<A HREF="54_primaparte076"><</A>
Probabilmente era una combinazione di magnetismo, posizione del sole e paesaggi familiari. Pretty impressive for such a small bird, don't you think?
Un messaggio dell'amico McCullock, che lo invitava a trascorrere l'estate nella sua residenza di Arklow, Irlanda, sul canale di San Giorgio.
Pierre riprese a parlare, due frasi, di nuovo silenzio. Fanti avverti' il punto di domanda lanciato da Pierre agganciarsi come un rampino alle fantasticherie celtiche in cui stava per perdersi.
- Scusa?
- Dicevo: visto che siete d'accordo, e anzi mi spronate a partire, me le prestate le trentamila lire? Vi ripago pian piano, little by little, ma vi ripago.
- Ti ho spronato a fare cosa? - Fanti s'immagino' di aver parlato ad alta voce, e forse Pierre aveva frainteso il suo stream of consciousness, immaginandolo collegato a quel che stava dicendo lui.
- Come a far cosa, professore? A partire per la Jugoslavia, per cercare mio padre! L'avete appena detto, che e' importante osare, partire, librarsi, se necessario "spezzare la nebbia col collo" pur di arrivare a destinazione. Ho venduto la bicicletta e l'orologio, ho da parte diecimila lire. Me ne mancano trentamila per arrivare di la' dall'Adriatico. Ma avete sentito quello che vi ho detto?
Fanti sospiro', si tolse la bombetta e si ravvio' i capelli. Richiamati i piccioni e richiusa la saracinesca del gabbione, si giro' verso Pierre, le mani in tasca e l'espressione cogitabonda: - Abbi pazienza, figliolo. Dovrai rispiegarmi tutto. Scendiamo in casa. Fancy a cup of tea?


Capitolo 33
Mosca, quartier generale del Primo direttorato centrale del Kgb, 3 aprile


Le informazioni al Ministero arrivavano sempre di prima mano. Il Comitato aveva ereditato l'intera rete.
Pochi anni prima erano state scoperte le talpe che fin dagli anni Trenta lavoravano dentro il Servizio segreto britannico. Le voci di corridoio dicevano che alcuni di loro erano "rientrati" a Mosca e che quelli rimasti "fuori" avevano preso precauzioni, ridimensionando la propria attivita'. Comunque stessero le cose, era gente in gamba, che aveva fatto carriera dentro le file nemiche, rinunciando all'amor di patria per servire la causa del socialismo. Nessuno, eccetto i grandi capi, sapeva chi fossero, ma Zhulianov provava per loro grande ammirazione. Adesso anche lui aveva un ruolo nel meticoloso ingranaggio.
Il materiale che aveva in mano proveniva da Londra. Dieci cartelle dattiloscritte con le informazioni di cui aveva bisogno.
Non si trattava di rapire un agente nemico, uno scienziato che voleva cambiare bandiera o un residente che doveva rientrare. Niente di tutto questo.
La persona da prelevare era uno degli attori americani piu' famosi, in realta' un inglese naturalizzato. Zhulianov ricordava tutti i film che gli avevano mostrato per perfezionare l'accento: decine, centinaia di film in cui la borghesia americana metteva in scena senza pudore la propria decadenza e corruzione morale. Drammi familiari, tradimenti, commedie degli equivoci, lusso ostentato. E gli squallidi film di guerra dove i russi non comparivano mai. Come se non fossero stati i primi a fermare Hitler, mentre gli angloamericani giocavano alle battaglie navali. I primi a entrare a Berlino, quando gli Alleati ancora arrancavano nei pantani del Reno.
Gli attori pero' non avevano colpa. Pezzi della grande macchina propagandistica americana, salariati di lusso che barattavano la dignita' in cambio di gloria e denaro. In Unione Sovietica il cinema era al servizio del popolo. Nei paesi capitalisti il popolo era al servizio del cinema. Milioni di lavoratori storditi dalle commedie hollywoodiane perche' dimenticassero la condizione di sfruttati e corressero a spendere i soldi ai botteghini.
La fotografia di Cary Grant campeggiava in cima alla documentazione, insieme alla descrizione fisica e ai segni particolari. Le direttive erano chiare: avrebbe comandato una squadra di quattro elementi, militari preparati e motivati. Si trattava di individuare l'obiettivo, intercettarlo,
<A HREF="54_primaparte078">></A>