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consumate senza pudore davanti al suo occhio spalancato.
L'uomo aveva perso la pazienza. Ma subito. Prima del previsto. Prima di tentare. Prima di tutto. Entrato in casa, aveva puntato il dito su McGuffin ed era esploso: - Che cazzo significa quello?
La moglie non aveva potuto rispondere, zittita gi dalla seconda domanda. - Chi cazzo l'ha portato?
Sorte infame! Avvezzo ad accoglienze piu' calorose, bambini festanti con manine protese, donne eccitate, parenti in visita per rendere omaggio al nuovo arrivato, cosa gli toccava adesso? Disprezzo, ferri insinuati in parti intime, pugni, persino uno sputo.
-  un regalo di Carmine, - aveva sentenziato la donna.
L'uomo s'era fatto d'un grigio rabbioso. - Un televisore? Manco c'avemo l'acqua in casa e quello ce regala er televisore! Bravo!
Questa, poi! E che male c', scusate? Uno che non c'ha l'acqua in casa deve sempre pensare alle sue disgrazie? Meglio distrarsi che rodersi il fegato. E cosa c' di meglio per svagarsi di un bel televisore McGuffin Electric Deluxe, che col suo schermo a luminosit fisiologica non stanca nemmeno la vista?
L'auto si arrest con un sobbalzo. Le vibrazioni del motore scuotevano McGuffin come un attacco di delirium tremens.
- Vole che io sto' a rosica', come sempre, pe' famme senti' 'n povero cojone, eh? Mortacci sua, se ce dava du' lire pe' l'affitto de 'sto buco, invece de caccia' li sordi pe' le cazzate.
Certo la discussione non era partita col piede giusto. Tuttavia un margine per ragionare lo si poteva ancora cercare. Vecchia saggezza popolare, molto terra terra, genere a caval donato non si guarda in bocca. Ma dovevano esserci vecchie ruggini, tra i due. Nelle puntate precedenti era successo di sicuro qualcosa, e un bel riassuntino non sarebbe stato male. Il timing del diverbio, comunque, era tutto sbagliato.
Lo sferragliare di un treno seppelli' ogni altro rumore. L'auto riparti' con un sobbalzo.
- Di chi so' li mortacci? Ripeti un po', de chi?
- Nun me provoca', Giulia! Mo' riportamo 'sto aggeggio e la famo finita.
- Chi so' li mortacci? Di, sentiamo, li mortacci sua de chi? - Una ragazza orgogliosa, non c' che dire. Un po' carente sui contenuti, ma orgogliosa.
- Guarda Giulia che finisce male, t'avverto. Nun me lo fa' ripete'. Di' a tu' fratello che se lo viene a riprenne, altrimenti vado a Porta Portese e lo rivendo.
La mela lo aveva centrato sull'occhio insieme agli insulti.
- Li mortacci de Carmine so' pure li mia!
McGuffin se l'era vista brutta. Tra i due litiganti, ma ben lungi dal proverbiale godimento. D'altra parte, tra moglie e marito sono di troppo tre falangi, figurarsi diciassette pollici di televisore. Lui l'aveva scavalcato mentre lei si buttava verso la porta.
Troppo tardi.
Quel che segui', nessun canale televisivo americano si sognerebbe di trasmetterlo per intero. Basti dire che, alla fine, quattro mani afferrarono McGuffin, sollevandolo da un cimitero di cocci e piatti rotti che gli erano fischiati intorno come granate.
Lui aveva un occhio livido, lei ben piu' di un occhio.
Esito beffardo! Lo restituirono senza nemmeno sapere che non funzionava.


Capitolo 20
Tra Grenoble e Cannes, 30 maggio


- Merda! Hai tossito fuori un pezzo di polmone!
- Che cazzo dici, Svedese? Cough! Cough! Dimmelo subito, se hai intenzione di sparare stronzate per tutto il viaggio, che ti mollo qui e te ne torni a Parigi col torpedone.
- Non sto sparando stronzate. E li' sul cruscotto,  un grumo di qualcosa, non vedi? C' anche un gocciolino di sangue.
- Quello li'? Non  niente, cough!  catarro con un po' di sangue. Ci di col fazzoletto e va via, vedi?
- Si', ma non col tuo fazzoletto, guarda li', c' tutta una sgumma rossa! Non fare del merdaio, che poi non va piu' via! Arriviamo in riviera cosi'?
- Ma come non va piu' via, non ci vuole niente, vedi?
- Non con la manica! Vuoi presentarti al casin di Cannes col vestito sporco di sangue? Vogliamo farci riconoscere subito? Non ci fanno entrare, cosi'!
- Svedese, sei peggio di un
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