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bofonchiato un "Grazie per l'informazione".
Si concentr, chiam in causa San Cary e disse: - Anche tu. Balliamo?
Lei annui' senza aggiungere altro e si ritrovarono in pista, appiccicati l'uno all'altra per via della ressa.
Nocciola acceso. Pierre senti' il seno premergli sullo stomaco e lott per coordinare i movimenti e mantenersi calmo.
Era una brava ballerina. E se la stringevi non si lamentava.
- Sei Robespierre Capponi, vero?
- Si', e tu sei Gilda Stanzani.
- Dicono che sei il miglior ballerino di Bologna.
- Cosi' dicono. E te, ci vieni spesso a ballare?
- Ogni tanto. Lavori al bar Aurora, in San Donato, vero?
- Cosa sei, un agente segreto, che sai tutte 'ste cose?
Rise, denti bianchi. A Pierre si strinse lo stomaco.
-  un po' che non ti si vede in balera.
- Sono stato via, in Jugoslavia. A trovare mio padre.
Si fermarono per applaudire l'orchestra che aveva terminato il pezzo.
- Ho sete.
- Anch'io, andiamo al bar.
Riuscirono a infilarsi tra la gente che si accalcava contro il bancone e ordinarono.
- E com' la Jugoslavia?
- Come l'Italia. Parlano perfino l'italiano.
- E perch sei tornato?
Pierre sorrise imbarazzato: - E che ci rimanevo a fare?
Gilda la Rossa lanci un'occhiata intorno: - Ti piace cosi' tanto qui?
- Perch, tu vuoi andare via?
- Dovrei trovare un uomo ricco che mi fa girare il mondo. Mi piacerebbe. Ci sono tanti posti da vedere. Invece strappo i biglietti all'ippodromo. E con il mio stipendio vado poco in l.
Pierre pens alle sue quattro lire, al debito con Fanti e a quello con Ettore. Lo stomaco si strinse di nuovo. Disse: - Bisogna rimanere coi piedi per terra.
- A proposito di piedi. Me lo di un passaggio fino a casa? Sto in Mazzini. Di solito vengo con la mia compagna di stanza che ha la bici, ma  andata a trovare i suoi a Molinella.
Non era difficile capire dove voleva arrivare. A Pierre non era mai capitato cosi' in fretta. Del resto una che sta per conto suo, con un'amica... Brando aveva ragione, era davvero una "facile". Piovuta dal cielo per lui. D'un tratto gli torn in mente Angela, Ferruccio che era andato fuori dai coppi, e chiss come si sentiva lei. Non riusci' piu' a bere un sorso, gli parve di ingobbirsi dentro il completo.
- Mi dispiace. Davvero. Ma sono a piedi anch'io.
Il sorrisetto amaro di Gilda sottintese molte cose: - Sar per un'altra volta, allora.
- Si', certo.
In quel momento, dal trambusto spunt Gigi, afferrando Pierre per la giacca: - Pierre, il frullone! Il frullone! Andiamo!
Mentre veniva trascinato verso la pista senti' Gilda che lo chiamava.
- Pierre! - Aveva un'espressione furba. - Attento che a stare troppo con i piedi per terra finisci per sbatterci anche la faccia.
Mezzo inebetito si ritrov a ballare, cercando di seguire il ritmo incalzante dell'orchestra. Doveva fare uno sforzo, si sentiva sempre in ritardo, ma cerc di fare del suo meglio. Man mano che la musica cresceva prese coraggio, si lasci andare, i piedi che si muovevano velocissimi, si', cazzo, era ancora il migliore! Si lasci travolgere dal ritmo, piu' sciolto che mai, rapido e coordinato, leggero come una piuma, la gente applaudiva...
Successe in una frazione di secondo. Qualcuno doveva aver rovesciato qualcosa sulla pista. Il piede d'appoggio and per conto suo, d'istinto cerc di mantenere l'equilibrio con un colpo di reni, volteggi in avanti, ma non riusci' a fermarsi.
Quando sollev la faccia dal pavimento not alcune gocce di sangue sulle mattonelle. Il naso gli faceva un male d'inferno.
Gigi e Sticleina lo aiutarono a rialzarsi, l'orchestra aveva smesso di suonare, il fisarmonicista si sporgeva dal palco, preoccupato: - Oh, ragazl, cum stt?
- Non  niente, ho soltanto sbattuto, - disse Pierre tamponandosi il naso.
Si guard intorno, tutti lo fissavano. Non era mai successo. Nei loro occhi poteva leggere una strana ansia. Si sentivano delusi e traditi: il sovrano era caduto dal trono senza che nessuno lo spingesse.
- E pulitela bene, 'sta pista! - ringhi Gigi mentre
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