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montacarichi, e vide un tizio di spalle, piegato in due, una mano sulla parete e l'altra a stringersi le budella. In mezzo alle gambe divaricate, un piccione lo fissava da dietro le sbarre di una gabbia.
- E tu chi minchia sei? - domando' Zollo al piccione, non appena i conati si interruppero.
Il tizio volto' soltanto la testa, senza cambiare posizione. Un ragazzo. Biascico' qualcosa di incomprensibile, poi riusci' ad articolare:
- Wh-what?
Coi vigili di Bologna il trucco dell'inglese funzionava sempre. Serviva a guadagnare due minuti, il tempo di inventarsi qualcosa. Pierre ne aveva indubbiamente bisogno. Il tizio con l'accento siculo che gli stava davanti era parecchio grosso e a giudicare dall'abbigliamento non si trattava del primo coglione.
- You're not in the crew, ain't you? Who are you?
Come gia' con Cary Grant, Pierre riusci' ad afferrare soltanto l'ultima parte della domanda. Il tizio sapeva l'inglese molto meglio di lui. Coi vigili di Bologna, non gli era mai successo. Meglio non tirarla troppo per le lunghe.
- Mi chiamo Robespierre Capponi, signore. Mi sono imbarcato a Dubrovnik.
- Ah si'? E come minchia sei salito?
Il marinaio gliel'aveva detto chiaro: se ti scoprono, non fare il mio nome. A te non fanno niente, non vogliono guai con la dogana. Io perdo il lavoro.
La risposta gia' pronta: - Ieri notte, mentre caricavano, mi sono nascosto tra le casse e sono salito.
- Hai fatto una puttanata. Motivo?
- Dovevo tornare con un amico, ma ho avuto un contrattempo, sono dovuto partire subito...
- Che tipo di contrattempo?
Pierre scrollo' la testa: - Se ve lo racconto non mi credete.
Zollo si avvicino' al ragazzo con uno sguardo che avrebbe fatto cacare sotto un lupo.
- Sentimi bene, ragazzo. Non mi fotte una minchia di cosa t'e' successo. Adesso mi racconti tutto quanto senza tante stronzate, okay? - Era una delle frasi piu' lunghe che avesse mai rivolto a un estraneo.
- D'accordo, - rispose Pierre con gli iceberg nel sangue. - Parto dall'inizio: ero su un'isola, a trovare mio padre e mentre ci facevamo i fatti nostri, qualcuno ha tentato di rapire Cary Grant, che era pure lui sull'isola, lo so che e' incredibile, ma e' cosi', glielo giuro, allora mio padre ha sparato e i rapitori sono scappati...
- Bullshit! - lo interruppe Zollo. - Cosa c'entra Cary Grant? Ieri sera partiva il ferry per Bari. Avevi tanta fretta, potevi prendere quello.
- Come? E i soldi dove li trovavo?
- Ho capito. Sono i soldi il problema.
- Si'... cioe' no, insomma, ve l'ho detto: questa cosa che e' successa... - Pierre non nomino' l'attore per evitare che l'altro si innervosisse. - Aspettate, guardate qua, ho le prove, - si frugo' in tasca e tiro' fuori la copia di Casino Royale. - Vedete questo libro? In inglese? In Italia mica si trova. Me lo ha dato lui in persona, cioe', se l'e' dimenticato sulla spiaggia e io...
Zollo si ritrovo' in mano il libro di Ian Fleming e per istinto si mise a sfogliarlo.
- Purtroppo, - prosegui' Pierre affiancandolo, - non c'e' nulla che dimostri che e' proprio suo. Le sottolineature a matita sono tutte mie, parole che devo controllare sul dizionario, vedete?
- Shut the fuck up! - sbotto' Zollo. - Prega che nessuno sbirro ti viene a cercare e io ti lascio perdere. Ma se ti vedo in giro sulla nave, se ci metti nei guai, ti butto fuori con un'ancora ai piedi.
- D'accordo, - inghiotti' Pierre. - Non vi daro' problemi.
Zollo lo fisso' un lungo attimo, poi giro' i tacchi, supero' il montacarichi e quando si volto' per domandare che minchia fosse quel piccione, il ragazzo e la gabbietta erano spariti.
Torno' sul ponte superiore. L'aria fresca della sera gli piaceva. Il ragazzo con la gabbietta era un poveraccio qualunque, probabilmente un pazzo. Cos'era quella cazzata di Cary Grant? Si finisce con l'incontrare la gente piu' strana. Niente per cui farsi venire il sangue amaro, comunque. Non adesso che le cose giravano per il verso giusto. La cresta sull'ultimo carico ammontava a tre chili. Aggiunta a quelli gia' messi da 
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