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Io esco tra qualche giorno. Se fai un graffio alla macchina, puoi scordarti del fondo casin. Niente minchiate, ok?

Lisetta quando dorme  proprio una bellezza. Mamma mia, meglio tenere la testa impegnata, che a Lisetta non ci voglio fare torto, davvero.
Comunque la macchina non gli ha fatto quasi effetto, giusto i primi cinque minuti.
- Totore! E dove andiamo con questa bella macchina?
- A fare una gita, gi te l'ho detto.
- Una gita? Vestito cosi'?
Niente. Manco la giacca di lino gli ha fatto effetto, mannaggia. Se era il completo che portavo al casin, che mi ha notato pure la dea con la pelle d'oro, allora era fatta, non mi dava manco il tempo d'aprire bocca. Ma quello, Stiv l'aveva solo noleggiato, non si pu fargliene una colpa, chiss quanto costava, e in compenso mi ha preso questi, roba lussuosa, che si pu pure dire che me la sono comprata io, con quel famoso fondo. Niente: Lisetta s' fatta giusto due risate perch, conciato in questo modo, la portavo a Frosinone.
- E che ci andiamo a fare a Frosinone? Che ci sta di bello?
- Non lo so. Adesso andiamo a vedere.
- Ma scusa, Totore, perch non ci fermiamo al mare? Fa un caldo!
- Lisetta, c'ho degli affari da sbrigare a Frosinone, vabbuo'? Dopo andiamo dove ti pare.

La macchina fila come un treno, l'hai pure pulita e lucidata, e tu sei vestito come neanche il giorno della Comunione. Ma lei, Lisetta, pensa al caldo. Pensa al mare. Pensa che Frosinone  troppo lontana.
Allora attacchi col racconto di quelle giornate incredibili assieme a Stiv, grand'uomo, che solo a stargli vicino te ne sono successe piu' che in tutta una vita. Soldi a vagoni, nemmeno sapresti dire quanti, uno strano gioco, la ferrovia, dove bisogna fare sempre nove, e quel cinese, che perdeva, perdeva, senza fare una grinza, e che i cinesi fossero tanto ricchi non l'avevi mai sentito dire, come minimo doveva essere il Re del Siam.
- Hai vinto una barca di soldi e non mi hai nemmeno portato un regalo?
- Come? Ma no, Lisetta, che dici,  solo che quei soldi, vedi, adesso adesso non li posso ancora usare. Sono miei, sicuro, per li ha presi il mio amico Stiv, per tenerli nascosti, perch sai come succede, si sparge la notizia, Salvatore Pagano tiene un sacco di quattrini, e subito a qualche malamente viene voglia di venirli a rubare, o peggio, di tagliare la gola a questo Pagano, o magari di rapire qualcuno che gli sta a cuore, capisci, sai come vanno queste cose, io poi sono orfano, non ho nessuno, ma metti caso che c'avessero visto assieme, qualche volta, che qualcuno pensasse che sei la mia fidanzata, l'idea che possano farti del male...

Arrivi a Formia, imbocchi la strada dell'interno, ti sfili la giacca, la cravatta, slacci i bottoni della camicia, che tanto serve solo a patire il caldo. Lisetta  imbronciata, avete appena lasciato la costiera e il mare  ormai alle spalle. Ti giochi l'ultima carta, il cinema, la scena della lotta nei fiori, con quel famoso attore americano, una pellicola importante, che passer in tutt'Italia, nel mondo, e allora chiss quanti altri registi noteranno quel ragazzo robusto, quel salto da atleta, quelle botte cosi' reali. Si comincia cosi', a diventare grandi attori, sono queste le occasioni che ti aprono le porte di Cinecitt, sissignore, Salvatore Pagano, quello della lotta nei fiori, proprio io, una scena epocale, indimenticabile, storica.
Questa volta ti guarda in modo diverso. Si direbbe che hai fatto colpo.
- E che titolo ha, questo famoso film?
- Ah, Lisetta, lo sai che per i nomi non c'ho memoria, e per di piu' era un nome americano, complicato, e qua in Italia di sicuro lo chiamano in modo diverso, comunque me lo sono fatto scrivere su un foglietto, il titolo e il nome dell'attore principale, il piu' grande di tutti, uno che prima di nominarlo bisogna sciacquarsi la bocca col sapone, ed era li', proprio di fianco a me, capisci? E il regista, non ci crederai, Winston Churchill, addirittura...
- Churchill? Totore, ma che...? Si', e io ti stavo pure ad
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