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a un gruppo di scaricatori, scambi alcune parole con loro, gli indicarono la passerella.
Un uomo enorme la occupava tutta. Portava una maglia a righe a maniche corte e un cappello da marinaio. Le braccia erano blu di tatuaggi: sirene e dragoni si rincorrevano lungo i muscoli. Una cicca semiaccesa gli pendeva dalle labbra, come parte indissolubile della faccia cotta dal sole. Impossibile capire quanti anni avesse.
La bocca gli si storse in quello che doveva essere un sorriso: l dentro i nazisti non avevano lasciato gran che.
- Ciao, Ettore.  un pezzo...
- Saranno due anni.
- Il ragazzo chi ?
- Uno dei miei.
Paolino indic uno dei magazzini: - I barili li abbiamo appena scaricati.
- Bene, - disse Ettore accendendosi una sigaretta. - Di' un po', com' il Venezuela?
- Caldo.

Quando ebbero finito di caricare i fusti di nafta sul camion, Paolino volle offrire da bere.
- Viaggi molto? - chiese Pierre quando ebbe assaggiato il vino.
- Sempre.
- Dev'essere interessante girare il mondo.
L'altro lo guard come si guarda una merda sul marciapiede: - I porti sono tutti uguali. Stesse puttane. Stesse facce da galera, - suggell la frase con uno scaracchio nerastro sul pavimento dell'osteria.
Nessuno degli avventori si scandalizz.
Pierre si incass nelle spalle, ma non desistette.
- Se uno volesse trovare un posto su una di queste navi?
Il marinaio sorrise: - Per andare dove?
- Via. Non importa dove.
Il sorriso si allarg: - Ogni tanto capita di far uscire qualcuno che ha dei guai con la giustizia. Ma devono essere compagni e devono poter pagare. I contatti ci sono. In Sudamerica conosco un sacco di gente.
- Quando riparti? - chiese Ettore cercando di tagliare la discussione.
- Beli'n, scendiamo fino a Napoli, al ritorno ci fermiamo a Civitavecchia e a Livorno. Poi torniamo su. Tra due settimane ripartiamo per il Sudamerica. E l ne avremo per un pezzo.
- Il carburante si vende bene. Posso smerciarne quanto ne vuoi.
- Lo tengo a mente.
- Adesso noi  meglio che ci muoviamo. Dobbiamo essere a Bologna stasera. Addio, Paolino.
- Addio, vecchio, ci vediamo alla prossima.

- Be', ti sei mangiato la lingua? - chiese Ettore mentre uscivano dalla citt.
- Cosa...?
- Pensi alla figa o ti stai addormentando? Occhio alla strada!
Il porto si apriva in tutta la sua ampiezza sotto di loro. A quella distanza le navi parevano giocattoli, ma a Pierre sembrava di ricordarne ancora tutti i nomi.
Albatros, Marseille. Fathers Blessing, Monrovia. Saint George, Plymouth. Catarina, Buenos Aires. El Loro, La Habana. Querida, Caracas.
- Ho bisogno di soldi, Ettore. Voglio dire, oltre a quelli che ancora ti devo.
L'amico gli lanci una strana occhiata: - Per andare in Sudamerica?
- Se ti capita qualche lavoro grosso, tienimi presente. Il rischio non mi spaventa.
Ettore sogghign: - Arriver l'occasione buona anche per te.
L'arco del golfo di Genova si tendeva verso il mare. Le navi erano frecce puntate in mille direzioni.


Capitolo 40
Hollywood, CA, 28 giugno


If I should suddenly start to sing
or stand on my head or anything,
don't think that I've lost my senses
it's just that my happiness finally commences.

George e Ira Gershwin. Things Are Looking Up. Di buon augurio. La voce di Grace, dal camerino. Hitch sorrise.

- Com' che nessuno parla mai di Luigi XV?
- E perch se ne dovrebbe parlare, scusa?
- Intendo dire: ci si riferisce sempre a Luigi XIV, cio il Re Sole, o Luigi XVI, che i rivoluzionari mandarono alla ghigliottina, ma non si dice mai niente di quello che stava in mezzo. Non esiste uno stile "Luigi XV", che io sappia. Ho ragione?
- A proposito di cosa?
- Dello stile "Luigi XV". Tu ne hai mai sentito parlare?
- A dire il vero no.
- O forse saltarono un numero?
- Chi?
- I Luigi.
- Per quale motivo avrebbero dovuto farlo?
- Uhm... In Francia il "15" porta sfortuna?
- Proprio non lo so.
- Ci sono! Forse l'erede di Luigi XIV non si chiamava Luigi!  come per i Papi!
- In che senso?
- Nel senso che il
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