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caso di avvertire Benfenati.
- Avanti, - insisteva Pierre. - Cosa cercate? Cocaina? Oppio?
L'agente piu' giovane divent paonazzo: - Risparmia il fiato per quando ti chiamiamo in questura, - sibil.
Il pubblico insorse. Le prime file informarono quelli dietro, questi quelli sulla scala, poi chi passeggiava in cortile, i ragazzini del quartiere e infine le fruttivendole. Farabutto! Provocatore! Delinquente! Non hanno trovato niente e cercano di farsi mettere le mani addosso!
Capponi, a sorpresa, si schier col pulismano: - Ha ragione lui. Stai un po' zitto adesso.
Pierre non fece in tempo a ribellarsi. L'agente anziano tese una mano per congedarsi: - Molto bene. Siamo a posto cosi'. Togliamo il disturbo.
La folla si apri' come un piccolo Mar Rosso. Non abbastanza per garantire ai tutori della legge un'uscita di scena rapida e indolore. Piccole spinte, gomitate, pestate di piedi e insulti a fior di labbra.
Garibaldi arpion la spalla di Walteru'n con uno spasmo da passato pericolo. Capponi guard Pierre col ghiaccio negli occhi e la promessa dell'ennesima sfuriata. Bottone e la Gaggia si avviarono sulle scale, subito dietro le guardie.
- Senti m qua, Gaggia, - bisbigli Bottone toccandosi il naso. -  proprio vero che puzzano di carogna, eh?


Capitolo 30


Documento riservato redatto da Charles Siragusa, District Supervisor, US Bureau of Narcotics, in data 13 giugno 1954.
All'attenzione del commissario Pasquale Cinquegrana in riferimento al fermo e all'interrogatorio di Stefano Zollo.

Egregio commissario,
ricevo dal Consolato americano il documento in allegato, nel quale mi si avverte, in merito alla situazione di Stefano Zollo, che le autorit degli Stati Uniti non possono attendere oltre, e se, entro il 16 c. m., le indagini sull'omicidio Chiofano non forniranno nuovi elementi, si vedranno costrette a intervenire per la scarcerazione del suddetto, come richiesto a piu' riprese dall'avv. Schifanoia, visto che le testimonianze contro il suo cliente si sono rivelate prive di fondamento.
Tuttavia, nuovi elementi a carico dello Zollo, permetterebbero di prolungare il fermo, la qual cosa ritengo essenziale per la fase attuale dell'Operazione Luciano.
A tal proposito, ho esaminato attentamente le dichiarazioni rilasciate dal confidente Gennaro Abbatemaggio, di anni 85, in merito al cosiddetto "caso Montesi", con particolare riferimento alle frequentazioni napoletane del sospettato Ugo Montagna e ai collegamenti con la malavita partenopea e il traffico di stupefacenti.
Tra i nomi citati da Abbatemaggio, nessuno  direttamente collegabile a Luciano.
La cosa mi  parsa alquanto strana e per questo, giusto ieri, ho ottenuto dalle autorit di P. S. il permesso di interrogare Abbatemaggio.
Mi  sembrato da subito evidente che la "lacuna" nella precedente dichiarazione fosse dovuta solo a reticenza, e in particolare al timore che la figura di Luciano impone su tutti.
Rassicurato sulla protezione che gli verr garantita, piu' ancora che ai tempi del processo Cuocolo, e sui vantaggi della collaborazione, Abbatemaggio ha fornito preziose informazioni sui legami che i luogotenenti di Luciano mantengono nella capitale, e in particolare con il "marchese" Montagna (v. "Allegato n. 2").
Abbatemaggio si  detto disposto a rilasciare una dichiarazione ufficiale a questo proposito.
Ritengo pertanto che, entro la giornata di domani, si dovrebbe procedere all'interrogatorio di Abbatemaggio, per poter cosi' contestare a Stefano Zollo, entro il 16 c. m., le nuove accuse e a sua volta interrogarlo a tale proposito.
Con stima,
Charles Siragusa


Capitolo 31
Bologna, 13 giugno


Aveva perso il tram dopo cinquanta metri di sudore inutile.
Decise di farla a piedi fino alla fermata successiva. L'incontro con Ettore era per le sette. Aveva tempo.
Ettore. Come avrebbe fatto a pagare il debito?
Montroni gli aveva tirato addosso la polizia. Angela l'aveva avvertito. Palmo si era ripreso le casse appena in tempo.
Montroni voleva incastrarlo.
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