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settembre


Gentile professor Fanti,
io non sono brava come voi a scrivere, ho sempre scritto troppo poco nella mia vita e soprattutto ho cominciato troppo tardi. Per ci prover.
Vorrei dirvi che non so come ringraziarvi per tutto il disturbo che vi siete dato. Mi scrivete che l'avete fatto per l'amicizia che vi lega a Pierre, e io vi credo, ma questo non  sufficiente a giustificare tutto. Siete una persona buona, di quelle che si incontrano di rado nella vita.
La sistemazione che mi avete trovato presso la famiglia della vostra povera moglie  delle migliori. Ho molta difficolt con la lingua, ma sono gi riuscita a procurarmi il libro di traduzioni che mi avete consigliato e mi ci sto applicando giorno e notte. Per il momento mi limito ad accudire la casa, ma la signora Jean ha detto che vuole trovarmi un lavoro (o almeno cosi' credo di aver inteso). I soldi che mi avete mandato da parte di Pierre, tolti quelli che mi servivano per le prime spese, li ho messi in banca, in attesa di decidere cosa farne.
Sembra incredibile che il mio dolore si stia attenuando. Forse sono soltanto riuscita a contenerlo, a racchiuderlo in fondo al cuore, dove posso conservarlo insieme ai ricordi di Ferruccio. Ma forse  naturale che sia cosi'. La vita continua, e le cose che mi avete scritto sulla perdita delle persone care sono dette da una persona che  passata dal mio stesso calvario. Grazie anche per questo. Erano parole bellissime.
Mi dite che avete ricevuto una lettera di Pierre, dal Messico, e che sta bene. Sono contenta. Per adesso vi prego di dargli voi mie notizie, ditegli che non mi manca niente e che sto bene. Che conservo il suo indirizzo e quando mi sentir di farlo, gli scriver senz'altro. Il Messico. Quanto  lontano il Messico? Dall'altra parte dell'oceano.
Sapete,  strano, ma non ho nessuna nostalgia dell'Italia, i brutti ricordi sono ancora troppo recenti. A parte lo spaesamento, sono contenta di essere qui, dove non conosco nessuno e tutto  da rifare da capo. Sono un tipo che si sa adattare io. Pensate che ho perfino preso a mangiare le uova e la pancetta a colazione!
Non so se  stata la decisione giusta la mia. Non so niente a dir la verit. Forse ho soltanto agito d'istinto, spinta dal dolore e dal senso di tradimento. Ma ormai non importa piu'. Sono qui e devo pensare a questa nuova vita.
Ancora non so trovare le parole per ringraziarvi di tutto, professore.
Scrivetemi ancora e datemi notizie.
Con affetto,
Angela


VI. Bologna, 2 ottobre


Renato Fanti fiss a lungo la cartolina. Una piramide precolombiana stagliata su una piana erbosa.
Sul retro, una scrittura nota.

Citt del Messico, 4 settembre 1954

Caro Professore,
ci sono insegnamenti che ci portiamo dentro dovunque, anche dall'altra parte del mondo.
Ci sono persone che non si possono dimenticare.
Credo che l'unico modo che un allievo ha per sdebitarsi  affrontare la vita mettendo a frutto quello che ha imparato.
Spero che riuscir a dimostrarvelo. Spero che un giorno ci rincontreremo, anzi ne sono sicuro.
Saremo gli stessi, ma saremo nuovi.
Grazie davvero di tutto,
Robespierre

Fanti nascose la commozione dietro un mezzo sorriso. Scelse il disco giusto e lo mise su. Prese la pipa e la riempi' col tabacco delle grandi occasioni. Mentre tirava le prime boccate osserv il fumo profumato alzarsi in volute azzurre, mescolarsi alle note di Stan Kenton, sorvolare i libri, i soprammobili inglesi e i dischi di jazz, 23 North and 82 West. Le coordinate del futuro. La Habana. I Tropici.
Mormor: - Buona fortuna, Pierre. Buona fortuna.


VII. Bologna, 4 ottobre, giorno di San Petronio


- Vuoi vedere che  partito anche Capponi?
Di fronte alla serranda abbassata, senza un cartello, un "Torno subito", niente, qualcuno si lascia andare alle supposizioni.
- Partito? Ti pare che andava via cosi', senza dirci niente?
- Perch, suo fratello cos'ha fatto? Ha preso su, baracca e burattini, e se n' andato in Sudamerica.
- Cosa c'entra, scusa? Pierre
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