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certo... nessuno ha detto che dobbiamo fuggire nelle Indie. Solo pensare a un altro posto dove continuare quello che e' stato fatto qui.
Scuoto la testa: - Che aiuto posso dare? So giusto che in Baviera i contadini stanno cercando di imporre le loro ragioni. Ma mi pare che la' non abbiano bisogno di noi.
- Vero. Al Sud le cose filano gia' da sole -. Scruta il buio oltre la finestra: - Thomas ti ha mai parlato di Mhlhausen?
- La citta' imperiale?
- Esatto. Un anno fa la popolazione ha fatto approvare al consiglio ben cinquantatre articoli. Oggi il potere e' nelle mani di rappresentanti scelti dagli abitanti della citta'.
Una smorfia: - Vogliamo ancora avere a che fare con un consiglio cittadino nemico dei papisti per puro interesse? Faremmo meglio a cercare alleati nelle fattorie e nei campi. Sono quelli gli umili della terra.
Annuisce, guardandomi fisso negli occhi. Una cosa rimuginata da tempo: - Gia'. Ma una volta che si ha in mano una citta' non e' cosi' difficile rivolgersi al contado. e' stato cosi' anche con i minatori della contea di Mansfeld, no? Invece partendo da fuori bisogna fare i conti con le mura e coi cannoni.
Mando giu' l'ultimo goccio schiumoso di birra: - ...Mentre stando in citta', i cannoni sono gia' dalla tua parte.
- Si', e contro i principi, altro che cannoni!
- Mmh. Questi borghigiani sono tutta gente molto manovrabile. Il Magister mi ha detto che anche a Mhlhausen uno dei capi della rivolta ha strani contatti con il duca Giovanni.
Mi allunga il bicchiere nuovamente pieno, dopo aver dato un primo sorso: - Stai parlando di Heinrich Pfeiffer, immagino. Si', ci hanno detto dei suoi rapporti col duca. Dicono che Giovanni di Sassonia abbia delle mire sulla citta' e veda molto di buon occhio la confusione che sta regnando laggiu': e' quello che gli serve per presentarsi come garante della pace e assumere il controllo.
Allargo le braccia, a indicare la logica conclusione: - E cosi' pensi che dovremmo intervenire e sfruttare il disordine per la nostra causa e far in modo che questo Pfeiffer lavori con noi.
- L'hai detto tu che e' gente manovrabile.
Ridiamo. Lampi di calore incidono l'umidita' della notte, Ottilie toglie una ciocca bionda di capelli dalla fronte e la blocca dietro l'orecchio. Per un attimo, e' poco piu' che una bambina.
- Abbiamo lasciato indietro un problema non indifferente: come andarcene da qua.
- Non dovrebbe essere difficile: credo davvero che l'ultima cosa che Zeiss vuole sia trattenerci qui e tirare la corda con i minatori incarcerando il loro predicatore. Fidati, non vedono l'ora di sbarazzarsi di noi.
- Non si sa mai... potrebbe anche prender male la provocazione di questa sera, o usarla come pretesto, o decidere di umiliare Thomas Mntzer per renderlo inoffensivo. e' meglio non correre rischi.
Un morso al labbro inferiore per raccogliere i pensieri: - In tal caso, ce ne andremo di notte.


Capitolo 16
Eltersdorf, gennaio 1526

La vacca di Vogel e' morta di febbre. Sono rimasto a guardarla crepare, il respiro sempre piu' lento, un rantolo soffocato, gli occhi vitrei che si riempivano d'indifferenza per il mondo, per la vita.
Dicono che Magister Thomas, prima di essere giustiziato, abbia scritto una lettera ai cittadini di Mhlhausen. Dicono che li abbia invitati a deporre le armi, perche' tutto ormai era perduto.
Penso all'uomo, che cerca di spiegarsi perche'. Perche' il Signore ha abbandonato i suoi eletti e ha lasciato che perdessero tutto.
Ti vedo, Magister, mentre giaci nel buio della cella, coi segni della tortura che piagano il corpo, in attesa del boia che metta fine al cammino. Ma e' la piaga che avevi nel cuore che ti deve aver spinto all'ultimo messaggio. Non i loro ferri... non avrebbero mai potuto... e' stato forse perche' abbiamo pensato troppo a noi stessi!? Forse perche' siamo stati impudenti fino a scandalizzare il Signore!? Perche' abbiamo preteso di interpretare il Suo volere? Forse perche' abbiamo ucciso, perche' la rabbia degli umili non ha avuto pieta' degli
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