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convertibile veramente - color grigio scuro, che poteva comodamente raggiungere la velocita' di... "
Cary chiuse il libro, spense la luce e "lascio' vagare i pensieri verso il tunnel del sonno".
Frances Farmer arrivo' alle due del mattino. Archie e Cary la sognarono rinchiusa al manicomio di Fishponds, ma stuprata da paramedici americani, cento per cento rednecks, senza nemmeno urlare, poi sola, le ginocchia in una pozza di urina su cui galleggiavano chiazze di saliva e mozziconi di sigaretta.
"Archie, figliolo... Ti e' mancata la tua mamma?"
Attraverso una sola ugola, urlo' una folla di persone: un bambino di nove anni rincasato senza trovare la mamma; un attore famoso che incontrava la madre dopo ventun anni di separazione; un proletario inglese imprigionato nel corpo e nel mito dell'uomo piu' stiloso del mondo; un ex attore dilaniato dai dubbi sul futuro; il sosia di un tale Jean-Jacques Bondurant; un caucasoide che rimpiangeva l'invenzione di King C. Gillette; un agente segreto coinvolto in una bizzarra impresa diplomatica; un paranoico schizofrenico perseguitato dai fantasmi; infine, un tale "George Kaplan".
L'alberghetto si riempi' di voci e trambusto. Le guardie del corpo, in maniche di camicia, spalancarono la porta tenendosi fuori dal vano, si tuffarono sul pavimento della stanza puntando rivoltelle, poi videro che Cary era (apparentemente) solo, si rialzarono, e uno di loro chiese:
- Va tutto bene, Mr. Kaplan?
Cary, pigiama di seta blu scuro su cui si stagliavano due-tre piume bianche, barba lunga quasi mezzo pollice, li guardo' e rispose:
- Si'... Era solo un brutto sogno. Vi chiedo scusa.
Quando si congedarono, Cary si alzo', spazzolo' il pigiama, prese ago e filo dalla tasca della giacca e rammendo' lo squarcio nel guanciale. Sedette sul letto e riapri' il libro di Fleming. Il sesto capitolo s'intitolava: Due uomini col cappello di paglia.


Capitolo 47
In volo sulla Manica, 26 aprile


Gli agenti comunisti erano descritti come perfetti imbecilli, incompetenti dagli atteggiamenti equivoci, riconoscibili a cento yarde di distanza.
James Bond cammina sul marciapiede. Dall'altra parte del viale alberato, due strani figuri appoggiati a un platano, vestiti allo stesso modo: completo scuro "di tessuto pesante" (come lasciarsi sfuggire un simile dettaglio, a sole cento yarde di distanza?) e cappello di paglia ornato da un nastro nero. Ciascuno dei due ha una macchina fotografica a tracolla, benche' uno la tenga in un astuccio rosso, l'altro in un astuccio azzurro. Bond si dirige verso di loro chiedendosi da quale tipo di attacco gli tocchera' difendersi. Astuccio Rosso fa un cenno ad Astuccio Azzurro, che estrae la macchina, si china sulle ginocchia... ed e' dilaniato da una terribile esplosione. L'urto rovescia Bond, crollano i due alberi piu' vicini, gli altri se la cavano con le chiome bruciacchiate. Tutt'intorno, puzza di "montone arrosto". Dei due figuri non restano che brandelli sanguinolenti. Dopo qualche capitolo la spiegazione: due sicari bulgari. Le loro istruzioni: dall'astuccio azzurro si sarebbe sprigionata una cortina fumogena, quello rosso era una bomba da scagliare contro Bond. Protetti dal fumo, gli attentatori sarebbero fuggiti senza problemi. In realta' entrambi gli astucci erano bombe, il fine era eliminare Bond con la sicurezza di non lasciare in giro testimoni.
Incredulo, grattandosi la fitta peluria sulle guance, Cary aveva riletto l'intero brano ad alta voce, a beneficio della scorta.
- A chi vuole darla a bere questo Fleming? Prima di tutto, in Europa occidentale non c'e' riscontro di attentati dinamitardi materialmente eseguiti da agenti sovietici; in secondo luogo, una simile dinamica e' inverosimile; infine, se ogni operazione del nemico si concludesse con l'eliminazione degli esecutori, non ci sarebbe nemmeno il nemico!
- Ben detto, poi gli agenti sovietici non sono cosi', e nemmeno quelli dei Servizi di Sua Maesta': questo Bond e' un damerino, e la sua condotta durante la missione e' del tutto
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