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gravi divergenze strategiche e politiche con Lupo, Sugano Melchiorri aveva formato un nuovo battaglione di quarantasei partigiani. Tra loro c'era anche Ettore.
Dopo mille vicissitudini, la "Stella rossa-Sugano" era scesa in pianura ed era confluita nella Settima Gap, distaccamento di Anzola. Le ultime volte in cui Ettore aveva usato una bicicletta. Li' aveva conosciuto Amleto Benini "Bianco" (perch aveva gi i capelli grigi), che piu' tardi gli avrebbe dato un lavoro. Quel lavoro.
Nell'ottobre del '44 avevano preso parte alla battaglia di Porta Lame, tre giorni da non crederci, l'unico scontro aperto tra tedeschi e partigiani all'interno di una citt europea.
Il 21 aprile del '45 Ettore aveva liberato Bologna, a fianco degli altri compagni.

Gi, ma da chi l'avevano liberata?
I fascisti, amnistiati.
I partigiani, sbattuti fuori dalla polizia e perseguitati dalla magistratura.
Sugano, vittima di una montatura giudiziaria, costretto a scappare in Cecoslovacchia, come tanti altri compagni.
Dentro alcune inchieste c'era finito anche Ettore. Roba di poco conto, presunte estorsioni e "ruberie". Lo avevano sempre prosciolto, ma aveva ancora qualche carico pendente.
E il "Carlino"? Cambiato e ricambiato nome, era ancora li' a scrivere menzogne, come quando, l'11 ottobre del '44, aveva negato che fosse avvenuta la strage di Marzabotto. Ettore aveva conservato il trafiletto. A forza di rileggerlo, ricordava interi passaggi a memoria:

Le solite voci incontrollate, prodotto tipico di galoppanti fantasie in tempo di guerra, assicuravano fino a ieri che nel corso di una operazione di polizia contro una banda di fuorilegge, ben centocinquanta fra donne, vecchi e bambini erano stati fucilati da truppe germaniche di rastrellamento nel comune di Marzabotto... Siamo dunque di fronte a una nuova manovra dei soliti incoscienti destinata a cadere nel ridicolo perch chiunque avesse voluto interpellare un qualsiasi onesto abitante di Marzabotto o, quanto meno, qualche persona reduce da quei luoghi, avrebbe appreso l'autentica versione dei fatti.

Merde.
Dolore, lacrime, paura, odio. Ma anche euforia, voglia di farla finita con la guerra e il fascismo, desiderio di costruire un'Italia nuova. La vita aveva senso, in quei giorni, non era solo correre da un'ora all'altra, trascinarsi da un giorno all'altro.
Perch negarlo? Ettore lo sapeva: quei mesi in montagna erano stati i piu' belli della sua vita. Dopo non c'era piu' stato niente di davvero interessante.
Non si diresse verso casa. Gir in via Lame, e arriv alla Porta. Il cielo era pieno di stelle, centinaia di stelle, forse un migliaio.
Lo aveva gi fatto mille volte, lo fece ancora.
Ricord la battaglia, sparo dopo sparo.
C'era nebbia, e qualcuno urlava:
- Garibaldi combatte!
Lui aveva gridato a pieni polmoni:
- Stella rossa vince!


Capitolo 4


Rapporto riservato alle autorit italiane di Charles Siragusa, District Supervisor, US Bureau of Narcotics in data 6 maggio 1954.

A mio parere Salvatore Lucania, alias Charles "Lucky" Luciano, rientra nella competenza del capitolo V del regolamento di Pubblica sicurezza italiana, relativo al confino di polizia, e potrebbe essere destinato alla colonia penale di Ustica.
Si rientrerebbe nella categoria 3 dell'art. 181, riguardante persona che svolge e intende svolgere attivit criminali dannose agli interessi nazionali italiani.
Fin dalla sua espulsione dagli Stati Uniti in Italia la sua attivit  stata tale da costringere le forze di Pubblica sicurezza italiana e la Guardia di finanza a svolgere accurate indagini nei suoi confronti.
Lucania ha mantenuto i contatti con i principali criminali americani, con vari mezzi e in particolare mediante visite di membri della malavita. Esistono prove che Lucania ricevette da questi individui forti somme di denaro, consegnategli personalmente da gangster venuti in Italia a questo scopo specifico.
 stato gi incriminato e multato per aver importato illegalmente dollari americani e un'automobile
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