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ecclesiastici. Non si fa scrupolo di sostenere che le Scritture devono essere lasciate al popolo, libero di appropriarsene e di interpretarle come meglio crede. Neanche Lutero avrebbe mai osato tanto. Riguardo all'amministrazione civica poi, Carlostadio ha instaurato un consiglio municipale elettivo che regga la citta' al pari del Principe e questo spaventa non poco Federico. Cio' che infatti egli pensava di volgere a proprio favore rischia di rivolgersi contro lui stesso: la riforma della Chiesa e l'indipendenza da Roma potrebbero mutarsi in riforma dell'autorita' e indipendenza dai Principi.
Per questo motivo credo che l'Elettore non tardera' a far uscire Lutero dalla tana in cui lo tiene nascosto, affinche' scacci questo Carlostadio. Posso assicurare inoltre a Vostra Signoria che qualora Lutero dovesse tornare a Wittenberg, Carlostadio sarebbe costretto ad andarsene. Egli infatti non e' in grado di sostenere lo scontro con il profeta della riforma tedesca: resta sempre un piccolo rettore di universita', mentre, dopo Worms, Lutero e' ormai per tutti i tedeschi l'Ercole Germanico. Ebbene, mio signore, io sono certo che questo Ercole abbattera' la sua clava su Carlostadio e su chiunque minacci di oscurare la sua fama, se soltanto l'Elettore glielo consentira'. Federico dal canto suo sa bene che soltanto Lutero e' in grado di guidare la riforma nella direzione che gli sia piu' utile; essi hanno bisogno l'uno dell'altro come il nocchiero e il vogatore per governare una nave. Sono certo che Lutero non tardera' molto a tornare a Wittenberg; e pulira' il campo da tutti gli usurpatori del suo scranno.
Dunque, per tutte queste ragioni il principe Federico e i suoi alleati non hanno ancora affrontato apertamente la Chiesa e l'Imperatore.
Ora, se mai fosse concesso al servo il dare consigli al proprio signore, sono sicuro che egli parlerebbe cosi': Quello che sembra, mio signore, e' che per colpire a un tempo l'Elettore e tutti i principi che intendono ribellarsi all'autorita' della Chiesa romana, occorra colpire proprio l'Ercole Germanico di cui costoro si fanno scudo. Il popolo, i villici e i contadini, sono scontenti e tumultuosi, vorrebbero riforme ben piu' ardite di quelle che il principe Federico e forse lo stesso Lutero sono disposti a concedere. La verita' e' che il portale che Lutero ha aperto, adesso lo si vorrebbe ben chiuso. Ora, questo Carlostadio non vale molto, avra' vita breve. Ma il fatto che tante persone qui a Wittenberg l'abbiano seguito, e' un segno chiaro del sentimento che anima il popolo. Se dunque dalle onde di questo burrascoso oceano tedesco emergesse un Altro Lutero, piu' diavolo del frate del diavolo, qualcuno che ne offuscasse la fama e desse voce alle richieste del volgo... qualcuno che mettesse a ferro e fuoco la Germania con le sue parole costringendo Federico e tutti i principi alla guerra, costringendoli a chiedere l'appoggio dell'Imperatore e di Roma per sedare la ribellione... Qualcuno, mio signore, che impugnasse il martello e colpisse la Germania con tale forza da farla tremare dalle Alpi al Mare Nordico. Se un uomo di tal genere esistesse da qualche parte, lo si dovrebbe tenere piu' prezioso dell'oro, poiche' sarebbe l'arma piu' potente contro Federico di Sassonia e Martin Lutero.
Se Dio, nella Sua infinita provvidenza ci inviasse un profeta come questo, non sarebbe che per ricordarci che le Sue vie sono infinite, come infinita e' la Sua gloria, per la quale questi umili occhi si adoperano e continueranno a servire sempre la Signoria Vostra, alla cui bonta' mi rimetto baciando le mani.
Di Wittenberg al 27 ottobre 1521
Il fedele osservatore di Vostra Signoria
Q.


Capitolo 9
Wittenberg, gennaio 1522

La porta si regge appena sui cardini. La spingo e scivolo dentro. Piu' buio che fuori e lo stesso freddo infame. Delle vetrate restano solo schegge, le statue sono mutilate in piu' punti. La rabbia iconoclasta non ha risparmiato la chiesa. Non capisco perche' Cellario mi abbia dato appuntamento qui, ha detto
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