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che vuole farsi pubblicit. Dice che Luciano  un trafficante di droga.
- Dice anche che qualcuno si sporca le mani per conto di Luciano. E che se questo qualcuno saltasse fuori, si potrebbe risalire al vertice dell'organizzazione. Ovvero a Luciano stesso.
- C' anche chi crede ai dischi volanti.
- Voi sapete che qualcuno sostiene che nel 1943 Luciano si  messo in contatto con la mafia per agevolare lo sbarco degli Alleati in Sicilia?
- Da noi lo sanno tutti che quella storia se la invent un Procuratore di New York per motivi politici.
- Potreste essere piu' preciso?
- Mi dispiace, non conosco bene la storia.
- Per sembrate molto sicuro nell'escludere che Luciano sia coinvolto in qualsiasi tipo di affare illegale.
- Luciano buono, Luciano cattivo. Luciano servitore dell'America, Luciano gangster. Tutte cose di politici. La gente crede quello che vuole credere. L'Interpol dice droga? La gente ci crede. Non ho altro da dire.
- Un'osservazione interessante. La riferir a Siragusa, quando gli invier una copia del verbale di questo interrogatorio.
- Se avete finito con le domande, vorrei andare.
- Mi dispiace, signor Zollo, ma temo che dovrete trattenervi da noi per qualche tempo.
- Non facciamo scherzi, commissario. Ho molta premura.
- Niente scherzi: ho qui un paio di testimonianze di persone che hanno sentito tale Victor Trimane affermare che "il lavoretto mio e del mio compare Steve Cemento far passare la voglia a chicchessia di schiaffeggiare don Luciano". Voi capirete che, prima di rilasciarvi, abbiamo bisogno di verificare attentamente queste accuse.
- Non potete farlo, sono cittadino americano, non potete trattenermi senza un'accusa precisa.
- Siete sospettato di omicidio, signor Zollo. E lavorate per una persona su cui gravano pesanti sospetti. Immagino che il consolato americano far volentieri un'eccezione per un caso come il vostro.


Capitolo 28
Bologna, 7 giugno,


Nei momenti vuoti, Angela non pensava ad altro.
Da quando Fefe non c'era piu', i momenti vuoti parevano moltiplicati. Angela non capiva se il tarlo avesse scavato il buco, divorando il legno tenero delle sue giornate o se quelle fossero gi un tronco cavo schiacciato da un peso troppo grande.
Si aspettava che Odoacre accennasse all'incontro con Dall'Oglio. Di sicuro ne era stato informato. Si aspettava la predica sulla fiducia. Invece niente. Si aspettava frasi illuminanti sul rapporto medico-paziente. Non una parola.
Non si aspettava di parlarne lei.
Ho visto Dall'Oglio, ieri l'altro. Tu hai ragione a fidarti di lui, tu lo conosci, ma io volevo vederlo in faccia, volevo sentirmelo dire: non ho sospeso la cura a Ferruccio. Non ti ho detto niente perch sapevo che non saresti stato d'accordo, ma io ne avevo bisogno, Odoacre, dovevo parlargli o impazzire. Mi ha detto che il farmaco  stato solo scalato, per via della dipendenza, della labirintite, non so, mi ha detto che tu eri al corrente. E io? Perch io non ne sapevo niente? Mi hai sempre raccontato tutto di Fefe, a momenti le volte che andava in bagno. Perch questa no?  vero che lo sapevi?
Lui aveva finito di condire la lattuga. Tranquillo. Filo d'olio, pizzico di sale, una punta di senape. Hai fatto bene a parlargli. Non te l'avrei certo impedito, se questo poteva farti stare meglio. Ti ha fatto stare meglio? Comunque, quello che ha detto Dall'Oglio  vero. Abbiamo concordato insieme di diminuire le dosi gradualmente.  la prassi, con quella medicina. Si parte con un dosaggio un po' alto, poi si scende, fino a trovare la quantit giusta, che faccia effetto senza arrecare danni all'organismo. Mi sembrava di avertelo spiegato quando abbiamo cominciato la terapia. Per questo, dopo, non te ne ho piu' accennato. Non era una notizia, non era una novit e nemmeno qualcosa di strano. Si fa cosi' e basta.  la prassi.
La prassi. E Sante allora? Sante era dietro la porta e aveva sentito. Poteva essersi sbagliato? Poteva esserci un equivoco? Fefe aveva detto Niente Medicina. Anche quello un errore?
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