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1940 si  arruolato nell'esercito francese. Durante la rotta della Maginot, ha disertato e si  dato alla latitanza. Sotto l'occupazione nazista  sopravvissuto alcuni mesi rapinando i venditori del mercato nero. Successivamente si  spostato al Sud ed  entrato nella Resistenza, tra le file dei "maquis", dove ha conosciuto J. A. Insieme hanno portato a termine alcune operazioni di sabotaggio ai danni dell'esercito tedesco, dimostrando estro e scaltrezza. Discreto intenditore di esplosivi, noto per la parlantina sciolta e i modi eccentrici, tra il 1948 e il 1952 ha sbarcato il lunario esibendosi come caratterista in un locale di dubbia fama della capitale francese, frequentato da intellettuali e artisti decadenti. La sua irriverente imitazione del Maresciallo De Gaulle gli ha procurato una denuncia. Dal 1952  associato a J. A. nelle medesime attivit paralegali. Anche L. M. nutre un odio profondo nei confronti della politica francese in Indocina.

Recentemente i due soggetti si sono resi protagonisti di un sabotaggio ai danni della Legione straniera, in quel di Marsiglia, vendendo una partita di scatole di fagioli avariate a una nave da trasporto militare in partenza per Saigon. La dissenteria ha decimato l'equipaggio costringendo il bastimento a sbarcare buona parte delle truppe a Suez perch fossero ricoverate in ospedale.
 fuor di dubbio che si tratti di due ambigui figuri, ruffiani e privi di qualunque principio etico. Tuttavia si ritiene che proprio per questo siano perfetti per il compito che dovranno svolgere. Ne  prova l'estrema facilit con cui sono riusciti ad accedere all'entourage dell'imperatore Bao Dai. Inoltre, l'esperienza personale dei due soggetti dovrebbe garantirne la capacit operativa e consentirci di protrarre un'osservazione costante e totale sull'imperatore, almeno fino a quando i lavori della conferenza non saranno terminati.
J. A. (dalle prossime comunicazioni "Vladimiro") e L. M. (dalle prossime comunicazioni "Estragone") seguiranno Bao Dai in ogni spostamento e faranno rapporto al sottoscritto con cadenza settimanale. I pagamenti saranno effettuati su un conto anonimo in una banca ginevrina (vedi "Allegato 1").


Capitolo 16
Bologna, bar Aurora, 23 maggio


- Allora forza, cominciamo, - il cucchiaio picchia la bottiglia e la voce ruvida di Capponi gratta via i commenti. Ungheria 7 Inghilterra 1, fresca di radio. Difficile pensare ad altro.
- Ho parlato stamattina con Benassi e questa  la proposta: lui paga l'abbonamento, noi l'apparecchio e l'antenna -. Alza rapido una mano e trattiene le proteste. - Silenzio! Siamo mica al mercato! State a sentire: come suggerito dal compagno Bortolotti, nelle occasioni importanti il prezzo delle consumazioni sar piu' alto. Benassi propone che questi soldi vadano a coprire la colletta, finch a ciascuno non verr restituita la sua quota.
Domenica. Apertura straordinaria. Assenti ingiustificati: nessuno. Riunioni cosi', al bar Aurora, se ne ricordano al massimo altre due. La prima nel '45, per decidere se il bar doveva riprendere il vecchio nome glorioso oppure trovarsene uno nuovo, piu' moderno. E la seconda nei giorni dell'attentato a Togliatti, per questioni un filo piu' delicate.
Lo sciopero del caff, proclamato da Garibaldi e seguito piu' o meno da tutti, ha dato i primi risultati. Assemblea plenaria degli avventori e prima offerta conciliante del compagno Benassi.
Melega per non si lascia incantare: - Scusa, Capponi, com' la storia? Noi paghiamo il televisore di tasca nostra. Quando veniamo a vederlo, paghiamo la soprattassa sul caff e con quella soprattassa, che son sempre soldi nostri, Benassi ci copre la spesa? A me pare una fregatura, non so gli altri.
Una decina di teste annuisce convinta. - Melega ha ragione!
-  una fregatura!
- Chi vuol prendere in giro quel Benassi?
Eccitato dal consenso, Melega allarga le gambe nella posa da Pecos Bill: - Delle due l'una: o paga lui, e allora mette il sovrapprezzo per rientrare delle spese, o paghiamo noi,
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