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imprese, e proponeva un trattato, l'ECK, che avrebbe permesso alle imprese di querelare le famiglie dei dipendenti morti sul lavoro, per farsi risarcire gli eventuali danni e rallentamenti della produzione. Infine, l'EENTA stava per presentare il testo dell'accordo AAZ, il cui fine era rimuovere gli ostacoli legislativi alla sperimentazione di tecnologie militari sulle popolazioni africane. 

Finalmente venne dato il segnale. Si cominciava.
L'intervento introduttivo lo fece un giovanotto in canottiera che mi dissero chiamarsi Jean-Mirco. Aveva un pesante accento veneto: - Fratelli e sorelle, cominciamo la seconda riunione della Bologna Social Enclave
- E' la terza! - disse una voce.
- E' la seconda! Due settimane fa non ci chiamavamo ancora BSE! - disse seccamente un signore alto, brizzolato e occhialuto. Segui' un istante di imbarazzato silenzio.
- Chi e' quello? - chiesi a un astante.
-  Vanni Petrulli, il fondatore della rete BOSTIC Italia.
Jean-Mirco riprese: - Stasera ci sono da discutere molte cose, noi del TPO ci teniamo a fare chiarezza su molti punti, perche' negli ultimi giorni si sono dette delle cose infondate su come si e' decisa la scadenza del 2 giugno, e anche sull'assemblea del 5, quindi, dio can!, vogliamo precisare che non intendiamo sobbarcarci tutto il logistico, perche' come struttura anche noi abbiamo parecchie scadenze: c'e' l'assemblea a Gambettola del 10 giugno, poi c'e' l'azione davanti alla Prefettura l'11, e la sera del 12 l'iniziativa al quartiere S. Egidio, pero' qui va chiarito bene, dio can!, che se non ci mettiamo d'accordo sui contenuti delle iniziative del 2 e del 5, allora possiamo anche chiudere baracca e burattini, perche' a Forte dei Marmi rischiamo di arrivarci deboli, senza essere riusciti a coinvolgere i soggetti sociali, allora dobbiamo approfittare di queste scadenze
- Scusa se ti interrompo, - fece un omone pelato - ma l'azione davanti alla Prefettura non e' il 10?
- No, Cordigliera, non cominciamo subito a incasinare le date, senno' non capiamo piu' un cazzo, dio can! La Prefettura e' l'11, il 10 siamo a Gambettola!
- Ma cos'e' che c'e' a Gambettola, scusate? - chiese un altro pelato, con accento bolognese e pizzetto alla Lenin.
- A Gambettola c'e' la quarta assemblea della BSE...
- La terza. - corresse Petrulli.
- La terza assemblea della BSE, al centro anziani del paese.
- Il centro anziani? - ripete' l'altro - ma chi l'ha decisa sta cosa?
- Siamo stati noi della Rete degli Antagonismi Globali di Calderara di Reno - fece Cordigliera - nell'ambito della nostra proposta di assemblee itineranti
- Ma quando e' stata discussa questa proposta? Io non mi ricordo niente del genere!
- E' stata discussa nel gruppo tecnico.
- E cos'e' il gruppo tecnico?
- Ti sei appena svegliato, Collebrezza? E' l'ambito ristretto in cui si discute delle modalita', di come devono svolgersi le assemblee. Si e' deciso di crearlo per poter parlare in pace del logistico e dei contenuti.
- Ma chi lo ha deciso, scusa? - fece Collebrezza.
- Se ne e' parlato alla scorsa assemblea. Forse eri gia' andato via. - si inseri' un tizio riccioluto con la T-shirt del Subgenerale Mircos. L'astante mi disse che si chiamava Mimmo, ed era un leader del TPO. 
- Ma se sono andato via alle tre di notte e qui eravate rimasti in quattro!
- Appunto, noi quattro...
- Scusate, io mi associo alla perplessita' del compagno Collebrezza: la creazione di un qualsivoglia ambito ristretto non puo' in nessun caso essere decisa da un ambito ancora piu' ristretto! - fece un barbudo magro come un chiodo, braghe zozze e ciabatte infradito. 
- Compagni, mozione d'ordine! Questi aspetti tecnici devono restare separati dal logistico, senno' non capiamo piu' niente! - disse Petrulli.
- Ma chi l'ha deciso che devono restare separati dal logistico? - chiese Cordigliera.
- Ma che cazzo dici? L'hai proposto tu l'ambito ristretto! - gli rispose Jean-Mirco.
- Vogliamo proseguire si' o no? Bisogna parlare delle scadenze del 2 e del 5! - disse Petrulli.
- A questo
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