<A HREF="Q_primaparte014"><</A>
pronto a insorgere. L'arcivescovo di Magonza, spaventato, ha chiesto e ottenuto dall'Imperatore che si riesaminasse tutta la questione, per non correre il pericolo di spaccare in due la Germania e prestare il fianco a una rivolta. Chiunque abbia affisso quei manifesti ha ottenuto quindi lo scopo di far concedere alla causa una proroga di alcuni giorni e di diffondere timore e circospezione riguardo all'eventuale condanna di Lutero.
- Il 23 e 24, dunque, Lutero e' stato esaminato da una commissione nominata dall'Imperatore per l'occasione e, come forse la S.V. gia' sapra', ha continuato a rifiutare la proposta di una ritrattazione. Ciononostante il suo collega di Wittenberg che lo aveva accompagnato alla Dieta, Amsdorf, ha sparso la voce che si era vicini a un accordo conciliatorio tra Lutero, la Santa Sede e l'Imperatore. Perche', Signore mio illustrissimo? Io credo, ancora dietro suggerimento dell'Elettore Federico, per guadagnare altro tempo.
- Di conseguenza, tra il 23 e il 24 si e' avuta una grande alternanza di mediatori per ricomporre la rottura tra Lutero e la Santa Sede, rappresentata qui a Worms dall'arcivescovo di Treviri.
- Il 25 si e' tenuto un incontro privato, senza testimoni, tra Lutero e l'arcivescovo di Treviri che, come era prevedibile, ha vanificata tutta la diplomazia dei due giorni precedenti. Privatamente Lutero, come gia' aveva palesato durante le sedute della Dieta al cospetto dell'Imperatore, ha rifiutato per coscienza di ritrattare le sue tesi. Si e' sancita quindi una rottura incolmabile e definitiva. In quelle ore per le strade della citta' correvano voci di un imminente arresto di Lutero.
- La sera dello stesso giorno, sono state notate due figure avvolte nei mantelli recarsi nella stanza di Lutero. L'albergatore li ha riconosciuti come Feilitzsch e Thun, i consiglieri del Principe Elettore Federico. Cosa e' stato approntato durante quell'incontro notturno? La S.V. potra' forse trovare risposta negli avvenimenti dei giorni successivi.
- La mattina del giorno seguente, il 26, Lutero ha lasciato senza rumore la citta' di Worms, con una piccola scorta di nobili suoi simpatizzanti. L'indomani era a Francoforte; il 28 a Friedberg. Qui egli ha indotto l'araldo imperiale a lasciarlo proseguire da solo. Il 3 maggio Lutero ha abbandonato la strada maestra e ha proseguito il viaggio per vie secondarie, adducendo come motivazione al mutamento di itinerario una visita ai suoi parenti, presso la citta' di Mhra. Ha anche indotto i suoi compagni di viaggio a proseguire direttamente in un'altra carrozza. I testimoni dicono che quando ha ripreso il viaggio da Mhra era solo nella vettura, con Amsdorf e il collega Petzensteiner. Dopo qualche ora la carrozza e' stata fermata da alcuni uomini a cavallo i quali hanno domandato al conducente chi fosse Lutero e, riconosciutolo, lo hanno preso con la forza e trascinato via con loro nella macchia.
Alla Signoria Vostra risultera' evidente come non sia possibile non vedere Federico, l'Elettore di Sassonia, dietro a tutto questo macchinare. Ma nel caso che Ella abbia scrupolo di correre a una troppo affrettata conclusione, mi sia consentito dunque di mettere davanti agli occhi di V.S. alcuni quesiti. Chi aveva interesse a ritardare la condanna di Lutero, tenendo aperta la diatriba? E conseguentemente chi, per rallentare la sentenza, aveva interesse a paventare la minaccia di un partito dei cavalieri pronto a difendere il monaco con la spada contro l'Imperatore e il Papa? Infine, chi aveva interesse a mettere al sicuro Lutero inscenando un rapimento, senza rivelarsi apertamente e senza compromettersi agli occhi dell'Imperatore stesso?
Ho l'audacia di credere che anche la S.V. giungera' alla conclusione del suo servitore. Si respira l'aria della battaglia, mio Signore, e la fama di Lutero cresce ogni giorno di piu'. La notizia del suo rapimento ha scatenato panico e agitazione indicibili. Anche chi non condivide le sue tesi, riconosce ormai in lui una voce autorevole della riforma della
<A HREF="Q_primaparte016">></A>