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rimandare il riposo a piu' tardi.
Cary osservo' ancora l'uomo di fronte a lui. Passo' una mano sul mento ruvido e allento' il nodo della cravatta. Meglio sapere subito di che morte doveva morire.
- Visto che ci siamo, Sir Charles, preferirei chiarire le modalita' del viaggio. Una volta che le avro' conosciute, mi sara' piu' facile dormirci sopra.
L'altro verso' tre dita di scotch in due raffinati bicchieri e ne porse uno all'attore.
- Bene, Mr. Grant, - disse alla fine annusando il liquore. - So che volete visitare vostra madre a Bristol, ma immagino ci possano essere anche altre necessita' di cui non sono informato. Procederei in questo modo, allora. Prima vi illustrero' i dettagli del viaggio, poi vedremo come soddisfare le vostre richieste.
Con un cenno del capo Cary lo invito' a proseguire.
- Per quanto riguarda la visita a vostra madre, occorre fare molta attenzione. A Bristol siete conosciuto, vostra madre anche e i giornalisti di provincia sono sempre a caccia di notizie.
- In merito a questo, - lo interruppe Cary, - vorrei rassicurarvi. Per evitare assalti ho stipulato un patto con la stampa locale. Loro mi lasciano tranquillo e io in cambio, prima di tornare in America, convoco sempre i giornalisti interessati. Naturalmente non e' mia intenzione farlo in questa occasione, ma ecco, la casa di mia madre non sara' presidiata dai fotografi.
- Questo rende tutto piu' semplice, Mr. Grant. Avevamo pensato di organizzare l'incontro in un albergo ma a quanto capisco non sara' necessario.
- Per carita': mia madre non sopporterebbe di incontrarmi in un luogo estraneo, sarebbe nervosa oltre ogni limite.
Sir Charles riaccese la pipa tirando lunghe boccate e offri' un sigaro a Cary. La lontananza di Betsie si fece subito sentire. L'ex tabagista da tre pacchetti al giorno, aiutato dalla moglie a smettere, cedette subito alla tentazione. Sulla lingua il sapore pungente del sigaro si sposava all'aroma del liquore.
- Purtroppo non potremo evitarvi il viaggio in auto fino a Bristol. Non possiamo permetterci di utilizzare l'aeroporto civile, mentre quello militare non e' molto vicino. Pensate sia possibile chiedere a vostra madre di non parlare a nessuno della visita senza spiegare troppi dettagli?
- Non credo sara' un problema. Se cominciassi a parlare del Maresciallo Tito e degli interessi angloamericani in Jugoslavia sarebbe lei a fermarmi dopo le prime tre parole. Trovero' il modo per soddisfare la sua curiosita' senza rivelare nulla della missione.
- Bene, - sorrise Sir Charles con entusiasmo, - molto bene. Veniamo al resto allora. L'importante, Mr. Grant, e' che voi raggiungiate Trieste per la fine del mese. Tenendo fermo questo, potrete organizzare il vostro tempo come meglio crederete, con la clausola di avvisarci sempre dei vostri programmi e di evitare luoghi e mezzi pubblici.
Nei prossimi giorni dovrete essere edotto sui dettagli della missione. Partirete per Trieste dallo stesso aeroporto in cui siete atterrato questa mattina. Una volta la', sarete scortato da un'auto fino al confine, dove vi attendera' uno dei nostri funzionari che vi accompagnera' fino a Dubrovnik. Da li' gli jugoslavi vi condurranno alla residenza segreta di Tito, sulla quale non ho molte notizie: un luogo piacevole, certamente un'isola, nel sud del paese. Ovviamente uno dei nostri agenti restera' sempre con voi, il nostro uomo migliore, lo conoscerete domani. E questo e' tutto.
- D'accordo, Sir Charles, - rispose Cary. - Se per voi non e' un problema, partirei volentieri per Bristol domani. Mi fermerei la' per la notte e ritornerei qui il giorno seguente.
Forse era Archie ad aver parlato. Forse era l'approssimarsi dell'avventura, dell'ignoto. Archie Leach, cosi' vicino a casa, premeva per uscire.
- E ora, - continuo' Cary alzandosi in piedi, - se non c'e' altro, sarei proprio dell'idea di andarmi a riposare.
Porse la mano a Sir Charles che gli restitui' la stretta. L'autista, ricomparso sulla porta, chiese a Cary quali valigie scaricare.
Uscirono, il vento si 
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