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piu' pronto di Voi a giustificare la mia concisione e sperando di cuore che questa missiva possa raggiungerVi.
Che Dio Vi accompagni sempre,
l'amico dei contadini,
Hans Mller von Bulgenbach
Di Villingen, il giorno 25 di novembre dell'anno 1524

Mller, probabilmente morto. Avrei voluto conoscerlo allora. E non e' passato un anno. Un anno che adesso sembra dall'altra parte del mondo, come le sue parole. L'anno in cui tutto e' stato possibile, se mai davvero lo e' stato.
Pesco ancora nella sacca. Un foglio giallo e sbrindellato.

Al Maestro dei contadini, signor Thomas Mntzer, difensore della fede contro gli empi, presso la chiesa di Nostra Signora in Mhlhausen.
Maestro nostro, il giorno della santa Pasqua, approfittando dell'assenza del conte Ludwig, i contadini hanno dato l'assalto al castello di Helfenstein, e dopo averlo depredato e aver catturato la contessa e i figli si sono diretti verso le mura della citta' dove il conte e i suoi nobili si erano rifugiati. Grazie all'appoggio dei cittadini hanno fatto irruzione all'interno e li hanno catturati. Quindi, hanno condotto il conte e altri tredici nobili in aperta campagna e li hanno costretti a passare sotto il giogo. Nonostante in cambio della vita il conte avesse offerto molto denaro, lo hanno ucciso insieme ai suoi cavalieri, lo hanno spogliato e lasciato in mezzo al bosco con le spalle allacciate al giogo. Tornati al castello, gli hanno appiccato fuoco.
La notizia di questi avvenimenti non ha tardato a raggiungere le contee vicine, seminando il panico tra i nobili che ora sanno di poter subire la stessa sorte del conte Ludwig. Sono certo che questi accadimenti saranno un viatico di primaria importanza per il riconoscimento dei dodici articoli in tutte le citta'.
In questo giorno di Pasqua, il Cristo resuscita dai morti per ravvivare lo spirito degli umili e rianimare il cuore degli oppressi (Is 57, 15). Che la grazia di Dio non vi abbandoni,
il capitano delle schiere contadine del Neckar e dell'Odenwald,
Jklein Rohrbach
Di Weinsberg, il giorno 18 aprile dell'anno 1525

Stringo il foglio ammuffito. Conosco questa lettera, Magister Thomas la lesse ad alta voce per ricordare a tutti che il momento del riscatto era vicino. La sua voce: il fuoco che ha incendiato la Germania.



La dottrina, il pantano (1519-1522)

Capitolo 8
Wittenberg, Sassonia, aprile 1519

Citta' di merda, Wittenberg. Miserabile, povera, fangosa. Un clima insalubre e aspro, senza vigneti ne' frutteti, una birreria fumosa e gelata. Che cosa c'e' a Wittenberg, se togli il castello, la chiesa e l'universita'? Vicoli sudici, strade piene di mota, una popolazione barbara di commercianti di birra e di rigattieri.
Siedo nel cortile dell'universita' con questi pensieri che affollano la testa, mangiando un bretzel appena sfornato. Lo rigiro tra le mani per raffreddarlo mentre osservo il bivacco studentesco che connota quest'ora della giornata. Focacce e zuppe, i colleghi approfittano del sole tiepido e pranzano all'aperto in attesa della prossima lezione. Accenti diversi, molti di noi vengono dai principati vicini, ma anche dall'Olanda, dalla Danimarca, dalla Svezia: rampolli di mezzo mondo accorrono qui per ascoltare la viva voce del Maestro. Martin Lutero, la sua fama e' volata sulle ali del vento, anzi sui torchi degli stampatori che hanno reso famoso questo posto, fino a un paio d'anni fa dimenticato da Dio e dagli uomini. Gli eventi... gli eventi precipitano. Nessuno aveva mai sentito nominare Wittenberg e adesso arrivano sempre piu' numerosi, sempre piu' giovani, perche' chi vuole partecipare all'impresa deve stare qui, nel pantano piu' importante di tutta la Cristianita'. E forse e' vero: qui si sta sfornando il pane che impegnera' i denti del Papa. Una nuova generazione di dottori e teologi che libereranno il mondo dagli artigli corrotti di Roma.
Eccolo che avanza, pochi anni piu' di me, la barba appuntita, magro e scavato come solo i profeti possono essere: Melantone, la colonna di sapienza classica 
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