<A HREF="54_primaparte101"><</A>
fianco allo chauffeur.
- Qualcosa non va, sir?
- Potete prestarmi un attimo il giornale?
"Intervista esclusiva con CARY GRANT: Ora sono un uomo felice!" era il titolo. I vari sottotitoli componevano questo messaggio: "A un anno dal suo ritiro dal cinema, abbiamo rivolto alcune domande al piu' famoso attore britannico del mondo - Nella sua residenza di Palm Springs: "Mi dedico a mia moglie" - Ma c'e' chi giura: presto tornera' a recitare".
Per qualche frazione di secondo Cary temette il peggio: Bondurant alle prese con un giornalista! Raymond e Betsy avevano permesso una cosa simile? Leggendo, si rese conto che l'articolo e la cosiddetta "intervista esclusiva" erano un collage di vecchie dichiarazioni, con reiterazione di scorrettezze a suo tempo rettificate. Il cronista, tale Paul Moorish, non era stato in casa sua (non forniva descrizioni) ne' aveva incontrato il sosia. Un diversivo che gridava "mio" dalla prima all'ultima riga. C'era anche una foto...
- Per Dio! Mettetemi subito in contatto coi vostri superiori! - eruppe nell'abitacolo, constatando che nella foto c'era Bondurant, sorriso volonteroso e cravatta sbagliata.
Una cravatta regimental! Non si devono mai portare cravatte regimental a meno di non appartenere al club o all'istituzione "dichiarati" da quei colori. La foto era in bianco e nero, ma la cravatta sembrava una Royal Pioneer Corps. Tipica gaffe da yankee facilone. Su un quotidiano inglese. La "sua" faccia!
Fu cosi' che, per un po', Cary smise di pensare a Tito e si dedico' a strigliare telefonicamente i servitori di Sua Maesta', salendo la scala gerarchica a balzi di tre gradini finche' non parlo' con Sir Lewis in persona e minaccio' di abbandonare la missione se si fosse verificata un'altra consimile caduta di stile.


Capitolo 48
Bologna, Villa Azzurra, 26 aprile


Fuori piove da ore.
A lui piace un sacco l'odore dell'erba bagnata e il fango e l'aria umida e l'asfalto lucido lucido che dov'e' piu' liscio ti ci puoi specchiare. Un sacco: la gente passa con l'ombrello basso in testa come tanti vampiri e l'acqua scroscia giu' per la grondaia e la luce dei lampioni gocciola sulla strada.
A lui piacerebbe alzarsi, adesso, aprire la finestra, far entrare tutto quell'odore buono e mandare fuori il lisoformio, bleah, terribile, annusi due gocce e ti pare di averne due litri giu' nello stomaco.
Poi il lisoformio fa venire in mente le brutte cose, quelle che non ci dovresti mai pensare, no, e' meglio che non ci pensi, da'i, facciamoci un giro. Si', si', un giro. La vuoi una sigaretta? Perche' quand'eri bimbo era quello che usava, la povera mamma, il lisoformio, giu' dentro il buco, per annegare il mostro che salta fuori a morderti il pisello. Muori, bruttocattivo!
Bisognerebbe proprio aprire la finestra, per far uscire i mostri. Pero' scusa, se il lisoformio li scioglie, i mostri, allora mica e' possibile che sono qui, nella stanza del lisoformio, per niente. E allora dove sono? Eh, lascia perdere, lui i mostri ce li ha qua dentro, meglio non parlarne.
Vorresti alzarti, ma non puoi mica. Perche' no? Eh, lo sai che quando sei agitato bisogna che stai a letto. Ma non e' successo niente, vero? Dillo, dillo: non e' successo niente. Noooo, cosa dev'essere mai successo! Si e' solo un po' agitato, ogni tanto gli succede, adesso gli diamo questa medicina speciale e gli passa.
Lui ogni tanto si agita, sai? Pero' il naso a un infermiere non l'aveva mai rotto. Ti pare? e' da quando gli hanno sospeso la medicina che non sta piu' tanto tranquillo.
Si puo' rompere il naso a un infermiere? Si puo' fare colazione di notte? Cosa mi dice un mio amico se ci strappo la merenda? Cosa succede quando ho i miei scatti? Fammi un esempio. Eh, lo sai che non ci devi strappare la merenda, a Giorgio, lo sai.
Vuoi una sigaretta?
Non si strappa la merenda agli altri. Per niente. La notte si dorme e non ci si alza e non si va in cucina a preparare il caffe' che poi ti fa malissimo. A Davide le sigarette non bisogna darcele, a tutti gli altri ce le
<A HREF="54_primaparte103">></A>