<A HREF="Q_primaparte028"><</A>
con il duca gli era servito per far eleggere ben cinquantasei rappresentanti del popolo nel Consiglio. I suoi sermoni avevano spinto al saccheggio dei beni della Chiesa e alla distruzione delle immagini sacre. Senza l'appoggio del duca non avrebbe mai resistito a lungo in citta'. Ammirammo la sua astuzia e l'intelligenza: non era difficile capire che insieme, lui e il Magister, avrebbero potuto fare grandi cose.
E infatti, eccoli gia' indaffarati in discussione serrata su cose da fare e sermoni incendiari da pronunciare per i borghigiani e gli straccioni, i diseredati, la gente del contado e anche i notabili, che hanno subito da provare la voglia di mettere quelle facce da porci all'ingrasso in un piatto fumante di escrementi.

Adesso, dal mio angolo nascosto, Mhlhausen sembra una citta' di sogno, uno spettro che il visita di notte e ti racconta la sua storia, ma come se non fossi tu ad averla vissuta, quadro di pennello e bulino, cosi' io la ricordo, come di quel genio di pittore nostro, messer Albrecht Drer.


Capitolo 17
Mhlhausen, Turingia, 20 settembre 1524

Articolo primo: [...] Avanziamo umilmente la richiesta che d'ora in poi l'intera comunita' possa esercitare il diritto di scegliere e di nominare direttamente il suo parroco [...]
Articolo secondo: [...] e' nostra volonta' che d'ora in poi la decima sul grano venga raccolta dai membri del presbiterio scelto dalla comunita' e lasciata al parroco quanto basta per un adeguato sostentamento suo e dei suoi. Cio' che rimane deve essere diviso tra i poveri del paese a seconda dei loro bisogni [...]
Articolo terzo: [...] Finora e' stata consuetudine quella di considerarci proprieta' personale del signore, cosa riprovevole, se si pensa che Cristo col suo sangue prezioso ci ha riscattato e redento tutti, senza eccezione [...] Non dubitiamo allora che voi, in quanto veri cristiani, ci libererete dalla servitu' della gleba [...]

Poco dopo il vespro una notizia si mescola all'odore della birra che comincia a riempire i boccali. Hanno messo dentro un tale, mezzo ubriaco, che ha insultato il borgomastro.
In breve, non si parla d'altro. Chi era il tale? Che gli ha detto di preciso? Dov'e' successo? Si viene a sapere che l'hanno rinchiuso nei sotterranei del Municipio e la cosa fa incazzare tutti. Molti si alzano in piedi nervosamente, battono i pugni sul tavolo, escono per avvertire quanta piu' gente possibile. Questa volta ce la pagano, quei bastardi!
Metto il naso fuori dall'osteria. Mezzo sobborgo di San Nicola e' sceso in strada e le grida si ingrossano rotolando da un labbro all'altro. I piu' eccitati, con ancora i boccali o i pettini da telaio stretti in mano, come sorpresi da un'imboscata nel cuore della notte, salgono a passi nervosi il selciato che conduce alla porta Felchta e alla chiesa di San Giacomo. Cercano il Magister. Scende, attorniato da un pulsare di voci impazienti di esporgli le proprie convinzioni sul da farsi. Poco sopra di noi, il gruppo rallenta e comincia a ingrossarsi naturalmente, in corrispondenza della locanda dell'Orsa, dove la strada si allarga in prossimita' del lavatoio.
In un mese da che siamo qui ho avuto modo di apprezzare come il fantasma dell'agitazione sia un abitante in piu' di questa citta'. Tuttavia non capisco del tutto una simile reazione a un arresto che non ha niente di eccezionale. Non si sa nemmeno chi sia finito dentro. Solo un particolare fa da perno al correre delle voci: il malcapitato ingiuriatore e' stato rinchiuso nei sotterranei del Municipio, mentre avrebbero dovuto utilizzare la torre dello stesso palazzo.
- Cos'e' questa storia della torre e dei sotterranei? - chiedo a un anziano che osserva la scena di fianco a me.
- Ottavo articolo del nostro ordinamento municipale: mai piu' incarcerazioni nei sotterranei, ma solo nella torre. Vedessi che fogna sono, quei sotterranei, capiresti che non e' questione di codici!
Alzo gli occhi sopra le teste: Magister Thomas e' gia' in piedi sopra un paracarro. Urla contro il sopruso e lo
<A HREF="Q_primaparte030">></A>