<A HREF="54_secondaparte024"><</A>
bellimbusto made in Usa che risponde al nome di Mike Bongiorno? "Quanti anni ha?  sposato? Che mestiere fa? Bene, signor Grimaldi, ci dica, per quattrocentocinquanta mila lire, di che liquido si parla in questa rclame".
- Eh, magari! - sbotta la Gaggia. - Ci telefonasse lui li' avremmo risolto il problema.
- Compagno, ma cosa dici! Proprio questo vogliono farti credere: che nulla costa piu' fatica, che la vita  una burletta, purch si dia la giusta importanza alle cose, imparando a memoria il testo di Vola colomba, studiando a fondo la vita della tal principessa o interessandosi alle fantastiche propriet della brillantina Colgate. Se quello mi telefonasse, gliela farei io la domanda, altroch: "Mi dica, signor Bongiorno, per quattrocentomila lire, com' che mio fratello si  spezzato la schiena nei campi e adesso gli tocca vivere con quattromila lire di pensione minima? Secondo lei come fa?" Son queste le domande da fare. Comunque, per farvela breve, proprio per l'ambiguit del nuovo strumento, non ce la siamo sentita di assumere una posizione unitaria e abbiamo deciso di pagare secondo coscienza. Ognuno per s, ognuno la sua quota.
Si siede. Ha finito. Decisione salomonica? Nessuno vuole commentare per primo.
- Nasce un frate! - sentenzia Garibaldi come si usa per un silenzio improvviso. La tensione si scioglie e nella stanza tornano a sedimentarsi, uno sull'altro, fumo, chiacchiere e puzza di piedi.
- Be', io vado, - saluta Brando, - domani non passo, c'ho da fare. Ci si vede martedi'.
- Sempre che siamo ancora al mondo, - gli ribatte Pierre con un ghigno.
- Eh?
- Non lo sai? Un sacco di sbacchettoni dicono che il 24 maggio, a mezzanotte, finisce il mondo. Anche padre Pio, quel prete che ha convertito Macario.  sicuro: la Terra si consumer nel fuoco.
- See, va' l, digli ben che non si consumi lui, a suon di pugnette. Statemi bene.


Capitolo 17
Bologna, Villa Azzurra, 31 maggio


Stanco e arrugginito, il dondolo cigolava accanto al pozzo. Nemmeno un litro d'olio avrebbe alleviato l'artrosi. Un cane in chiesa, sull'aiuola di rose e petunie. I parenti in visita domandavano spesso che senso avesse quel catorcio, e qualcuno si era messo pure una mano sul portafogli, se c'era bisogno di contributi. Non era quello il punto.

Finch c' lui, signora, non lo possiamo mica portar via. Ci abbiamo provato, eh? Vero, Fefe? Doveva sentire come s' messo a urlare. Si pu urlare di notte? Eh, lo sai che non va bene. Fammi un esempio. Cosa mi dice Marco se mi metto a urlare di notte? Eh, Fefe, quante volte te l'ho gi detto, se hai bisogno mi vieni a chiamare giu'.
A lui questo dondolo piace proprio un sacco. Non gli interessa niente che  vecchio e rotto. Cigo-cigola su e giu' e ti fa compagnia. Anche la sedia sotto i cipressi  molto occhei, per lei non dice niente, zitta, buona per farsi un pisolino. Vero che a lui il pisolino del pomeriggio ci fa proprio bene? Dillo, dillo: Fefe vai a farti un pisolino sulla sedia.
La vuoi una sigaretta? No, no, niente sigarette, a Davide ci fanno malissimo, non ce le puoi mica dare. Come mai oggi volevo uscire nudo? Spiegami. Si pu uscire nudi? Per niente! Guarda che dopo salti la torta. La Mimma ha fatto quella torta buonissima con le carote. Avanti, mettiti i pantaloni o non ne mangi neanche un pezzo.
Non  successo niente, per. Cosa vuol dire nudi?
Lui voleva uscire cosi', capito? Allora non mangiava la torta di carote, poi Giorgio  andato in cucina e se l' fatta fuori tutta. Si pu mangiare tutta la torta? No, Fefe, non la puoi mangiare, adesso Giorgio sta una settimana senza caff.
Lui quando ha visto che non c'era piu' la torta all'inizio c' rimasto male. Poi  andato su in camera, s' tolto tutto ed  uscito fuori. Con quel batacchio che si ritrova, a momenti faceva svenire la signora Maffei. Non ti dico la scena.  successo qualcosa? No, non  mica successo niente. Dillo, dillo. Cosa mi dice Marco se rifaccio una cosa del genere? S'incazza.
S'incazza tantissimo!

- Fefe,
<A HREF="54_secondaparte026">></A>