<A HREF="Q_primaparte029"><</A>
sberleffo al popolo. Sotto di lui un via vai continuo di gente che corre a chiamarne altra e va a raccogliere attrezzi e pietre. In mezzo alla folla, Elias si fa strada verso di me. Quando mi vede, grida piu' alto di tutti: - Va' a cercare Pfeiffer! Digli che tra non molto saremo sotto le finestre del Municipio e che porti quanta piu' gente puo'.
Di corsa fino alle mura. Mi faccio riconoscere dalla sentinella: nessun problema, evidentemente non si aspettano alcuna reazione. Sempre correndo imbocco la Kilansgasse. Un clamore al fondo della strada, verso la Chiesa di San Biagio, mi informa che Pfeiffer non ha perso tempo.
Non appena giro l'angolo e gli compaio di fronte, anche lui in piedi su un pulpito improvvisato, interrompe a meta' l'arringa e indicandomi si mette a gridare: - Ecco, ecco un messaggero dal sobborgo di San Nicola. Senz'altro viene a dirci che Thomas Mntzer e i suoi sono sconvolti dalla decisione di quel maiale del borgomastro... Non e' vero, fratello?
Le teste dell'uditorio ruotano verso di me come un campo di girasoli.
- Certo, fratello Pfeiffer! Dalla porta Felchta quelli di San Nicola muovono gia' verso il Municipio.
Mentre mi avvicino a quella piccola folla, Pfeiffer salta giu' dal suo fittone e mi corre incontro. Mi getta un braccio intorno alle spalle e sussurra: - Di', fratello, in quanti sarete la' da voi?
Esagero: - Su duecento potete contare.
Mi arpiona la clavicola: - Bene, questa e' la volta che ce li fottiamo -. Poi, a voce piu' alta: - Si pentiranno di questo affronto, parola mia. Al Municipio, fratelli, al Municipio!
Le sue parole sono gia' grido di battaglia.
Non so come siano spuntati i forconi, le torce e le spranghe. Semplicemente, a un certo punto svettano sulla foresta di teste, molto piu' spaventosi delle alabarde degli sbirri che chiudono l'accesso al palazzo. Uno di loro si lancia su per le scale a chiedere istruzioni. Torna seguito da una quindicina di altri sgherri.
La discussione si accende nelle prime file. Circola la notizia che l'insulto preciso rivolto da Willi Pustola al borgomastro Rodemann sia stato un Baciami il culo, accompagnato da un'esibizione del posteriore. Per molti si tratta di un invito fin troppo esplicito a ripetere il gesto, e decine di culi prendono di mira il Municipio.
Improvvisamente, la' davanti, un boato. Spingo e mi aggrappo per vedere meglio, pregustando gia' la scena dell'umiliazione definitiva di Rodemann. Invece vedo Elias che solleva di peso, alto sopra le spalle, un piccoletto di mezza eta', con la testa quasi pelata e il naso paonazzo pieno di bugni. Grida di gioia e mani tese lo accolgono e lo sbalzano sopra le teste: - e' Willi! Evviva Willi! Rottinculodimerda! Viva Willi! Topidifogna! Grande Willi!
La folla lo porta in trionfo attraverso la piazza; una ragazza sulle spalle di qualcuno gli scopre le tette davanti e Willi ci si butta a pesce come un miracolato. Gli tirano verdure e dolci che lo imbrattano dalla testa ai piedi. Ridendo gli grido: - Viva re Willi! Viva l'eroe della gente di Mhlhausen!!!
E l'ubriacone, come se mi avesse sentito, si gira nella mia direzione e fa un segno di benedizione nell'aria, un attimo prima che un cavolfiore lo centri in piena faccia.


Capitolo 18
Eltersdorf, Pasqua 1526

Ricordo che la notte dell'incoronazione di re Willi, pochi a Mhlhausen chiusero occhio. Di certo non ci riuscirono Rodemann e Kreuzberg, i due borgomastri, sotto le cui finestre si disputo' uno straordinario torneo, a loro dedicato, di insulti, bestemmie e frasi cruente. Ne' tantomeno poterono riposare molto le schiere di vagabondi avide di possibili saccheggi, che fin dal mattino seguente riempivano le strade.
Purtroppo, Morfeo strinse tra le braccia le due sentinelle appostate sul retro del Palazzo municipale, cosicche' non fu difficile per i borgomastri fuggire in direzione di Salza, con il gonfalone della citta' arrotolato sotto il braccio.
Al risveglio, quindi, nuovo diffondersi della notizia, nuovo scompiglio e nuovo assembramento sotto le 
<A HREF="Q_primaparte031">></A>