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avrebbe saputo dire perch, ma ebbe l'istinto di voltarsi indietro e lanciare un'occhiata al magazzino.
- Ma te lo conosci quello li'? - domand Ettore.
- L'ho visto sulla nave tornando dalla Jugoslavia. Era uno che dava ordini.
- E cosa trasportava?
- Non lo so. Passeggeri a bordo non ne ho visti.
- Che c'entra Cary Grant?
- No, Ettore,  una storia troppo lunga, e comincio a pensare che me lo sono sognato.

Tutte le volte che saliva sul camion a fianco di Ettore, Pierre rivedeva, come dall'alto di una torre, i sentieri tortuosi che lo avevano portato li', sempre piu' lontano dalla vita "normale", da ci che le brave persone considerano lecito. Un espatrio clandestino, senza documenti, sulla barca di un contrabbandiere, poi la cantina del bar trasformata in deposito di sigarette americane, poi Genova, il furto all'archivio di Villa Azzurra e adesso quest'altro viaggio che lo stesso Ettore definiva "rischioso". Su tutto, costante come l'artrosi, il portafogli vuoto. Il James Bond dei poveracci.
- Te la faccio io una domanda: com' che sei finito a fare 'sto mestiere? - domand Pierre, mentre il camion scendeva sobbalzando dal Pontelungo, estremo occidentale della citt.
- Era la giusta via di mezzo tra rapinare le banche e lavorare in fabbrica, - rispose Ettore al parabrezza.
Rimase in silenzio fino a Borgo Panigale, scrocc una sigaretta e riprese il filo: - In realt, ci ho anche provato a fare un altro mestiere, ma non faceva per me. Avevo imparato a guidare il camion, nei soldati, e dopo la guerra mi son messo a fare quello. Tutto bene, se non che il padrone pagava poco, e io per far su due lire mi mettevo d'accordo con delle ditte e adoperavo il camion per i miei traffici. Un giorno il padrone mi becca e mi caccia via. Allora decido: a fg da par me. Avevo qualche soldo da parte, qualcos'altro me l'hanno prestato, insomma ho comprato un furgoncino.
- E lavoravi da solo?
- Si', soprattutto per delle cooperative.  stato quello il guaio. Nel '49 mi hanno buttato fuori dal Partito e le cooperative mi hanno voltato le spalle. Allora si  fatto vivo Bianco, un vecchio compagno della brigata: se vuoi, un lavoro te lo d io.
- E loro com' che s'erano messi nel contrabbando?
Ettore sorrise. - Gli ho fatto anch'io la stessa domanda. Bianco mi disse: "Ettore, 'scolta me: L'Italia  uno stivale, noi abbiam provato di lustrarlo, ma il posto di uno stivale resta sempre il fango. Prima, almeno, le cose erano chiare: lo sapevano tutti che se non avevi la tessera non potevi lavorare e prendevi anche le botte. Adesso la fanno piu' sporca, perch c' la democrazia. La legge non  uguale per tutti. Se te c'hai degli amici, se fai dei favori in giro, puoi fare i tuoi traffici, diventi ricco e nessuno ti viene a dir niente. Altrimenti, ciccia. Questo non si pu fare, quest'altro neanche. E intanto i delinquenti veri fanno i milioni. Allora io ti dico che la mia guerra, adesso che non si pu piu' accoppare nessuno,  di metterlo nel culo a quei delinquenti, ai loro amici e a chi li difende, e fare i soldi alla faccia loro".
- Non aveva tutti i torti, - comment Pierre divertito.
- Infatti mi ha convinto.
A Pierre sarebbe piaciuto sapere qualcosa dell'espulsione di Ettore dal Partito. Poi pens di aver fatto abbastanza domande. Il viaggio era ancora lungo. Poteva tenersi qualcosa per dopo.

- Stiv, e mo' io che faccio?
La voce di Pagano lo raggiunse da un'altra dimensione, sopra il rumore del motore.
Non era un viaggio comodo, il cassone era sporco e i sacchi su cui sedevano erano duri.
- Hai sentito, Stiv? Adesso io... - sottoline il concetto puntandosi l'indice al petto, - ... c'aggia fa'?
Il ragazzo aveva una faccia strana, sembrava rassegnato a un'idea nefasta.
- Stiv, io penso che mi vuoi ammazzare come s'ammazzano i cani con la rogna. E vabbuo' che adesso certo non me lo diresti, aspetti che mi metto a dormire o che mi giro dall'altra parte, cosi', "Capemmerda, passami quella coperta", mi giro, e pffft con la tua pistola che non
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