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trascorsi sei anni, durante i quali aveva soprattutto studiato, perfezionato la conoscenza delle lingue e potenziato la memoria.
La memoria. Come aveva potuto capire fin da quando era stato trasferito li', la maggior parte dell'attivita' del Ministero era volta ad accumulare informazioni. Centinaia di migliaia di dossier, schede, profili, dati personali. Su tutto e tutti. Ottenere e detenere informazioni, questo era il vero potere del Ministero, oggi Kgb.
Il segretario lo accolse senza sorrisi, controllo' il tesserino e gli disse di aspettare in anticamera, dopodiche' si infilo' dietro una porta e lo lascio' solo.
Attese cinque minuti prima che il segretario uscisse e gli dicesse di accomodarsi.
Una stanza ampia e poco luminosa. Tendaggi pesanti impedivano alla luce di entrare. In un primo momento distinse solo una sagoma scura dietro la scrivania di mogano nero. Una lampada da tavolo illuminava le mani di un uomo.
Il generale Serov disse: - Avanti, compagno.
Zhulianov raggiunse lo scrittoio, batte' i tacchi e fece il saluto militare in omaggio ai vecchi tempi berlinesi.
Il generale non ricambio': - Siedi.
Da vicino faceva paura. Cinquant'anni ben portati, fisico asciutto, capelli appena spruzzati di grigio, i tratti del volto duri, come scolpiti nella roccia. Ma soprattutto erano gli occhi. Grigi, impassibili, se li ritrovo' piantati in faccia. Ricordo' il consiglio del capo dipartimento e non abbasso' lo sguardo.
I due uomini rimasero zitti per lunghi secondi. Zhulianov immobile, non un gesto per allentare la tensione, evito' anche di deglutire. L'esame era cominciato.
Poi il generale disse: - Compagno Zhulianov, da questo momento sei trasferito al Primo direttorato centrale, Sottodirettorato S.
Gli "illegali", penso' Zhulianov trattenendo l'emozione.
- Sei stato scelto per una missione di livello 4. In base al curriculum ritengo che tu sia il piu' indicato per il tipo di impegno richiesto. Si tratta di un incarico di estremo rischio e importanza. Non sei obbligato ad accettare, ma la dedizione al Partito e al paese mi lasciano supporre che non ti tirerai indietro.
Zhulianov assimilo' le informazioni cercando di restare calmo. Si profilava la grande occasione.
Il generale riprese, senza togliergli lo sguardo dalla faccia, ogni reazione sarebbe stata registrata: - Il livello 4 prevede la possibilita' di perdere la liberta' e la vita. Gli stessi rischi che hai gia' corso combattendo contro gli invasori tedeschi e infiltrandoti a Berlino Ovest dopo la guerra. Il successo della missione contribuira' al mantenimento della pace e alla difesa dell'Unione Sovietica dai suoi nemici -. Una pausa. - Non ritengo tu abbia bisogno di ulteriori informazioni per prendere una decisione.
Di nuovo silenzio. Zhulianov attese. L'espressione del generale non muto'. Aggiunse: - Hai ventiquattro ore per decidere.
Zhulianov capi' cosa doveva dire.
- Non sara' necessario, compagno generale. Accetto senza riserve l'incarico che mi vorrai assegnare, nell'interesse dell'Unione Sovietica.
- Molto bene. I dettagli dell'incarico sono contenuti nel fascicolo che ti verra' consegnato al termine di questo incontro. Dovrai impararli a memoria. Intanto sappi che dovrai recarti in un paese ostile per prelevare una persona contro la sua volonta'. L'incolumita' del soggetto dovra' essere garantita a rischio della tua stessa vita. Se le condizioni contingenti dovessero rivelarsi troppo pericolose per l'incolumita' del soggetto, dovrai considerare sospeso l'incarico. Ma il Comitato fara' in modo che questo non accada.
Di nuovo silenzio. Zhulianov sentiva l'orgoglio gonfiargli il petto, ma si sforzo' di non darlo a vedere.
Il presidente del Kgb gli allungo' una cartella azzurra.
- Ci rivedremo martedi' prossimo. Per allora dovrai avere mandato a memoria il contenuto del fascicolo -. Non un gesto di commiato. - Il Comitato confida in te, compagno Zhulianov. Puoi andare.


Capitolo 32
Bologna, 2 aprile


Il crombie grigio arrivava poco sotto le ginocchia e lo
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