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voi!
Mentre leggo annuisce in silenzio. Sembra riflettere sulle parole, ripassarle a memoria. All'improvviso alza gli occhi, miracolosamente ancora svegli: - Tu cosa credi che intenda l'apostolo?
- Io, Magister...?
- Gia'. Cosa pensi che significhi?
Rileggo rapidamente le parole di San Paolo e la risposta mi esce dal cuore: - Che abbiamo fatto bene a incendiare il tempio dell'idolatria. Che i francescani di Neudorf si dicono fratelli, ma vivono nell'avarizia e spingono il popolo ad adorare le immagini e le statue.
- Voi lo avete fatto per zelo. Ma non credi ci sia qualcuno che ha ricevuto da Dio la spada proprio a questo scopo? Chi e' al servizio di Dio per la giusta condanna di chi opera il male?
- Paolo afferma che l'autorita' e' preposta a questo scopo. Ma se non era per noi nessuno avrebbe castigato quella banda di idolatri usurai!
Si illumina: - Proprio cosi'. Lo zelo degli eletti ha dovuto strappare la spada ai potenti per fare quello che essi non facevano: difendere il popolo e la fede cristiana. E questo non ci insegna forse che quando i governanti permettono che l'empieta' si diffonda, allora tradiscono il loro compito e diventano complici della malvagita'? Dunque, come i malvagi, secondo le parole dell'apostolo, vanno tolti di mezzo.
L'enormita' di quelle parole mi colpisce come un pugno, mentre lui comincia a leggere dal suo manoscritto: - Io affermo con Cristo e con Paolo, e in conformita' all'insegnamento di tutta la legge divina, che si devono uccidere i governanti empi, particolarmente i preti e i monaci che rampognano di eresia il Santo Evangelo e non di meno pretendono di essere i migliori cristiani.
Non e' possibile, deglutisco: - Magister, questo... e' questo che predicherete oggi al cospetto dei duchi di Sassonia?!
Un ghigno, un lampo negli occhi, adesso piu' svegli che mai.
- No, amico mio, non solo. Se non sbaglio ci saranno anche il cancelliere di corte Brck, il consigliere von Grefendorf, il nostro Zeiss, il borgomastro e tutto il consiglio cittadino di Allstedt.
Rimango impietrito, mentre lui si alza stirandosi le braccia.
- Grazie per l'aiuto a fugare ogni dubbio. Adesso credo che accettero' il tuo consiglio e mi sdraiero' un poco. Ti prego di chiamarmi al rintocco della campana.


Capitolo 14
Eltersdorf, Natale 1525

Oggi il pastore Vogel non ha parlato per me, non a fratello Gustav. La sua voce era come un tuono sordo, lontano. Sono solo. Nessuna parola che riesca a convincermi. Non dopo l'olocausto degli inermi, non dopo quel grido caduto nel vuoto. Puo' tenerselo il conforto della Parola, sono stato tra quelli che credevano nella sua forza.
La sera, nella mia stanza, assalito dal gelo, leggo le lettere. E sento che qualcosa d'indefinito si fa strada e si avvicina sempre piu' ogni giorno che passa: qualcosa che lotta per emergere, ma lo ricaccio' giu', in fondo allo stomaco, con tutte le forze. E ogni notte e' piu' difficile.

All'illustrissimo Magister Thomas Mntzer pastore predicatore della citta' di Allstedt.
Illustrissimo Maestro,
Lo Spirito di Dio, che infonde sapienza e coraggio, sia su di Voi in queste ore di tormento.
Vi scrivo con la fretta e l'agitazione di chi vede il pericolo strisciare in silenzio e saettare rapido alle spalle dell'uomo nel quale ha riposto le sue speranze. Gia' ho avuto modo di illustrarVi come le mie orecchie avrebbero potuto aiutarVi, data la loro prossimita' a certe porte che celano intrighi. Ebbene non so dire cosa sia piu' forte in me, se la gioia di poterVi essere finalmente utile, dopo molti mesi dalla mia prima missiva, oppure l'ansia e lo sdegno per cio' che contro di Voi si sta macchinando.
Al Principe Elettore, che finora aveva mantenuto una posizione di attesa, la vostra Lega degli eletti non e' piaciuta affatto. Allo stesso modo il sermone che avete tenuto al cospetto di suo fratello. Soprattutto lo allarma il fatto che possiate disporre di una stamperia e che le vostre parole possano raggiungere i focolai di rivolta che pian piano si accendono in 
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