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l'abitudine, ma adesso  diverso, no? Pensa che fra qualche anno i tuoi colleghi giovani non ne avranno visti mai, dei morti. Niente bombardamenti, fucilazioni, mine, attentati. Mi sa che per loro sar pure peggio.
Non era un tipo loquace, Sacchetti. Per la verit, non diceva quasi un cazzo. Ideale quando hai bisogno di scaricarti dopo un inseguimento. Non voleva apparire teso, Tagliavini. Soprattutto voleva essere certo che fosse tranquillo il ragazzo. Coi rossi, non si sa mai.
-  questo, no? - domand Sacchetti.
- Si', accosta.
Non sembrava troppo frequentato. Le sedie sul marciapiede erano vuote. Tagliavini sbirci dentro. Vecchi con le carte in mano, un tizio al bancone. Appena sufficienti per opporre resistenza. Attraversarono la strada. Un attimo prima di toccare la porta, facce rugose si alzarono dal gioco, una tazzina di caff rimase a mezz'aria, lo strofinaccio si blocc nel bicchiere.
Puro Far West. Il cacciatore di taglie venuto da lontano entra nel saloon per raccogliere informazioni. Si ferma la musica e anche gli orologi.
-  lei Capponi Nicola? - domand l'agente nel piu' totale silenzio.
- Cosa volete?
Tagliavini scelse il tono informale: - Dobbiamo dare un'occhiata alla sua cantina, signor Capponi.
L'uomo li squadr, uno alla volta. Pass la lingua sulle labbra. Tagliavini credette di leggergli il pensiero. Soppesava le forze in campo. Valutava strategie.
Una decina di sessantenni lasciarono i tavoli per appollaiarsi sul bancone. Nessuno fingeva altre occupazioni. Nessuno ascoltava di striscio. Occhi e orecchie puntati sulle divise.
La voce del gestore era un vecchio disco impolverato: - Ho molto da fare oggi. Ripassate domani, d'accordo?
Sacchetti ebbe un sussulto - Ehi, non devi per... - Una mano gli strinse le palle: zitto.
-  necessario procedere adesso, signor Capponi, ma se lei collabora sar questione di una mezz'ora, - inflessibile e conciliante in una stessa frase. Un capolavoro.
Dal retrobottega spunt un giovane. Interrog la piccola folla con lo sguardo. Si rivolse all'altro:
- Che c', Nicola?
Tagliavini colse l'occasione: - Sospettiamo che la cantina di questo bar venga usata come deposito per merce illegale. Dobbiamo procedere a un accertamento -. Tono burocratico, adesso. Il pubblico si lasci scappare i primi sussurri. Il giovane intervenne sicuro:
- Procediamo pure, allora. Non abbiamo niente da nascondere noi, vero Nicola?
Un'occhiata sbilenca fu la sola risposta.
- Benissimo, allora, - Tagliavini allarg un sorriso. Parevano intenzionati a non fare cazzate. - Prima mi accompagnate e prima finiamo.
Mentre Capponi Nicola usciva da dietro il bancone, uno dei pensionati infil la porta seguito a ruota da altri due.
Tagliavini afferr un tovagliolo di carta. Asciug il sudore dalla fronte, poi lo strofin sulle dita. L'odore di bistecca cruda metteva appetito.

La Gaggia inchiodava il ferretto sul tacco di una scarpa. Bottone entr trafelato. Garibaldi e Walteru'n subito dietro.
Capi' dalle facce che non erano li' per un tressette.
- Capponi  nei guai.
- Due pulismani al bar Aurora.
- Vogliono perquisire la cantina.
Ci mise un attimo a focalizzare la situazione. La cantina del bar Aurora. La nicchia dietro l'armadio delle stoviglie. La cassa nascosta li', dopo il luglio '48.
- Sicuri? - domand lisciandosi le basette.
- Eravamo li' di fianco e abbiam sentito proprio bene.
- Si sono inventati un controllo per via di merce illegale.
- Tutte balle.  chiaro cosa cercano.
La Gaggia poggi scarpa e attrezzi. Un chiodino rimase penzoloni sul labbro. Possibile che qualcuno avesse parlato? Non lo sapevano solo in cinque o sei, della nicchia dietro l'armadio?
- Capponi come l'ha presa?
- Incazzato, come al solito. Ma alla fine li porter giu'.
- Secondo me non doveva cedere, - si inseri' Garibaldi. - Bastava dare una voce a un po' di gente.
- E invece ha fatto bene, - approv la Gaggia. - Io starei tranquillo: c' l'armadio, che  bello pesante, per spostarlo bisogna svuotarlo tutto, 
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