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parte significava pensione anticipata per Steve "Son-of-a-bitch" Cemento. Una volta a Napoli avrebbe messo i tre chili al sicuro insieme al resto, in attesa di fissare l'appuntamento con Toni il lionese. Doveva stare attento. Luciano l'avrebbe spedito a Marsiglia a trattare la partita piu' grossa. Niente cazzate. Steve "Cautela" Cemento in azione. Incontrare i compratori per la sua droga. Il viaggio in Francia per conto di Luciano era la miglior copertura del mondo. Steve il Ligio vende l'eroina del serpente, e senza che nessuno se ne accorga, vende anche la propria. Nessuna sbavatura. Tutto regolare. Restava soltanto da decidere dove sparire.
Zollo vide il mozzicone incandescente roteare fuori bordo, compiere una parabola perfetta e spegnersi tra le onde. Estrasse dalla tasca la fiaschetta e si concesse un sorso di consolazione.


Capitolo 56
Napoli, 2 maggio


Arrivo' sballottando dentro un furgoncino anonimo, dopo un viaggio tutt'altro che piacevole. Botte e scossoni dovevano averlo danneggiato, ma non poteva pretendere da quei baluba le precauzioni che meritava. Il tizio con le mani grandi e il berretto sugli occhi se lo carico' su una spalla con un mezzo gemito. La porta si spalanco' di fronte a loro: ci passavano a malapena.
Un omone grosso e scuro, con lo stecchino piantato in bocca, indico' la nicchia di una credenza, buona al massimo per il modello base. Ma con chi cazzo credevano di avere a che fare quei cavernicoli? Un McGuffin Electric Deluxe non e' un semplice accessorio, ma parte integrante dell'arredamento di una casa moderna: largo la bellezza di ventotto pollici per ventiquattro di altezza, con cinescopio rettangolare da diciassette, e' disponibile in diversi colori per meglio adattarsi al tono della vostra mobilia. Mani Grandi aveva un bel da spingere, spalleggiato da Stecchino, ma non c'era nulla da fare, chiaro, e per fortuna se ne accorsero, dieci bestemmie piu' tardi, prima di graffiargli l'involucro in finto legno, ottimo accostamento per buffet in radica, del tutto fuori luogo sulla formica blu.
Alla fine, lo adagiarono su due seggiole accostate. Stecchino indietreggio' tre passi, lo contemplo' con la testa inclinata, neanche avesse dato l'ultimo ritocco al Mose', si avvicino' di nuovo per inserire la spina, poi grido' un nome tipo Concetta, due, tre volte, finche' nella stanza non comparve una grassona ingrembiulata che si produsse subito in una serie interminabile di critiche sulle dimensioni del nuovo arrivato. God, quanta ignoranza!
Stecchino fissava il pavimento, di sbieco, nel disperato tentativo di trattenersi, uno sforzo titanico che non ebbe successo: - Statti zitta, - esplose qualche minuto dopo. - Mannaggia la maronna, muta!
Ottenuto il silenzio, l'uomo si frego' le mani piu' volte, quasi a caricarle di un potere taumaturgico. Avanzo' cerimonioso, punto' l'indice sulle varie manopole, ne scelse una. Torno' accanto alla moglie quasi correndo, si afferro' il mento, piego' la testa di lato, attese. McGuffin non dava segni di reazione. Ripete' tutto daccapo, compreso lo sfregamento di mani. Scelse la manopola accanto alla precedente, ma per uno sfasamento elettrico, invece del televisore, si accese la moglie.
- Bella fregatura t'hanno rifilato, - gracchio' la megera. Stecchino non si perse d'animo. Tento' ogni soluzione, compreso schiaffeggiare il povero McGuffin come un figlio disubbidiente. Mentre il marito agitava il pugno davanti allo schermo con frasi minacciose, la donna si avvicino' al prezioso apparecchio, convinta di poter dare un contributo essenziale.
Ma non c'era niente da fare, purtroppo. Lo avevano danneggiato, era piu' che evidente. Sbatacchiato a destra e a sinistra in un furgoncino, senza nemmeno una coperta attorno, su un percorso sconnesso e pieno di buche, cos'altro s'aspettavano? Era solido, ma non indistruttibile. E la riparazione sarebbe costata una cifra.
Il naso della strega sfioro' la griglia dell'altoparlante. Aveva notato qualcosa.
- Ecco, - dichiaro' raggiante. - Mo' tutto
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