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scusasse tanto, miss, ma questo mio dipendente a volte mi domando cu minchia tiene in testa". Con un gesto congedai Frankie, che sembrava l'avesse abbuscato iddu, lo schiaffo, poi ci dissi: "Sentite a mia, miss, voi siete perfetta per operare nel nostro settore. Come vi chiamate?"
Idda mi guardava la cicatrice, e l'occhio destro cchiu' basso di quell'altro, poi fece una cosa che nessuno faceva mai. Anzi, due cose. La prima, non rispose subito alla mia domanda. La seconda, mi chiese: "What happened to your right cheek, sir?"
La mia guancia destra. Feci una cosa che manco io facevo mai, raccontai di quannu m'avevano aggredito nel '29. Poi ci chiesi ancora come si chiamava.
Si chiamava Mona, che su nel Veneto significa proprio quella cosa li'. Ma nessun patre veneto chiamerebbe sua figlia con quel nome: idda era di patre irlandese e matre mezza italiana, degli Abruzzi. Ci dissi di tornare la sera dopo, che friday night  la sera che si fotte, ca uno c'ha lo stipendio e un poco ne porta a casa e l'altro poco lo spende in fimmine e liquore. Cio, io non ci dissi proprio cosi', ci dissi solo di tornare la sera dopo. Per subito pensai che Mona non era carne da buttare in un bordello, a lavorare sei notti alla settimana. Roba di lusso, da far provare ai pezzi grossi. E fu proprio accussi' che and. Era un vulcano che a tutti i clienti ci faceva ribollire 'u spacchiu.
Che strano che stanotte sognai Mona. Minchia, mi manca quella ragazza. Bei tempi, si lavorava bene con le corse, il gioco d'azzardo e soprattutto le bottane. Si fotteva due volte al giorno con due fimmine diverse, che l'occhio mi cascava flaccido ma la nerchia stava ben alta e ritta. Ancora oggi, che non sono cchiu' giovane, sono ancora un cocksman di tutto riguardo. Faccio una bella ficcata al giorno, e non dura solo tre minuti.
Bei tempi, si', poi ci si mise quel grandissimo cornuto e sucaminchia del procuratore Dewey, l'Onesto Tom, e che succede? Le bottane spergiurano in tribunale che io sono il cchiu' grande sfruttatore delle Americhe e dappertutto tengo le mani in pasta, Dio le fulminasse, e tra di loro vedo Mona, che sempre la tenni in palmo di mano e le diedi un sacco di soldi e la feci fottere solo con gente che non teneva malattie. Ma non m'incazzo, si sa, le fimmine sono tutte bottane nell'animo, mica solo nello sticchio.
Che strano che stanotte sognai Mona. Pare impossibile che si possa finire in galera per una quistione di sticchio.
Che strano che invece non sognai l'imbarco. Nel '46 i miei avvocati stanno per dimostrare che l'Onesto Tom ha corrotto, minacciato e ricattato i testimoni, accussi' mi liberano di punto in bianco e mi spediscono qui in Italia, per non avermi in mezzo ai cugghiuni. L'Onesto Tom vuole candidarsi alla presidenza,  meglio per tutti che io vado in culo a Cristo. Siccome fa strano che "u cchiu' grande boss dei boss" viene scarcerato accussi' dalla sera alla mattina, mettono in giro la voce che ho reso dei servigi al Paese, parlando coi picciotti locali per favorire lo sbarco degli Alleati in Sicilia, quindi mi ricompensano con la libert e il rimpatrio. Una minchiata che gli ammiragli ancora mi mandano a fare int'u culu.
Adesso 'stu paesano, Siragusa, vorrebbe che mi mandassero al confino, rompe i cugghiuni pure sulla macchina, e che minchia c'entra la macchina? In giro supra 'na fottuta Topolino, come un barbone, me ne dovrei andare? Altro che autografi: pernacchie dai due lati della via, mi arriverebbero! Mi tiene sul collo il fiato delle guardie, 'stu grandissimo figghibottana!
E quell'altro, 'u giurnalista ca vinni l'autunno scorso, vuole scrivere un libro su di me. Senza il mio permesso.
La libert di stampa  una bella cosa, ma sarebbe meglio ca non ci fosse.
Adesso Steve Cemento se ne parte per Marsiglia, accussi' finiamo anche 'sta operazione e ci pensiamo un poco sopra, che qui le cose potrebbero magari cambiare. Iddu pare un poco strano, di recente. Lo capisco,  homesick, 'u picciotto, ci mancano Manhattan e Brooklyn, e forse ci
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