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Sanit.
Bao Dai, ovvio, non batt ciglio. Chiam banco.
Mariani gongol. Azzoni sorrise. Justine accarezz la nuca di Kociss, che era in trance.
Intorno, una vera e propria folla non voleva perdersi lo scontro piu' eccitante degli ultimi mesi.
Il croupier estrasse due carte dal sabot. Le porse all'imperatore. Altre due a Pagano.
Bao Dai osserv, un leggero fremito della palpebra destra, e dopo pochi secondi allarg le due carte coperte sul tavolo. Carta.
Il croupier gli consegn un nove di picche. Toccava a Pagano. Osserv e scopri' le sue carte. Un re di quadri e un tre di cuori. Azzoni bisbigli alle sue spalle: - Mano difficile. Siamo costretti a chiamare carta.
- Finora non ne abbiamo avuto bisogno, - fu la risposta, e prima che Jean Azzoni potesse fare qualsiasi cosa, si udi' nuovamente la voce di Kociss pronunciare una folle parola di tre sole lettere.
- Sto.
Il silenzio tutto intorno si tramut in mormorio di sorpresa e disapprovazione. La palpebra di Bao Dai si scosse ancora, mentre girava le due carte ancora coperte. Donna di fiori e due di picche. Con il nove gi fuori, il punto dell'imperatore era uno.
Il tre di Pagano era piu' che buono.
- Banco vince -. Il croupier non riusci' a trattenere del tutto un sorriso di meraviglia, o forse di sincero apprezzamento.
Pagano grid.
Il pubblico applaudi'.
Justine tocc prima il culo di Kociss poi quello di un incredulo, tramortito, felice Jean Azzoni.
Lucien Mariani proruppe in un peana tenuto in serbo da giorni.
- Come disse Napoleone, - attacc, - solo grandi uomini commettono grandi errori. Io aggiungo: da questi ultimi li riconoscerete. Oggi, troppe cose si possono comprare. Un plebeo pu farsi accompagnare da un corteo imperiale, purch abbia i soldi per pagarlo. Un bifolco pu acquistare un imperiale castello. Persino il trono e il titolo di imperatore sono oggetto di un commercio tutt'altro che nobile. Da cosa, allora, distingueremo il vero imperatore? Cos' che il denaro non pu comprare e nessun precettore potr mai insegnare? Non il modo imperiale di incedere, n quello di parlare, per quanto difficili. Non il cerimoniale di corte. No. Nemmeno l'anima, che come insegna Faust si pu acquistare dal piu' abile dei sensali -. Fece una pausa scuotendo la testa. Gir lo sguardo intorno e lo pos su Bao Dai. - Il modo di perdere, vi dico. Che non dipende soltanto dalle sostanze dell'individuo, ma dalla serenit con cui vi rinuncia, fossero anche i suoi ultimi spicci, proprio perch il ricco senza piu' soldi  solo un poveraccio, ma l'imperatore senza denaro  pur sempre imperatore. Si', signori: io affermo che Waterloo consacr Napoleone piu' delle tante vittorie, delle quali, infatti, non ricordo n date n luoghi. Quanto a voi, maest, avete oggi dimostrato che il vostro modo di perdere , senza dubbio alcuno, davvero imperiale.

Cary, Hitch e Grace videro i mormorii e le risate alzarsi come onde di maremoto, attraversare il salone, spazzare via ogni conversazione a mezza voce, costringere le teste a girarsi sui colli e infine abbattersi sulle pareti del casin. Tutti, ma proprio tutti, guardarono i tavoli dello chemin.
-  l'imperatore! Seduto con lui c' un ragazzo italiano di-ver-ten-tis-si-mo! - disse un signore stempiato, emettendo le ultime due sillabe in un falsetto ridicolo, accompagnando l'intera frase con gesti da direttore d'orchestra.
- Bao Dai? - chiese Cary.
- Gi, - rispose Hitch.
- Vediamolo all'opera, questo imperatore! - disse Grace sorridendo, e si mosse verso il tavolo da cui proveniva il clamore.
Cary guard l'incantevole leading lady, il modo di camminare, il capo che fluttuava elegante su un collo magnifico... e di nuovo il dja vu, come una vampata. Mise un piede innanzi all'altro, la segui', e intanto si chiedeva cosa mai...
- Piu' che un imperatore  un'interessante macchietta, - borbott Hitch. - E i suoi accompagnatori, li avrai notati. Bizzarri quanto lui, e addirittura piu' vistosi.
- I due dandies? Non c' dubbio, vecchio mio, -
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