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domande. Per questo mi sono rivolto a te.
- Un viaggio, anche da clandestino.
- Esatto.
- e' rischioso. Se ti beccano finisci in galera qualche anno.
- Solo gli stupidi finiscono dentro, - sentenzio' Pierre con aria da duro.
- Allora forse stai per fare una stupidaggine.
- Va bene -. Pierre provo' a sorridere, ma riusci' a sollevare solo un angolo della bocca. - Diciamo allora che ne vale la pena. Come valeva la pena che te, mio fratello, mio padre e tutti gli altri facevate il vostro dovere quand'era il momento. Certe volte, vale la pena.
Ettore ricambio', un sorriso pieno che si spense quasi subito.
- Non saresti l'unico che rischia, e il rischio degli altri va pagato.
Pierre lo fisso'. Avrebbe voluto domandargli se aveva superato l'esame, ma si trattenne.
- Quanto?
- Non ne parliamo qui, - taglio' corto Ettore, vedendo avvicinarsi il cameriere. - Ti faro' sapere da Gas quando possiamo incontrarci per discuterne meglio. E non ti illudere: non so nemmeno se si riesce a organizzarla, la cosa. Cerca di non pensarci, e tempo dieci giorni ti faccio sapere di piu'.
Il cameriere si avvicino' e chiese se volevano altro. Ettore ordino' ancora due cognac, vide la smorfia preoccupata sul volto di Pierre e disse:
- Questo lo offro io, - e strizzo' gli occhi, irritati dal fumo.
Ma forse era un cenno d'intesa.


Capitolo 26
Bologna, bar Aurora, 12 marzo


Il venerdi', al bar Aurora, e' il giorno della "schedina". A Bologna, specie in centro, ci sono dei bar che tu arrivi, prendi il fogliettino, ti siedi a un tavolo un po' da parte e cominci a riempire le colonne di unoicsdue. Da noi non si puo', fan cosi' soltanto i forestieri, perche' la schedina riguarda tutti, e' una cerimonia comune, che per riuscire bene ha bisogno della fortuna di molti e dell'esperienza di qualcuno.
La fortuna, si sa, e' una cosa che la puoi avere, come no, pero' ci sono delle cose che aiutano, come quelli che allo stadio ci vanno solo con la cravatta di quando il Bologna ha battuto l'Inter. E se gli fai notare che l'ultima partita in casa la Roma c'ha rifilato due pappine, ti dicono che senza quella cravatta ne avremmo prese almeno il doppio e non c'e' verso di fargli cambiare idea.
Allo stesso modo, la Sisal si compila il venerdi' all'una puntuale. Mentre noialtri la scriviamo, quei pochi che non gli interessa possono pure giocare a biliardo o far due chiacchiere senza disturbare, ma nessuno deve fare un tarocchino, un tressette o una scopa, perche' anche quelli sono giochi che conta la fortuna, e nel momento della schedina la buona stella del bar Aurora non deve distrarsi. Come dire che anche su questo, noi comunisti, siamo contrari alla proprieta' privata.
- Cosa dici, Melega, Triestina-Juve mettiamo due? - chiede il Barone rosicchiando il fondo della biro.
L'esperto sfoglia il taccuino, poi emette la sentenza: - Nella Juve ci manca Hansen, che non e' proprio uno sdozzo, e a Trieste nel girone d'andata non ha vinto nessuno. Per me pareggiano, al massimo ics due.
Il Barone ci pensa un attimo poi mette giu' la testa e scrive. Altri annuiscono e fanno il segno ics di fianco alla partita. Walteru'n e' ancora indeciso. Pierre, poggiato sul bancone, prova a tirare le somme, perche' ognuno fa la sua schedina e ci scrive quello che vuole, ma la schedina del bar, quella comune, che se vinciamo prendiamo il televisore, la compila lui, dopo che tutti si son messi d'accordo.
- Cosa faccio allora, metto ics?
- Metti, metti, - lo invita Stefanelli, l'altro esperto.
E siccome nessuno ha da ridire, il pareggio viene preso per buono.
Al bar Aurora qualsiasi argomento ha il suo esperto. Per il Totocalcio ce ne sono addirittura due: Melega e Stefanelli. Sono di quelli che leggono lo "Stadio" tutti i giorni e si scrivono le notizie importanti su un quadernetto, per essere sicuri di non scordarsi niente. Sanno quali sono i giocatori infortunati e quelli che stanno meglio, conoscono i risultati delle partite degli ultimi vent'anni e ti dicono se quella squadra li', contro
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