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senso ultimo della Scrittura, sa quanto cupo e triste esso possa essere, quando tale senso ci abbandona. Ed ecco che i giorni muoiono uno in fila all'altro, insieme alla conoscenza, riservata a pochi, insieme alla limpidezza della Parola, oscurata dai mille Spalatini che di questi meandri fanno roccaforte e di questi libri mura del privilegio dei principi. Se per un qualche incantesimo le nostre vite fossero scambiate e io mi trovassi ad Allstedt coi contadini e i minatori e Voi con l'orecchio accostato a queste porte che lasciano trapelare i molti intrighi spacciati per carita' e amore di Dio, allora sono certo che non tardereste a scrivere per incitarmi a impugnare la frusta contro questi mercanti di fede. Pertanto non dubito che capirete il motivo che mi spinge a prendere in mano la penna.
Le parole dell'apostolo trovano conferma: il mistero dell'iniquita' e' gia' in atto, ma e' necessario che sia tolto di mezzo chi finora lo trattiene (2 Ts 2, 7). La sacrilega alleanza tra gli empi governanti e i falsi profeti appronta le sue schiere, l'incalzare di grandi eventi sprona gli eletti a tener salda la fede e a prepararsi a difenderla con ogni mezzo.
L'uomo iniquo, l'apostata, siede nel tempio di Dio e da li' diffonde la falsa dottrina. Cosi', uno di quei Medici di Fiorenza, Giulio, s'e' assiso sul trono di Roma, come Clemente. Non manchera' di continuare lo scempio di Cristo in Suo nome, come e piu' di chi lo precedette.
Roma scruta dentro il proprio ombelico, e non vede piu' oltre, sorda alle trombe che tutt'intorno ne annunciano l'assedio. Sprofondata nel peccato che ne ottenebra i sensi, sara' incapace di opporsi a chi sapra' dare nuovo impulso e luce dello Spirito Santo alla via della riforma della Chiesa.
E proprio questo e' il grande cruccio, messer Thomas: chi portera' su di se' il fardello della spada per trafiggere gli empi?
Frate Martino ha mostrato il volto suo vero di soldato dei principi, miserabile compito lungamente celato. Non sara' dunque Lutero a portare il Vangelo all'uomo comune, non colui che ha scacciato Carlostadio e riceve ogni giorno l'omaggio dei grandi della terra. Il fine dei regnanti tedeschi e' manifesto. Non e' la fede a riempire i loro cuori e a guidare le loro azioni, ma l'avidita' di guadagno. Dell'Altissimo essi si arrogano la gloria e l'adorazione, trasformando cosi' i sudditi in miserabili idolatri.
Solo le parole che ebbi il privilegio di udire dalla Vostra voce hanno rinfuso la speranza in questo cuore, insieme alle notizie che giungono da Allstedt. La nuova liturgia che per merito Vostro e dei Vostri dottissimi scritti viene ora inaugurata e' l'inizio del risveglio. La parola di Dio puo' finalmente raggiungere i suoi eletti e recuperare tutto il suo splendore. Quale miglior segno che Voi siate l'interprete della Sua volonta'? Cosa piu' del seguito spontaneo che ottenete? Degli umili che sollevano la testa e inseguono il riscatto promesso dal Signore?
Ecco, per cio' che Vi riguarda dico di star saldo e non perderVi mai d'animo; quanto a me, da questo mio avamposto, nei tempi a venire avro' cura di trasmetterVi ogni notizia che possa tornare a maggior gloria di Dio.
Certo che la protezione del Signore vi accompagnera' sempre,
Qoe'let
il giorno 5 di novembre dell'anno 1523

Ripiego il foglio e soffio sulla candela. Sdraiato a occhi aperti nel buio riaccendo il fuoco della cappella di Mallerbach.
Eravamo ad Allstedt da un anno, Magister Thomas era stato chiamato li' dal consiglio cittadino. Ogni domenica i suoi sermoni innalzavano il cuore di tutti e in quei giorni avremmo potuto fare qualunque cosa: soprattutto farla pagare ai francescani di Neudorf, lerci usurai che strozzavano i contadini. Avremmo fatto giustizia di tutti gli anni di abbuffate alle spalle dei poveracci.

Prima la saccheggiamo, poi due fascine, un po' di pece e la loro chiesetta e' gia' mangiata dalle fiamme. Mentre ce ne stiamo li' a vederla venir giu' arrivano due tirapiedi di Zeiss, l'esattore, avvertiti dai frati. Subito si
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