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soltanto che doveva parlarmi. Da un po' di tempo e' molto agitato. Da un po' di tempo tutti sono agitati, qui a Wittenberg. Ci sono in giro dei predicatori, vengono da Zwickau e si fanno chiamare profeti. Uno lo conosciamo: Stbner, studiava qui qualche anno fa. I loro sermoni fanno scalpore, fruttandogli le simpatie di molti. Idee nuove ed estreme: una miscela a cui Cellario non sa resistere. Lo scricchiolio della vecchia panca su cui mi siedo si unisce a quello della porta alle mie spalle. Cellario, andatura trafelata tra le colonne della navata. Mi raggiunge scrollandosi il fango dai calzari.
Un'occhiata intorno: siamo soli.
- Stanno succedendo grandi cose. La disputa con Melantone e' stata uno spettacolo. Ci sono andati giu' pesante: cose come che battezzare un bambino e' come lavare un cane, per dirne una. Figurati Melantone! Era viola! e' riuscito a ribattere, ma un attacco cosi' non se lo aspettava di sicuro. Adesso sperano che torni Lutero per affrontare anche lui...
- Uh, aspetteranno un bel po'. Lutero non si fara' vivo per un pezzo, e' bello che imboscato. L'Elettore lo tiene col culo al caldo in qualche suo castello. A me tutta la storia di Worms e del rapimento sembra una commedia del signor Spalatino. Lutero, l'Ercole Germanico... un mastino al guinzaglio dell'Elettore.
Ringhia e sorride: - Non faranno fatica ad allungarglielo il guinzaglio, vedrai. Quanto basta ad arrivare fin qui ad abbaiare contro il buon Carlostadio e rimetterlo al suo posto.
- Puoi giurarci. Carlostadio ha gia' tirato fin troppo la corda.
Annuisce: - Ma adesso non e' piu' isolato. Ci sono questi profeti. Poi Stbner mi ha parlato di quel Mntzer, te lo ricordi? e' stato da loro a Zwickau e in Boemia. Pare che abbia infiammato il popolo e provocato tumulti solo con la forza delle sue parole. Non e' detto che quello che e' stato fatto da Carlostadio sia perduto...
- Sul matrimonio dei preti, la predicazione in tedesco, e questo genere di cose non si torna piu' indietro, ma l'ordinamento municipale della citta' non passa. Carlostadio non e' il tipo che apprezza lo scontro. Vedrai: piuttosto che opporsi duramente a Lutero fara' fagotto. Uno come Mntzer ci vorrebbe. Quando era qui era piu' Lutero di Lutero stesso e ora che Lutero e' finito potrebbe essere la speranza. Bisognerebbe rintracciarlo.
- Dobbiamo chiedere a Stbner. Lui sicuramente sa qualcosa di piu'.

***

La neve e il fango arrivano sopra la caviglia. Il freddo fin dentro le ossa. Cellario dice che Stbner e' quasi sempre ospite del birraio Klaus Schacht: il santuario ideale per un Isaia tedesco. L'incenso e' un vapore denso che sa di cucine e di birra, i salmi sono i canti strascicati e le imprecazioni degli avventori.
Attorno a un tavolo, una dozzina di persone, tre o quattro studenti in un gruppo di artigiani malconci. Il centro dell'attenzione di tutti: un tipo grosso con la barba rossa e i capelli folti. Parla senza interruzione, schiaffeggiando l'aria con la mano.
- Non digiunate piu' come fate oggi, per fare udite in alto il vostro chiasso. e' forse questo il digiuno che brama il Signore, il giorno in cui l'uomo si mortifica? Piegare come un giunco il capo, usare sacco e cenere per letto, forse questo chiamerete digiuno e giorno gradito al Signore? Dio vuole un altro digiuno: sciogliere le catene inique, spezzare i legami del giogo e rimandare liberi gli oppressi. Ecco il vero digiuno: dividere il pane con l'affamato, accogliere in casa i miseri, i senzatetto, vestire chi e' nudo, senza distogliere gli occhi dal popolo. Ditelo a quel servo di Melantone...
e' visibilmente sbronzo. Un'omelia rivolta a tutti e a nessuno, ma applaudita dagli avventori, ubriachi forse piu' del profeta. Quando l'oratore si risiede il chiacchiericcio riprende piu' tranquillo.
Mi avvicino. Il tavolo e' inciso di scritte. L'immagine piu' nitida: il Papa che incula un bambino. Mi presento come un amico di Cellario. Senza guardarmi in faccia ordina un'altra birra.
- Cellario mi ha detto che tu puoi darmi
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