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un certo senso per farvi tornare bambino, monsieur Grant, senza le inibizioni dell'et adulta, al di l del principio di realt.
- Devo aver fatto discorsi dissennati...
- Al contrario, Monsieur Grant. Le vostre visioni sono state molto istruttive. Ho alcune domande da farvi, ma ora non pensateci. Ci rivediamo martedi'.
- Credo che l'effetto stia perdurando,  come se tutto fosse... sottolineato. Come se ogni oggetto mi ammiccasse e dicesse: "Sono qui, e per nessuna ragione al mondo potrei trovarmi altrove"...
- Mi appunter questa vostra descrizione della percezione lisergica, monsieur.  piacevole?
- Direi proprio di si'.  come se tutto avesse forma compiuta ma non fissa.
- Durer qualche ora. In quel frattempo, cercate di vedere e sentire come non avete mai visto n sentito prima.

Rimasto solo, Clapas scrive:

Primi appunti per l'anamnesi.
Il soggetto si  creato un alter ego dal cognome rivelatore, l'inesistente James Bond. "Bond", legame. "James Bond"  il super io,  Hollywood,  per estensione la societ americana nella quale il soggetto si trova a disagio. Difatti, piu' volte si difende con veemenza dall'accusa di essere "James Bond", cio di avere legami con questa societ.
Il riferimento alle presunte perversioni corefile e simpatie nazionalsocialiste dell'attore Errol Flynn, che piu' tardi si accoppia con la madre del soggetto e con un'attrice di minor celebrit, tale Frances Farmer,  indicativo del medesimo rapporto conflittuale.
Il sosia quebecchese nell'armadio, sorpreso a parlare col dittatore jugoslavo Tito, rappresenta proprio il timore di non riuscire a conformarsi (il Qubec rappresenta l'anomalia culturale, lo straniero in casa), addirittura di essere accusato di antiamericanismo e simpatie comuniste. Il sosia quebecchese  nudo, quindi in uno stato di innocenza vicino alla verit, ma al contempo indossa una cravatta, segno di indecisione tra natura e civilt. Ci potrebbe voler dire che il soggetto  effettivamente criptocomunista, ma che ci gli provoca sensi di colpa e scrupoli. A questo proposito, il parallelo tra Stalin, Robespierre e McCarthy, che si rovescia nell'esecuzione di McCarthy da parte di Robespierre, indica una contraddizione irresolubile: il soggetto sa bene che la democrazia prevarr sul totalitarismo, quindi prova rimorso per le sue simpatie comuniste, ma sospetta anche che la democrazia, per vincere, si abbasser al livello del nemico, ricorrendo al Terrore. McCarthy ha dimostrato che ci pu accadere. Di fronte a questa realt confusa se non indifferenziata, il soggetto si sente parzialmente giustificato per la sua scelta comunista. Tanto piu' che non c' alcuna autorit parentale a rimproverarlo e a spiegargli che non tutto  gioco e finzione, palcoscenico (vedi il riferimento a Clifford Odets) o set cinematografico (vedi il riferimento ad Alfred Hitchcock). La nota costante  il rancore per un padre che non solo ha ucciso la madre, oggetto del desiderio edipico del soggetto, ma che ha rinunciato al proprio ruolo di guida, lasciando il soggetto in un eterno limbo tra infanzia e adolescenza. Le cose si sono aggravate con lo sdoppiamento, anzi, striplamento schizoide della personalit del soggetto, diviso tra l'infante Archie Leach (emerso grazie alla repressione topica indotta, vedi la parlata spiccatamente britannica), il personaggio Cary Grant e il misterioso "James Bond".
Il soggetto striplato  alla costante ricerca di tre padri (forse il trio Stalin-Robespierre-McCarthy?) e tre madri. Forse per questo ha avuto tre mogli? O trattasi di Elsie, Frances Farmer e la sconosciuta "Frances Stevens"? Le ultime due nuotano di fianco a lui, chiaro riferimento al liquido amniotico del ventre materno.

Clapas non aveva capito niente.
A ogni modo, Cary aveva scoperto come tenere lontana la depressione.
Vedere e ascoltare. Poche gocce e appare ogni filo del tessuto del mondo.
L'inverno del suo scontento, sotto quel sole lisergico, si fece gloriosa estate.


V. Londra, 20
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