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gamba per abbracciare Iolanda e salutarla come si deve. Ma le ore erano contate. Le avrebbe scritto, si', una volta giunto a destinazione.
Incroci lo sguardo di Nicola e si stupi' di non leggerci la solita incazzatura. In quegli occhi cupi c'era qualcosa di simile alla rassegnazione.
- Grazie di aver accompagnato il babbo.
Un cane spelacchiato attravers il fascio di luce di un lampione, un'ombra solitaria nel deserto del porto. Paolino spunt dietro le casse e fischi: -  ora. Calano la passerella. Dovete salire.
Dalla fiancata della nave ormeggiata stava scendendo un piccolo ponte mobile. Non c'era piu' tempo.
Pierre senti' che il groviglio di pensieri che aveva in testa doveva essere sciolto.
- Nicola, ho un sacco di soldi. Sono soldi sporchi, ma non ho ucciso nessuno per averli. Me li sono trovati in mano cosi', che tu ci creda o no. Puoi venire con noi. Cosa stai a fare qui?
Il fratello lo guard scuotendo la testa. Gli occhi duri quanto la voce.
- No, Pierre. Non funziona cosi'. C' chi parte e c' chi resta. Io sono di quelli che restano.
Nicola guard entrambi, accomunandoli nella distanza che stava tracciando tra loro, ma si rivolse a Vittorio: - Non si pu partire sempre. Non si pu partire tutti. Qualcuno deve rimanere. Tu te ne sei andato in Jugoslavia, hai scelto di fare la rivoluzione l, dove i comunisti avevano vinto. Io sono rimasto qui, anche dopo il '48, quando i tempi si sono fatti duri, quando abbiamo dovuto rimboccarci le maniche e difendere la democrazia un centimetro alla volta, nelle fabbriche, nelle piazze. La nostra resistenza non  finita quando siamo scesi dalle montagne, continua anche adesso. E se non ci fossimo noi, se ce ne fossimo andati tutti come hai fatto tu, a quest'ora questo paese chiss cosa sarebbe. No, qualcuno deve rimanere al suo posto -. Parlava spedito, parlava tanto, quanto non lo avevano mai sentito parlare. - Io non ce l'ho piu' con voi due. Non ce l'ho con mio padre che ci ha lasciati soli, e nemmeno con mio fratello poco di buono che mi ha dato un mucchio di preoccupazioni. Il fatto  che il vostro posto non  qui -. Strinse le labbra e aggiunse: - Io non perdono nessuno, ma non provo nemmeno rabbia. Sono contento che andate via insieme, perch siete della stessa razza. Siete di quelli che partono.
Segui' un lungo silenzio, interrotto dalla voce strozzata di Paolino: - Muovetevi, beli'n! Non c' molto tempo, dovete salire!
Pierre abbracci il fratello: - Devo chiederti un ultimo favore.
Deposit una sporta di corda ai piedi di Nicola e aggiunse: - Questi sono per te. Per il bar, se preferisci. Io ne ho a sufficienza. Fanne quello che vuoi, bruciali se non li vuoi spendere, regalali ai poveri. Ma una parte sono per Angela Montroni. Non chiedermi niente, consegnali al professor Fanti, ci pensa lui a farglieli avere.
Attese la risposta. Non aveva idea di come avrebbe reagito.
Nicola lasci cadere lo sguardo sulla borsa.
- E va bene.
- Grazie.
Il camallo gesticol nell'ombra: - Avanti! Salite!
Vittorio si mosse, abbracci il figlio maggiore. Pierre vide che il padre aveva gli occhi lucidi, ma lo sguardo era acceso.
- Nicola. Ascoltami bene: tu sei un partigiano migliore di me. Forse anche un comunista migliore. E io sono fiero di essere tuo padre. Ci rivedremo. Verrai a trovarci, dovunque andiamo.
Poi padre e figlio si incamminarono spediti verso la passerella.
La voce di Nicola li raggiunse quando erano gi sui primi gradini.
- Ehi, Pierre, alla fine ce l'hai fatta, eh?
- A fare cosa? - chiese lui stringendo il corrimano.
- A tirarti fuori dalla merda e a sistemare tutti quanti.
A Pierre parve di intravedere un mezzo sorriso nel buio della banchina.
- Sei stato bravo. Un disgraziato, ma bravo.
Pierre ricambi il sorriso. Con un colpo di reni si inerpic verso il parapetto, seguito dal padre.







"L'Unit", 01/07/1954.

Dalla bomba di Hiroshima all'utilizzazione pacifica dell'energia atomica
LA CENTRALE ATOMICA SOVIETICA
APRE UNA NUOVA FASE DEL PROGRESSO
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