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sul grande schermo, centimetro per centimetro, per carpire il segreto dello stile perfetto.
- Soccia, Cary Grant!
L'emozione ottunde il cervello, chiama all'appello il suo inglese. La mascella rifiuta di chiudersi.
Cosa dire? Cosa dire!
- This is a film... isn't it? - Un divo di Hollywood, su una spiaggia sperduta della Dalmazia, inseguito da tre loschi figuri. Che altro puo' essere se non un film?
Grant sbircia oltre le rocce: - I'm afraid not.
Not? E che cazzo e' allora?
Ancora uno sforzo, senza smettere di guardarlo.
- What's... happening, Mr. Grant?
Espressione a meta' tra il preoccupato e l'autoironico:
- Believe me, I don't have a clue!
"Glue"? La colla? Che cazzo c'entra? Riproviamo.
- You don't know... who are... these men?
L'avesse visto Fanti, discutere in inglese con Cary Grant!
- Absolutely not. And you? Where have you sprung from? Who are you?
Pur capendo soltanto meta' dell'ultima domanda, Pierre ripesca qualcosa dalla prima lezione di Fanti e abbozza:
- Nice to meet you. My name is Robespierre Capponi. I'm twentytwo and I'm from Bologna, Italy.
L'uomo piu' stiloso del mondo osserva la mano tesa del ragazzo con una vena di sconcerto. La stringe in fretta, e torna a lanciare occhiate verso la spiaggia.
- Robespierre... We might as well call Napoleon and Lafayette to save our hide.
- Come? What?

Le voci provengono dalla grotta.
Le schioppettate ne hanno fatti scappare tre. Il quarto deve aver catturato Robespierre. Lo sta interrogando.
Vittorio avanza scalzo, attento a non far rumore. Costeggia con la schiena la parete che si apre sulla grotta, fino a un metro dall'imboccatura. Si concentra un secondo, poi scatta, Mauser spianato in avanti, pronto a colpire.
- Stoj!
L'urlo rimbomba e l'eco si mescola alla voce di Robespierre: - Non sparare, babbo, sono con Cary Grant, non sparare!

Quando arrivano sull'altra spiaggia, le guardie del corpo sono ancora li', stese.
Cary ascolta con pazienza le domande dell'italiano dal nome francese, un simpatico giovane che ha visto un sacco di suoi film e vorrebbe saper sorridere come lui.
Il padre, burbero e trasandato, insiste per farsi tradurre una domanda, ma il ragazzo non gli da troppa corda.
In ogni caso, trasandato o no, e' lui che ha sparato, mettendo in fuga gli inseguitori.
Cary gli porge la mano per primo, in segno di gratitudine. Il ragazzo lo prega di non informare le guardie della loro presenza sull'isola.
- Cross my heart! - risponde Cary segnandosi il cuore con un dito.
Dietro di lui, un bodyguard sta provando a svegliarsi.

Braccia pesanti, vista appannata. Il capitano Franko Spiliak tenta di alzarsi, ma i muscoli non rispondono bene. Voci. Tre uomini, ma forse e' uno solo, moltiplicato dall'allucinazione narcotica.
Infatti, quando riesce a mettersi sulle gambe e a regolare il cristallino, l'uomo e' uno solo.
Cary Grant, sano e salvo, seduto pressappoco nella posizione di prima, stessi occhiali da sole, stessa polo e niente libro in mano.

Sette ore piu' tardi, ancora molto confuso, Pierre scendera' sulla spiaggia per un sopralluogo.
- D'accordo, - lo incalzera' il padre. - Non sapeva chi e' quella gente. Pero' hai chiesto cosa faceva lui da queste parti?
- Ma si', babbo, te l'ho spiegato. Vogliono fare un film su Tito e Cary Grant e' venuto per incontrarlo. Tutto qui, niente di strano.
- E quelli, allora? Arrivano, mettono kappao' le guardie del corpo, inseguono l'americano e scappano dopo tre colpi. Tutto questo, e lui e' qui solo per il film. No, Robespierre, qualcosa non torna.
- In ogni caso, puoi stare tranquillo. Non e' per te che sono venuti, giusto?
- Non puoi mai sapere. Questa e' una cosa che attira attenzione. Gia' domani, qui, possono arrivare soldati. Bisogna pensare bene a cosa fare.
A pochi passi dalla grotta, il cane affondera' il naso nella sabbia e si mettera' a raspare.
- Radko, fa' vedere, cos'hai trovato? - Pierre allunghera' una mano sotto il muso dell'animale.
Un libro. Nove cuori sanguinanti attorno al titolo,
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