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raccomandavano di non accettare provocazioni, di non farsi prendere dalla violenza, e intanto le squadre fasciste bastonavano, e non solo quello, e alla fine c'eran voluti vent'anni per mandarli a casa. - Noi lottavamo nelle istituzioni, - ribatteva, - e intanto quelli se le prendevano.
La gatta miagol piu' forte. Il tono sembrava malinconico, ma a sentirla avresti detto che se la spassava. Nessun dubbio. Nessuna alternativa. Solo l'istinto giusto. Fanti diceva che l'intelligenza dell'uomo sta nelle alternative all'istinto. Ma se nessuna ti convince, o non ne vedi del tutto, perch fingere che aspettare sia una strategia? Balle, la scusa per smettere di cercare. Un pugile suonato pu credersi un grande stratega ma non eviter di finire al tappeto. E quando per radio senti che Mitri aspetta l'avversario, non te lo immagini con la guardia bassa, a pensare alla figa, ma concentrato sulla minima distrazione, pronto a esplodere.
Con l'ennesima occhiata, Pierre not la luce sull'altro lato della via. Puttana vigliacca, il fornaio. Un bel problema. Il fornaio non si faceva mai i cazzi suoi, sempre sull'uscio, a tener d'occhio tutti, sempre informato, sempre a far domande ai passanti fingendosi cordiale.
La gatta tacque all'improvviso.
Rumori d'auto riempirono il silenzio.
Tre lampi di fari. Pierre si sbracci sul cancello. Il furgonato lo super per imboccare il cortile in retromarcia. La porta del fornaio era chiusa.
Palmo spense il motore e salt giu'.
- Sei in ritardo, - disse Pierre.
- L'importante  che ci sei te, - rispose quello senza scomporsi. - Forza, fai strada.
Erano sei casse. Palmo se ne caric tre. Sulle scale, ci manc poco che perdesse l'equilibrio, mentre Pierre illuminava i gradini con la candela. Aveva ricavato uno spazio dietro i sacchi del carbone. Nessuno li avrebbe toccati fino all'inverno successivo.
Le casse sarebbero arrivate una volta al mese. Non piu' di cinque o sei, venti stecche ciascuna. La maggior parte del carico si piazzava in pochi giorni, tutte ordinazioni, ma restava sempre qualcosa, e non era saggio tenerlo in capannone. Qualcuno usava il trucco di spedirle in giro, tramite posta, come finti regali di rappresentanza. Poi per bisognava tener d'occhio l'indirizzo e dieci minuti dopo che il pacco era arrivato presentarsi come impiegato postale, scusandosi per l'errore e chiedendo la cassa indietro. Troppo rischioso, ne avevano gi beccati un paio, con quel metodo.
Palmo si liber del secondo carico e volle controllare il nascondiglio. Ettore doveva essersi raccomandato. I sacchi di carbone parvero convincerlo.
Dal fornaio, tutto tranquillo. Del resto, non si lamentavano sempre le vecchie del quartiere che il pane non era piu' lo stesso, da quando Gino aveva smesso di alzarsi la notte e passato la mano ai figli? Gualtiero e Lorenzo non erano un problema.
Pierre salut con la mano e si avvi sulle scale. Si sforz di non fare rumore, come sempre, per non svegliare Nicola. Il motore del furgone ne faceva ben piu' delle sue scarpe.
- Chi ti ha riaccompagnato? - domand il fratello rigirandosi nelle coperte.
- Eh? Nessuno, chi mi doveva accompagnare?
- Non sei tornato in macchina?
- No.
- Ho sentito una macchina.
- Io sono tornato a piedi.
- Va' l, va' l, che senza la bicicletta  dura. Ma te l'hai voluta vendere, e adesso ti tocca chieder l'elemosina a quelli con la macchina, vedi che bel risultato.
Pierre si morse la lingua e rimase zitto. Il va' a cagare esplose nel cervello. Pieg i vestiti sulla sedia, conquist un metro di lenzuolo e pens ad Angela senza troppa convinzione.


Capitolo 14
Evian, sponda francese del Lago di Ginevra, 21 maggio


Il parco pullulava di nonne e balie che scarrozzavano piscioni da zero a otto anni.
Papere e cigni si pulivano le piume con cura, sul bordo del laghetto artificiale.
L'uomo apri' il sacchetto di carta e lanci una manciata di chicchi di mais oltre il reticolato.
Calca scomposta di palmipedi. Perfino alcuni piccioni abusivi.
Qualche anziano
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