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Walt Disney!" Tito ridacchia e pensa alla regina cattiva di Biancaneve che interroga lo specchio. Pensa a Kardelj, a Djilas, a decisioni tanto difficili da prendere. Pensa a Mosca, alle purghe, ai piani sempre piu' vuoti dell'Hotel Lux. Poi ricompensa l'ospite con alcuni aneddoti. Subito dopo la guerra qui arrivo' una troupe cinematografica russa, anche loro volevano fare un film sulla nostra Resistenza. In realta' era una masnada di cialtroni, beoni e bagasce di ultima, si sbronzavano tutto il giorno e tutta la notte, attaccavano briga per ogni sciocchezza, piu' volte la nostra polizia dovette risolvere i problemi che causavano. Il film era una porcheria. La nostra guerra ne usciva come un conflitto secondario, un diversivo per tenere occupata l'Asse mentre l'Armata rossa faceva il vero lavoro. E invece qui abbiamo rotto la schiena al Duce prima e ai tedeschi dopo. Il vostro Churchill lo capi' dopo la Quinta offensiva, anche se poteva capirlo prima e molti compagni sarebbero ancora vivi. Ah, e' vero, voi non siete piu' inglese, cioe', intendo dire che siete inglese ma nazionalizzato americano. Avrebbe dovuto dire "naturalizzato", ma Cary non lo corregge. Si sente bene.
Oggi abbiamo gli elementi per dire che in quella troupe c'erano spie di Stalin. Era un primo tentativo di destabilizzazione. Ci hanno sempre temuti. Tito conclude, si fa per dire, con un accenno al sapersela cavare da soli anche quando non sembra necessario. Meglio non dover niente a nessuno. Grant sorseggia il caffe', ottimo, e delizia l'interlocutore con dettagli sulla conquista dell'indipendenza artistica ed economica. Tito e' ammirato, davvero. E questo film, allora? Tito sorride, si accende una sigaretta, alza le sopracciglia interrogativo. No, non mi da' fastidio. Sapete, io ho smesso, grazie a mia moglie. Prima fumavo, eccome. Grazie a vostra moglie? E cos'ha fatto, se e' lecito? Ha minacciato di non...? I due uomini ridono. No, no, mi ha ipnotizzato. Veramente? Ma funziona? Posso garantirlo. Vostra moglie e' ipnotista? Be', lei ci ha provato, e ci e' riuscita. Sapete, e' seguace di quelle discipline orientali che vanno di moda in California, non credo altrettanto in Jugoslavia. Tito soffia un anello di fumo. Mettero' al lavoro una commissione di medici. Se mi confermeranno che funziona, un giorno l'ipnosi sara' contemplata nel piano di sanita' pubblica. Se esiste, il popolo ne ha diritto. Cary inarca il sopracciglio. In fin dei conti, siamo in Oriente.

Sapete dove ho conosciuto il primo cittadino statunitense? A Mosca, sotto la doccia. All'Hotel Lux, dove risiedevano i comunisti stranieri. L'acqua calda non c'era a tutte le ore, e quando c'era finiva quasi subito. Mosca non e' Palm Springs, faceva un freddo cane. Per riuscire a lavarci, entravamo in due sotto la doccia. Cosi' conobbi Earl Browder, grande leader del comunismo americano. Si candido' alla presidenza, se non sbaglio. Non so che fine abbia fatto, ma di sicuro non se la passa bene con quel tanghero di McCarthy. Oh, a lui ci penso' Stalin. Cosa? Lo hanno fatto fuori? Non fisicamente, ma nel '44 dichiaro' che capitalismo e comunismo potevano convivere, e fu rimosso dall'incarico di segretario del Partito. Due anni dopo il Cominform lo defini' "deviazionista", e lo espulse. Non so di cosa viva oggi. Io lo vedo come un precursore di cio' che stiamo tentando. Browder era per una via statunitense al socialismo.

Vi ho visto in quel film dove vi vestivate da donna. Quale, quello col leopardo o quello dello sposo di guerra? Lo sposo di guerra. Davvero spassoso. E quello con la cantina dei nazisti. Notorious. Terrificante. Sapete, i miei Servizi segreti mi hanno consegnato un dossier su di voi. Non temete, nulla di compromettente ai miei occhi, anzi. Avete servito il vostro paese e la causa antifascista in un settore d'importanza capitale come l'intrattenimento. Cary trattiene il respiro. Quello che volevo dire e': nelle fotografie portate abiti dal taglio eccezionale. Anch'io ci tengo, sapete. Noi figli di proletari
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