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precipitano al pozzo, due secchi a testa: il padrone ha schioccato le dita e si caccerebbero dentro le fiamme dell'inferno. Prima che una goccia sia versata, usciamo dall'ombra, neri di fuliggine, spranghe in mano: - Fossi in voi mi preoccuperei del bosco... Qui ormai non c'e' piu' niente da fare.
Dieci contro due. Ci guardano. Si guardano. Posano i secchi e se ne vanno.

Le fiamme si dileguano, mi rigiro nel letto. La faccia da porco di Zeiss affiora dall'oscurita'. Il riscuotitore di censo per conto del Principe Elettore. Quelle fiamme gli avevano scottato tanto il culo da chiamare gente da fuori per scovare gli incendiari. E bravo Zeiss! La citta' invasa da stranieri in armi? Niente di meglio per aizzare il popolo contro di te. Basta pronunciare il nome di Mntzer Una sola volta per far accorrere i suoi angeli custodi: un centinaio di minatori con pale e picconi che emergono dalle viscere della terra e ti trascinano sotto. Le donne della citta' che ti vogliono castrare. Le cose ti sfuggivano di mano: come un bimbo impaurito ti sei attaccato alle gonne della mamma e sei andato a piangere dall'Elettore. Immagino la scena: tu che strisci e cerchi di spiegare come hai perso il controllo della citta' e Federico il Savio che ti redarguisce.

ZEISS: Vostra Grazia, con la sua ben nota lungimiranza, avra' gia' intuito il motivo della visita del suo servitore...
FEDERICO: Ho intuito, Zeiss, ho intuito. Ma la mia lungimiranza non ha ragione di essere scomodata. e' da qualche, tempo che dal conte di Mansfeld non fanno che arrivarmi lamentele sul vostro villaggetto di Allstedt. Pare che il nuovo predicatore vi stia dando dei seri problemi. Del resto foste proprio voi a non avvertirmi del suo insediamento nella vostra parrocchia e i guai che ne sono derivati spero vi insegneranno una maggiore accortezza.
ZEISS: Vostra Grazia sa che non fu mia la responsabilita': il consiglio della citta' decise di non comunicarvi la scelta di messer Thomas Mntzer. Sapete bene che, dal canto mio...
FEDERICO: Non cercate di scusarvi, Zeiss! Sappiate che di fronte a questo trono finisce lo scaricabarile. In fondo, quel Mntzer, a me personalmente, non ha dato alcun fastidio. Il fatto e' che in Turingia ci sono un po' troppe persone piene di se'. Prima Lutero fa una sfuriata a Spalatino perche' metta in riga questo predicatore che non gli porta abbastanza rispetto, poi il conte di Mansfeld mi scrive che il vostro consiglio difende un sobillatore che lo ha apertamente insultato. Poi, che altro?
ZEISS: Be', c'e' il fatto di cui sono venuto a parlarvi, per l'appunto. Ma gia' qualcosa vi sara' noto, per quanto le vicende della nostra citta' non siano certo cosi' rilevanti.
FEDERICO: E allora? Mi dicono che e' bruciata una cappelletta di campagna.
ZEISS: Si trattava, per la precisione, della cappella della Santa Vergine di Mallerbach, sulla strada tra Allstedt e Querfurt, di proprieta' dei francescani del convento di Neudorf. Durante la funzione domenicale e' stata rubata la campana e il giorno dopo le e' stato dato fuoco. Ho inviato due uomini fidati a spegnere l'incendio, ma quelli sono stati li' a guardare e hanno poi dichiarato che si sono tenuti a distanza per salvaguardare il bosco dalle fiamme, visto che la cappella era ormai perduta.
FEDERICO: Fin qui, niente di nuovo. I frati di Neudorf sono stati particolarmente pedanti nel descrivere la situazione quando hanno richiesto il mio intervento. Se non ricordo male vi scrissi di non far precipitare le cose, di trovare un responsabile qualsiasi, di tenerlo in prigione un giorno e di pagare voi una cifra simbolica come risarcimento. Che quei frati capissero che sono si' un difensore della fede, ma non ho troppo in simpatia chi mi fa la cresta sulle tasse!
ZEISS: Ma tutti in citta' sapevano che gli incendiari erano gli accoliti del predicatore. Vostra Grazia si immagini che hanno fondato una lega, la Lega degli eletti la chiamano, e hanno le armi. Era difficile evitare lo scontro diretto senza perdere la
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