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davanti, una vera montagna di gettoni, mentre tutti gli davano pacche sulle spalle e sorridevano.
Ma quanto valevano quei gettoni? Erano suoi. Altro che macchinette, Stiv!
Mentre due tipi lo aiutavano a mettere tutto quel ben di Dio colorato dentro sacchetti di panno, arriv la visione.
- Italiano bambino fortunato, - disse con l'accento di non sapeva dove. Era bellissima. La pelle sembrava d'oro. Aveva i capelli rossi come Lisetta. Sorrideva e gli toccava il braccio sinistro, che aveva smesso di formicolare.
La segui' senza esitazione.

Erano in due.
Zollo si sedette al tavolo e piant gli occhi in faccia a Toni.
- Pensavo venissi da solo.
Il lionese spense la sigaretta nel posacenere con calma, poi indic l'amico seduto di fianco.
- Jo, ti presento Stefano Zollo, in arte Steve "Cemento". Zollo, questo  Jo, detto "lo Svedese", mon associ. Io e Jo siamo troppo vecchi per ricordarci quando ci siamo conosciuti.
Jo fece un cenno con la testa che Zollo non ricambi. Toni il lionese era ancora piu' scheletrico dell'ultima volta che l'aveva visto, a Marsiglia, un mucchio d'ossa avvolte in una sottile membrana di pelle. Faceva impressione e nello sguardo aveva qualcosa di raccapricciante, qualcosa di molto simile alla morte.
L'amico era un tizio biondo ben piantato, il completo portato con una certa classe e l'aria giovanile, anche se doveva aver superato i quaranta.
Un spar isolava il tavolo riservato dal resto della sala. Nessuno poteva sentire cosa avevano da dirsi.
- Tutto bene? - chiese Toni, accendendosi un'altra sigaretta.
Zollo si era gi preparato la parte.
- Certo. Devi solo dirmi quando e dove incontrare i compratori.
- Garon, s'il vous plat, - disse Toni intercettando il cameriere. - Cosa bevi?
- Jack Daniel's. On the rocks, please.
Toni parl al cameriere che scomparve verso il bar.
- Domani. Alla spiaggia, - disse il lionese. - C' un piccolo bistrot, Le grisbi', si chiama. Non fai fatica a trovarlo, lo conoscono tutti.
L'altro disse qualcosa in francese. Toni sorrise e Zollo aspett che traducesse.
- Jo chiede se hai visto il film con Jean Gabin, Touchez pus au grisbi.
- Conosco solo i film americani.
- Peccato. Qui siamo nella capitale del cinema. Perfino Hitchcock sta girando un film a Cannes.
Zollo non mosse un muscolo, non era li' per fare conversazione.
Toni capi' e tagli corto: - L'appuntamento  per le undici di mattina, quando c' piu' gente.
Il biondo disse ancora qualcosa.
- Jo chiede se hai un costume da bagno. Vestito da sera daresti piuttosto nell'occhio.
Zollo lanci un'occhiata inespressiva al biondo. Poi disse: - Digli che il costume non ce l'ho. Verr vestito da imperatore del Giappone.
Toni tradusse e Jo ridacchi di gusto.
- Hai il campione d'assaggio, immagino, - disse Toni.
- I primi tre chili.
- Non  che non mi fido di te, mon ami, ma io sono il mediatore in questo affare e vorrei controllare la qualit della merce. Capisci?
Il cameriere interruppe la discussione depositando i bicchieri sul tavolo.
Zollo afferr quello di Toni, ci deposit sotto qualcosa e lo fece scorrere davanti a lui.
Il lionese raccolse la bustina, assaggi col dito e la pass al socio che fece lo stesso.
- a va. Se a loro sta bene, ti pagheranno i tre chili. Per tutta la partita vi metterete d'accordo.
- Anch'io voglio una rassicurazione.
Toni intui': - Pas d' problmes, Zoll. Puoi venire disarmato. Siamo tutti uomini d'affari e Cannes  una citt trop belle per farsi il sangue amaro.
- In quanti saranno?
- Uno solo. Monsieur Alain.
- Come lo riconosco?
-  un ciccione con un completo bianco. Noi saremo seduti a un tavolo li' vicino.
- Come si svolge la cosa?
- Dimmi se ti piace: parlate da soli, quando avete finito ti alzi e torni sul lungomare, vai a destra e dopo cento metri entri nel ristorante La provenalle. Ti consiglio l'anatra,  la specialit della casa. Li' io ti raggiungo e mi dici come  andata.
Zollo annui'. Scol il whisky d'un fiato e si alz.
- Chi  il ragazzo? - chiese
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