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fa rumore. Poi mi butti in un fosso appena il camion rallenta.
Zollo non disse niente, accese una sigaretta senza guardarlo.
- Be', insomma, Stiv, volevo dirti che io lo capisco. Cio, non  che mi piace tanto l'idea di morire, mi fa schifo proprio e mi muoio dalla paura, ma lo so che non puoi lasciarmi in giro. Perch io l'ho capito come stanno le cose. Tu indietro mica ci puoi tornare. Tu l'hai messo in quel posto a don Luciano, - Pagano si segn come avesse nominato il diavolo, - e quello ti fa ammazzare per uno schiaffo, figurarsi per la droga. Ci scuoia vivi a tutti e due e con le pelli si pulisce le scarpe. E di me non ti puoi fidare, perch sono un disgraziato e un incosciente -. Scroll le spalle, abbassando la testa. - Sai, Stiv, io mi sono divertito a cercare il televisore. Siamo andati in giro, abbiamo visto un sacco di posti, abbiamo corso con la macchina, l'ho pure guidata quando stavi in prigione, siamo andati all'estero, al casin, ho vinto tutti quei soldi al cinese poi ho fatto un film, un film americano, che quando al cinema del quartiere lo vedono, devono stare zitti e abbassare la testa davanti a Kociss -. Sorrise. - Insomma mi sa che anche se campavo novant'anni, Salvatore Pagano piu' di cosi' non poteva fare. Solo questo volevo dirti, e te lo dico perch ci ho pensato su un pezzo. Che pure se decidi di spararmi, io non ce l'ho con te. Io ho venduto il Tv, io ti ho messo in questo guaio.
Si zitti', come se aspettasse una risposta.
Poi, a bassa voce: - Allora, Stiv, che fai? Mi spari?
- Sentimi bene, - disse Zollo massaggiandosi le tempie, - non voglio piu' sentire volare una mosca, capito? Devo pensare. Se tu continui a parlare non ci riesco. Quando saremo oltre confine avrai la tua parte e te ne andrai a farti fottere dove ti pare. Basta che sia lontano da me, okay?
Pagano strabuzz gli occhi, mentre una curva lo ribaltava all'indietro: - Grazie, Stiv, lo sapevo che eri un amico. Mica ci credevo veramente che mi volevi ammazzare, dicevo cosi' per dire, perch insomma, si', se per ipotesi, dico: per ipotesi, volevi ammazzarmi, io ti avrei pure capito, non dico che ti perdonavo, ma...
Zollo estrasse la S&W e gliela punt sotto il naso: - Se non taci, finisce che cambio idea.
Pagano chiese scusa, incroci le braccia e si mise zitto.
Zollo senti' lo stomaco bruciare: caff, simpamina e sigarette non era la colazione dei campioni.
Pensa, Steve, pensa.
Il ragazzo non era un problema. Doveva soltanto tenerselo fuori dai piedi quanto bastava per concludere lo scambio. Poi gli avrebbe lasciato i suoi soldi e tanti saluti.
Il problema era un altro. Toni aveva garantito per tutti e di Toni ci si poteva fidare. Ma gli imprevisti potevano essere molti. A quell'ora Luciano doveva aver mangiato la foglia. Non poteva fare quel salto nel buio da solo, gli serviva una copertura. Uno che gli guardasse le spalle il tempo necessario per prendere i soldi e filarsela. Sospel era un villaggio di quattro case, lui doveva raggiungere una citt, con una stazione dei treni o delle corriere e da li' andare a Parigi. E da Parigi al Sudafrica.
Come gli aveva detto una volta il vecchio Sam Giampa, mentre spezzava le braccia ai crumiri dei docks? "La professionalit, Steve,  rendere il massimo anche nelle condizioni peggiori".
Gli servivano un mezzo di trasporto e un compare determinato. Lanci un'occhiata in direzione dell'abitacolo: forse il destino gli aveva messo sotto mano la persona giusta.
Ultima corsa, Steve, ultimo rettilineo. Ultimi dettagli di un piano improvvisato che sta andando miracolosamente a buon fine.
Poche ore e tutto sarebbe finito. Steve Cemento si sarebbe dileguato per sempre.
Stringi i denti, Steve, ci sei quasi.
Buss tre volte sulla parete di fondo e senti' il veicolo rallentare.

Zollo fece cenno a Pierre di mettersi dietro, nel cassone. Il ragazzo scese. Non riusci' a trattenersi.
- Sir... Vi volevo dire... Siete padrone di non crederci, ma io Cary Grant l'ho incontrato per davvero.
In Jugoslavia.
Zollo
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