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decuplicati.
Zollo si guard intorno: sacchi di calce, fornelli, bidoni, filtri, provette. La polvere di calce ammantava ogni cosa. Puzza di sedimenti e agenti caustici. Decine, forse centinaia, di barattoli impilati ed etichettati: ammoniaca, cloroformio, acido muriatico, acido cloridrico, sali di solfato. Tutto quanto serviva a raffinare la linfa di papavero per ottenere la morfina base. Tutto quanto serviva a raffinare la morfina base e ricavarne eroina.
Il paradiso dei tossici. Zollo avverti' un senso di nausea.
Zollo disse: - Don Luciano apprezzer molto il livello raggiunto dall'organizzazione. In Sicilia  lo stesso. Anche lui parla sempre di indipendenza e investimenti in attrezzature moderne. Il segreto di affari e successo, ripete spesso. Invia ossequi e rassicurazioni alla famiglia Guerini, e chiede se quel divieto per le vostre citt rimane valido.
La risposta di Zucca non si fece attendere: - Assolutamente. La famiglia Guerini  assolutamente ferma su questo punto. Conosciamo bene gli effetti e le conseguenze di questa roba. Antoine e Meme Guerini ci tengono a ribadire che finch ci saranno loro, Marsiglia e il resto della Francia non vedranno morti viventi aggirarsi per le strade. Gli affari vengono prima di tutto, ma la polvere non deve rammollire il cervello e i muscoli dei nostri ragazzi. Spero che M'sieur Luciano comprenda e non se ne abbia a male.
- Nessun problema. Don Luciano capir. I drogati non li pu vedere nemmeno lui, voleva essere sicuro che le regole degli amici francesi fossero sempre le stesse. A quando il prossimo carico?
- Prima della fine dell'estate -. Zucca si schiari' la voce. - Un grosso carico. Due navi. Una proseguir per Palermo. A tempo debito tutti i dettagli saranno chiariti. La famiglia Guerini ci tiene a far sapere che fare affari con loro  sinonimo di sicurezza assoluta e guadagni garantiti. A questo proposito vogliamo confermare a M'sieur Luciano che mezzo milione di franchi sono in viaggio verso Ginevra. Entro domani al massimo, mani fidate li depositeranno presso il conto a noi segnalato, con gli auguri e la riconoscenza dei fratelli Guerini.
- Don Luciano vi sar riconoscente a sua volta.
- M'sieur Zollo, spero vogliate portare anche i miei saluti a colui che ritengo uno degli uomini di maggiore qualit e intelligenza che abitino questo pianeta.
- Non dubitate, Mr. Zucca. Sar fatto.


Capitolo 22
Bologna, 2 giugno


Nero.
Buio.
Un angolo buio. Dentro cui scomparire.
Concentrarsi solo sui passi, un piede davanti all'altro. Niente di piu'.
Non  possibile sopravvivere al dolore.  ingiusto. Rimanere per soffrire.
Rimanere.
Il gorgo risucchia gesti, pensieri, respiri.
Respirare. Quasi impossibile.
Pensare. Pensare che Fefe non c' piu'. Non puoi crederci. La vita non pu essere. Non si pu nemmeno pensare.
Nero. Buio. Un piede davanti all'altro.
Il cane morde dentro, morde il cuore, un pezzo alla volta. Poi ti lascia riprendere fiato, perch tu possa camminare.
Immaginare gli ultimi istanti. Quando ha rotto la finestra.
Pensare al terrore dei tuoni, al gelo che deve averlo attanagliato.
Pensare al momento prima. Pensare a cosa pensava. Prima del vuoto, prima del selciato. Terrore. Dovevi uscire di li', Fefe, dovevi evadere, fuori, dove il soffitto non potesse crollarti in testa, come quel giorno di tanti anni fa, abbracciato al cadavere di nostra madre, sotto le macerie, per ore.
Il cane azzanna piu' a fondo. Devi fermarti. Annaspare. Aspettare che passi, che molli la presa. Un altro brandello.
Nero. L'inferno  un angolo buio del cuore.
Non c' piu' niente. Non serve piu' niente.
Hai le tasche piene delle sue cose. Cose inutili. Cianfrusaglie. Reliquie. Non devi perdere niente, neanche il piu' piccolo pezzo di stoffa, neanche un fazzoletto o uno spazzolino. Devi tenere tutto.
Devi tenere lui. Quello che ha lasciato. Quello che resta.
Morto.  morto. Non c' piu'.
Le ginocchia vogliono cedere. Ma tu non cadrai. Nessuno deve toccarti. Non vuoi nessuno. Le mani
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