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sinistra fermati nella capitale
dove le forze di P. S. a cavallo hanno sciolto cortei comunisti
- Due commissari feriti da sassate e numerosi agenti contusi -
La morte di un dimostrante


"Il Resto del Carlino", 18/02/1954.

Il gabinetto Scelba si presenta oggi in Parlamento
IN ATTO LA MANOVRA COMUNISTA
PER SOLLEVARE LE MASSE CONTRO IL GOVERNO
Le sinistre intendono scardinare il nuovo Ministero prima
ancora che si sia messo all'opera per combattere la miseria.
Speculando sugli incidenti da esse provocati
cercano di creare fratture nella compagine governativa

Gravi incidenti in provincia di Caltanissetta
QUATTRO PERSONE UCCISE DALLA FOLLA
CHE FUGGE PER UNA CARICA DELLA POLIZIA
A Mussomeli le forze dell'ordine
costrette a far uso di bombe lacrimogene


"Il Resto del Carlino", 20/02/1954.

Dopo la conferenza a quattro
UNA DICHIARAZIONE COMUNE
DEI TRE MINISTRI OCCIDENTALI
I governi riaffermano che un attacco a Berlino Ovest
sara' considerato come un atto di guerra contro gli Alleati


"L'Unita'", Organo ufficiale del Partito comunista italiano, 28/02/1954.

Dopo la capitolazione del ministro dell'Esercito
GLI AMERICANI COMINCIANO A VERGOGNARSI
DEI "TRAFFICANTI DELLA PAURA E DEL RICATTO"
Aspro attacco del gen. Lehman
agli "inquisitori" del Senato e della Camera


"L'Unita'", 7/03/1954.

Gravissime accuse in aula di Anna Maria Caglio
SENSAZIONALI RIVELAZIONI SUI RAPPORTI
TRA UGO MONTAGNA, PICCIONI E IL CAPO DELLA POLIZIA
Dopo la morte della Montesi
la Caglio ando' con Montagna e Piccioni al Viminale.
Dopo il colloquio Montagna disse: "Ho messo tutto a posto"


"L'Unita'", 11/03/1954.

Sensazionale documento sulla corruzione del regime clericale
I CARABINIERI CONFERMANO LE ACCUSE AL MONTAGNA
IL SUO LOSCO PASSATO E I RAPPORTI CON ALTI PERSONAGGI


"Il Resto del Carlino", 11/03/1954.

MONTAGNA e' UN PREGIUDICATO
GIa' SPIA DELL'OVRA E DEI NAZI


"L'Unita'", 12/03/1954.

McCARTHY INCRIMINA
LO SCIENZIATO EINSTEIN?


"L'Unita'", 14/03/1954.

EINSTEIN CHIAMA GLI AMERICANI A RIFIUTARSI
DI COOPERARE COI TRIBUNALI DELL'INQUISITORE McCARTHY
Thomas Mann e Bertrand Russell
plaudono al coraggio del grande scienziato


Capitolo 23
Bologna, 9 marzo


Pierre sognava spesso la madre. Lei gli parlava, in quei sogni, ma le parole svanivano al primo risveglio. Allora doveva tenersi il malumore per tutta la giornata, l'irritazione di aver smarrito un dettaglio importante. Il volto di lei era quello della foto di famiglia, dove lui era un bambinetto con lo sguardo arrogante. I ricordi non bastavano a darle forma reale, appariva sfocata, in bianco e nero, su uno sfondo color seppia. Eppure gli diceva qualcosa, di questo era certo. Ma cosa?
Pierre aveva sei anni quando la madre era morta di tibici'. La seconda gravidanza, che lo aveva visto nascere, l'aveva provata oltre ogni limite. Forse, come diceva Fanti, un segreto senso di colpa dava corpo al ricordo, con quel poco che era rimasto nella mente. L'estremo tentativo di farla sopravvivere.
La ricordava sorridente, un sorriso modesto e angelico, sguardo rivolto su di lui, per mormorare una frase, qualcosa che mitigasse l'irruenza di un bambino precoce e agitato. Solo una sensazione.
Rosa Montanari era una donna esile e bellissima. Veniva da una famiglia povera di Solarolo. Aveva sposato Vittorio Capponi nel 1920, a soli diciotto anni. Il padre di Pierre, bracciante poi operaio di Lugo, classe 1901, era reduce dai moti del biennio rosso, e portava incisi sulla carne i segni del destino che si era scelto: le mazzate degli agrari, l'adesione al neonato Partito comunista, il nome del primo figlio, arrivato pochi giorni dopo la morte di Lenin e chiamato Nicola in onore del grande rivoluzionario. Che poi, pensava Pierre, Nicolaj Lenin non si chiamava cosi'. Il vero nome era Vladimir Il'ic Ul'janov. E pure Giuseppe Stalin aveva un nome lunghissimo e complicato che nessuno si ricordava. Per passare alla Storia servono nomi semplici, corti e
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