Felchta e del Palazzo. Precauzione inutile: da parte nostra non sarebbe stato difficile sfondare quel picchetto, ma una volta dentro, la citta' poteva trasformarsi in una trappola; da ogni finestra poteva cadere olio bollente, da ogni portone poteva uscire la morte. In piu', c'era da considerare che la' dentro disponevano di almeno un centinaio di archibugi, mentre da noi se ne contavano al massimo cinque.
Cosi' aspettavamo. E l'alone del crepuscolo avvolgeva lentamente le figure di questo esercito degli umili, occupate a imparare l'arte di tirar pietre e bastoni, di stendere l'avversario, di dormire sui ciottoli mangiando pane di segale e grasso d'oca, con un orecchio all'ultimo sermone del Magister e l'altro alle imprese erotiche del vicino.
Il giorno seguente, qualche ora dopo l'alba, Ottilie e il Magister, vedendo che il confronto a distanza stava fiaccando i piu', e che molti insistevano per tornare ai loro affari, cercarono aiuto nella Bibbia. Quando Dio sosteneva il suo popolo, le mura della citta' crollavano al suono delle trombe. Ricordatevi la fine di Gerico. Anche a noi, che siamo suoi eletti, il Signore Dio concedera' un'altrettanto facile vittoria. Ma occorre aver fede e credere che Dio non abbandonera' il suo esercito.
Magister Thomas sapeva come essere convincente, e questo discorso fu accolto alla lettera da una cinquantina di confratelli. Armati di sette imponenti corni da caccia, di quelli con l'ancia in metallo, si incamminarono lungo il sentiero che costeggiava i bastioni, cantando e suonando con quanta forza gli permettevano i polmoni. La scena, se non altro, entusiasmo' tutti e, sicuramente, impressiono' parecchio i ricchi birrai asserragliati sulla Piazza municipale.
Quei cinquanta soldati di Giosue' non arrivarono mai al settimo giro di mura. Stavano appena terminando il quinto, e urlavano a squarciagola Servi mangiamerda! all'indirizzo delle guardie allineate sotto l'arco della porta Felchta, quando in lontananza apparve cio' che avrebbe definitivamente dissolto la tensione di quei giorni. Un gruppo molto numeroso di uomini, sul quale cresceva fitta una foresta di lunghi bastoni, avanzava spedito in direzione della citta'. Fossero stati i rinforzi provenienti da Salza, Mhlhausen sarebbe caduta nelle nostre mani entro sera. Ma il fratello Leonard, che avevamo inviato loro
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