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lo sai. La vita non e' come nei film, non incontri Cary Grant sul treno che si innamora di te e ti porta in America. Vai pure in Jugoslavia se vuoi, poi vienimi a dire se e' tanto meglio di qua.
Pierre ando' ad abbracciarla e la strinse forte. Si accoccolarono sul divano e lui la cullo' dolcemente, cercando di tarla addormentare: - Ssssch. Facciamo che eravamo due lepri nella tana, e fuori c'era la neve e molto freddo e avevamo tante provviste per l'inverno, e ci scaldavamo a vicenda con le pellicce.
Mentre parlava e le passava una mano tra i capelli, senti' il respiro di lei farsi piu' pesante.
Aveva ragione, c'era qualcosa di strano in lui. E certo non era facile capire.
Suo padre, la Jugoslavia, i titofascisti.
Il sonno arrivo' a spegnere i pensieri.


Capitolo 28
Palm Springs, California, 15 marzo


Jean-Jacques Bondurant si sforzava di guardare lo schermo.
Faticava a tenere le palpebre alzate, e sudava, Nom de Dieu! Se solo avesse inarcato le sopracciglia, il parrucchino sarebbe caduto sugli occhi. Faceva caldo, li' dentro.
Ora si passava sulla fronte i polpastrelli della mano destra, tenendo il pollice premuto nell'incavo della tempia, a prevenire l'imminente emicrania. Poco prima, esplorava con l'indice la zona umida sopra l'attaccatura del naso. Fino al giorno precedente, tra le sopracciglia faceva da ponte un ciuffo di peli. "Sfoltire! Sfoltire! Qui non bastera' un semplice ritocchino!" aveva detto l'estetista.
Ancora piu' strana la superficie piana lasciata dalla rimozione del neo. A fatica ci avrebbe fatto l'abitudine.
Che altro? Sbiancati i denti, tolto (a fatica) l'anello d'oro...
Se solo qualcuno li avesse visti, seduti l'uno accanto all'altro, due repliche dello stesso viso nella luce tremolante. Bondurant stremato dall'interminabile matine'e di commedie grantiane; Grant attentissimo, braccia abbandonate sulle cosce, natiche sul bordo della poltroncina. Ma non c'era nessun altro, nella saletta.
In quel momento, nel film in bianco e nero, una terza versione (piu' giovane) di Cary Grant sedeva a gambe incrociate e braccia conserte, sul volto un sorriso di beatitudine, quello di un uomo che assapora fino in fondo il proprio trionfo.
- Stop! - grido' alzando un braccio una delle due versioni a colori, quella non sudata.
Fotogramma fisso, una delle scene-culmine di The Awful Truth, 1937.
- Provateci voi, adesso! - ordino' Cary al sosia. - Ma prima ricomponetevi, per l'amor del cielo! Siete fradicio di sudore!
Bondurant s'asciugo' col fazzoletto e risistemo' la moumoute sulla vetta del cranio.
- Non c'e' bisogno di essere cosi' agitato, vi ho detto che state facendo progressi! Forza, voglio vedervi in quella posa, stesso sorriso, stessa aria soddisfatta.
Bondurant incrocio' le gambe, si prese i gomiti tra le mani, poi inarco' la schiena all'indietro e cerco' di imitare quel sorriso.
- Non ci siamo, Mr. Bondurant. Manca l'atteggiamento. Diro' di piu': manca il sentimento. Cerchero' di mettervi nella giusta predisposizione d'animo. Voi avete quarantatre anni, giusto?
Bondurant annui' con troppa foga, e dovette risistemarsi la perruque. Grant se ne accorse e sbotto':
- Cribbio, dove l'hanno trovato questo parrucchino che non fa che scivolare? In un negozio di scherzi?
Si tolse di tasca un taccuino rilegato in pelle nera, scribacchio' un appunto, poi riprese: - Torniamo a noi: nei vostri quarantatre anni di vita, c'e' stato un momento in cui vi siete detto: "Il piu' e' fatto"?
In che s... Ah! Certo! "Le plus gros est fait"! Aveva capito. Grant intendeva un momento di soddisfazione, in cui il se la coula douce.
- Ma si', sicuro, quando fini' la guerra e tornai dal fronte italiano.
- Bene, Mr. Bondurant. Quando siete tornato a Montreal vi avranno fatto una festa, o sbaglio?
- Certo, e ne fui felice. Dopo quasi cinque anni rivedevo Charlotte, la mia fidanzata.
- Benissimo. Chiudete gli occhi.
Bondurant esegui'.
- Immaginate di essere a quella festa. Avete appena ballato con la vostra Charlotte. Vi sedete sul
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